Pro e contro la fusione: sindaci e cittadini a confronto. I destini di scuole e uffici

I sindaci Rugolo e Mares
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Un sano e acceso dibattito democratico quello avvenuto ieri sera a Castelcucco, durante il primo incontro informativo riguardante il Referendum consultivo sulla fusione in “Borghi del Grappa” dei Comuni di Castelcucco e Cavaso del Tomba, che si terrà domenica 25 e lunedì 26 ottobre prossimi.

All’incontro erano presenti le rispettive amministrazioni comunali; a fare gli onori di casa e condurre la prima serata è stato il sindaco di Castelcucco Paolo Mares, seguito dall’intervento del sindaco di Cavaso Gino Rugolo.

Nella prima parte della serata è stato illustrato in cosa consiste il referendum punto per punto, a partire dal regolamento della votazione e dai possibili futuri benefìci che deriverebbero da questa fusione.

Il referendum

“È lei favorevole al progetto di legge numero 86 relativo all’istituzione del nuovo Comune denominato Borghi del Grappa, mediante fusione dei Comuni di Cavaso del Tomba e Castelcucco della provincia di Treviso?”

Questo è il quesito a cui i cittadini dovranno rispondere barrando il sì o il no sulla scheda. Il referendum consultivo sarà valido se si raggiungerà il quorum del 25%, previsto dalla normativa regionale. Qualora si raggiungesse questo quorum e la maggioranza dei voti fosse a favore della fusione, lo step successivo sarebbe lo scioglimento dei consigli comunali vigenti e l’istituzione del nuovo Comune (entro la fine dell’anno o al massimo nella prima metà di gennaio 2027).

Da Gennaio 2027 subentrerà la figura del commissario che, supportato dai due sindaci in carica in questo momento, assumerà la guida del nuovo Comune “Borghi del Grappa” fino alle elezioni amministrative, che si terranno nella prossima primavera.

Vantaggi e svantaggi

Tra i vantaggi e i benefìci attesi da questa fusione è stata sottolineata l’entrata di maggiori contributi, pari a 732 mila euro all’anno (senza alcun vincolo di destinazione) per un periodo di 17 anni, che porterebbe a una cospicua somma di 13 milioni di euro, senza contare gli altri contributi che continueranno ad entrare ordinariamente. Oltre a questo, si ricorda l’ottimizzazione del personale e un maggiore peso politico a livello istituzionale.

Non mancano di certo gli svantaggi, sottolineati anche da alcuni membri della cittadinanza al termine dell’incontro, tra cui lo stress e il cambiamento per gli abitanti e la distanza dell’amministrazione dal cittadino. Più grande è il Comune, tanto più l’amministrazione sarà distante dal cittadino. Ma, come ribadito dal sindaco, sarà compito e sensibilità dell’amministrazione futura equilibrare le decisioni e le figure in modo da attenuare quanto più possibile questa distanza.

Se passa il sì…

Qualora dovesse passare questa riforma, il municipio di Cavaso avrebbe la sede legale, ma rimarrebbe attivo anche quello di Castelcucco. Per motivi logistici gli uffici tecnici verranno spostati a Cavaso, mentre gli uffici che hanno un rapporto diretto con i cittadini, come anagrafe e tributi, rimarranno a Castelcucco e potranno essere potenziati a Cavaso, alternandosi durante la giornata.

Un altro tema affrontato è quello delle strutture educative e scolastiche: data la recente inaugurazione del plesso della scuola media a Cavaso, è stato affermato che quella rimarrà la sede per la scuola secondaria, mentre la scuola materna e quella elementare avranno sede a Castelcucco. Quest’ultime dovranno essere oggetto di investimenti e interventi dal punto di vista dell’adeguamento energetico. Il tutto sarà supportato da un pulmino o altro mezzo che porterà i ragazzi a scuola.

Sindaco Mares: “Se passerà il referendum sarà un salto di qualità per il nostro paese. L’Unione montana sarebbe il contenitore propedeutico dell’unico Comune che va dal Piave al Brenta, per poter avere un peso politico che attualmente la nostra zona non ha. La nostra è una scelta di prospettiva, nell’interesse dei nostri figli. Se facciamo questo cambio di mentalità, allontanandoci dai campanilismi, garantiamo un buon futuro alle nuove generazioni”.

Sindaco Rugolo: “Proprio perché siamo innamorati del nostro paese dobbiamo guardare in faccia la realtà, anche se non ci piace. Negli ultimi trent’anni la situazione dei Comuni è peggiorata e non c’è nessun segnale di un possibile miglioramento. Lo Stato già da due anni ci sta tagliando i bilanci. Con questa fusione non nasce un nuovo paese ma una unità amministrativa superiore che, attraverso il dialogo, potrà realizzare nuovi progetti volti a promuovere le due comunità. Se non si prende questo treno, non c’è alternativa”.

Spazio al confronto

Al termine della spiegazione sono intervenuti diversi cittadini che hanno espresso le loro titubanze e contrarietà in merito ad alcuni aspetti.

Tra questi il cambio di nome: è stato sostenuto che cambiarlo sarebbe un disastro dal punto di vista commerciale e cancellerebbe la storia dei due paesi. In merito a questo, la risposta è stata che i nomi non andrebbero cancellati del tutto, ma “Borghi del Grappa” sarebbe il nome della nuova unità amministrativa, mentre Castelcucco e Cavaso rimarrebbero comunque all’interno delle diciture. Ad esempio, se un cittadino è abitante di Castelcucco, dovrà indicare che è di Castelcucco di Borghi del Grappa e viceversa per gli abitanti di Cavaso del Tomba.

L’altro tema è quello della costituzione della nuova amministrazione comunale. È stata sollevata la questione delle candidature, ovvero il fatto che non c’è una regola che presupponga una maggioranza o minoranza di esponenti delle due future frazioni all’interno del consiglio comunale.

Questi interventi sono stati democraticamente apprezzati dai sindaci, i quali hanno saputo comunque rispondere in merito, cercando di dare una panoramica delle possibili soluzioni con gli elementi che hanno a disposizione in questo momento.

(Autrice: Francesca Battilana)
(Foto: Francesca Battilana)
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