Centinaia di stendardi a Cima Grappa per ricordare i Caduti senza volto della Grande Guerra: “Ogni epoca ha le sue trincee”

Fino alle 11.30 circa la pioggia non ha osato battere sulle gradinate del Sacrario di Cima Grappa ieri, domenica 1 agosto. E così le speranze del comitato organizzatore, dei vari gruppi alpini e di tutti i presenti si sono realizzate.

Blindata la cima del monte sacro alla Patria, con la chiusura al traffico per i non autorizzati dalle 8.30 e una massiccia presenza di pattuglie dei Carabinieri e dell’Esercito.


A trionfare sulla Cima sono stati gli stendardi: a centinaia, sulle gradinate e ai piedi del Sacrario, a rappresentare note di colore in una giornata grigia. Alcuni coraggiosi spettatori, tra cui il Gem Marciatori di Crespano e il sindaco di Treviso Mario Conte, hanno raggiunto la cima a piedi.

All’arrivo delle autorità, tra cui l’ospite d’onore, il generale di Corpo d’Armata Francesco Paolo Figliuolo, gli schieramenti militari si sono messi sull’Attenti. Tra le fila c’erano il gruppo dei giovanissimi Allievi Volontari della Protezione Civile, il Gruppo d’Intervento Medico Chirurgico Alpino e la Società Filarmonica di Crespano del Grappa, che assieme al coro Edelweiss Ana Montegrappa hanno accompagnato musicalmente la cerimonia, suonando in apertura l’Inno austriaco, l’Inno italiano e l’Inno alla Gioia, in rappresentanza dell’Europa. 

Erano numerosi anche i sindaci delle province di Treviso, Belluno e Vicenza e gli assessori in rappresentanza dei primi cittadini assenti: è stato reso omaggio alle insegne delle tre Città medaglie d’oro, Treviso, Vicenza e Vittorio Veneto, che sono state fatte sfilare sulla scalinata monumentale e posizionate attorno all’altare.

Dopo il sindaco di casa nonché presidente del Comitato organizzatore, Annalisa Rampin, che ha aperto con il tema della responsabilità, sono intervenute anche Erika Stefani, ministro alla disabilità, Stefania Pucciarelli, sottosegretario alla difesa, e Manuela Lanzarin, assessore alla sanità della Regione Veneto.

Il generale Figliuolo, accanto al sindaco di Pieve del Grappa Rampin, ha inaugurato una stele votiva dedicata alla Madonna del Grappa, portata per l’occasione nei pressi dell’altare, che riporta: “Ogni epoca ha le sue trincee. Oggi come allora, ovunque proteggi”. Sono infatti più di 23.000 le salme che riposano in Cima Grappa, molte delle quali non hanno un nome. La Santa Messa è stata celebrata da monsignor Luciano Capelli, vescovo delle Isole Salomone.

Presenti alla cerimonia anche due delegazioni austriache del Pinzgau Salzburg e del Rouris, a simboleggiare come poco più di cento anni dopo, il luogo simbolo della Grande Guerra sia ora un luogo di costruzione di una pace duratura, anche in ricordo delle sofferenze patite dai soldati in entrambi i fronti e ora sepolti insieme nella grande struttura dell’Ossario.

A loro è stata dedicata una seconda cerimonia, commemorata in forma ristretta nella sezione austroungarica dell’Ossario oltre la via degli Eroi.  


(Foto e video: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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