L’unione di due passioni, quella per il personaggio di Pinocchio e quella per il dialetto possagnese, ha spinto Claudio Negro a cimentarsi nella traduzione dell’intera favola nel suo dialetto.
“Pinocchio è uno dei libri con più traduzioni al mondo dopo la Bibbia – spiega Negro – così mi sono detto: perché non tradurlo anche in dialetto possagnese, lingua che ho sempre parlato nella mia vita? Così lo scorso novembre mi sono cimentato nella traduzione dedicandovi qualche ora alla sera, il tutto con un obiettivo non commerciale ma puramente culturale: fare in modo che questo dialetto rimanga scritto con il passare del tempo, dato che le lingue minori stanno piano piano scomparendo”.
In occasione della mostra su Carlo Collodi a Possagno, l’autore ha presentato il suo manufatto all’organizzatrice Giulia Barichello e da questo incontro è nata l’idea di dedicare una serata alla lettura del testo.
Così ieri venerdì, alla Casa delle Associazioni, si è tenuta la lettura in dialetto di alcuni capitoli: nello specifico quelli che raccontano la celebre disavventura del protagonista legata ai quattro denari. La narrazione ha ripercorso il momento in cui il burattino lascia l’Osteria del Gambero Rosso, l’inganno subìto nel bosco con il furto delle monete al Campo dei Miracoli e la condanna nel paese di Acchiappacitrulli, fino al momento in cui viene rilasciato dopo quattro mesi di prigione.
Ad interpretare i vari personaggi sono state le lettrici Giorgia Sonego, Paola de Nardo e Giulia Barichello, affiancate dall’organizzatrice della mostra e dall’autore Claudio nella lettura dell’incipit.
(Autrice: Francesca Battilana)
(Foto e video: Francesca Battilana)
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