Consegnato il Premio “Dott.ssa Angela Bottega” in sostegno alla ricerca biomedica d’avanguardia

È stato assegnato alla dottoressa Claudia Di Lecce il Premio di studio “dott.ssa Angela Bottega”, riconoscimento istituito dall’Università di Trieste per sostenere la ricerca biomedica di eccellenza.

Il riconoscimento, promosso dalla famiglia Bottega con l’Ateneo triestino e il Dipartimento Universitario Clinico di Scienze Mediche Chirurgiche e della Salute, onora la memoria di Angela Bottega, studentessa di Medicina e Chirurgia di Pieve di Soligo, scomparsa prematuramente a 27 anni, ricordata per il suo impegno nello studio e nella medicina. Quindici anni dopo la sua scomparsa, l’Ateneo le ha conferito la laurea alla memoria nel 2022, consegnando il diploma nelle mani dei familiari.

La cerimonia di consegna del premio universitario si è tenuta lo scorso 12 marzo a Trieste, una delle città europee con un’alta concentrazione di istituti scientifici. La commissione ha riconosciuto il valore dello studio innovativo di biologia molecolare sui tumori del polmone condotto dalla dottoressa Di Lecce, che “rappresenta un contributo importante in un ambito scientifico delicato e complesso, aprendo nuove prospettive di ricerca e cura e configurandosi come una vera e propria pietra miliare nel percorso verso una medicina sempre più personalizzata”.

La dottoressa Claudia Di Lecce

Durante la cerimonia è stata ricordata anche la figura di Angela, studentessa brillante e profondamente appassionata alla medicina. La docente Rossana Bussani, che ha conosciuto Angela da vicino, ha ricordato con emozione la giovane, sottolineandone l’amore per lo studio, la dedizione alla medicina e la profondità umana. 

Il prof. Luigi MurenaDirettore del Dipartimento di Scienze Mediche Chirurgiche, ha apprezzato la scelta della famiglia Bottega, che ha voluto affiancare l’Università sostenendola nei suoi progetti di ricerca scientifica, rendendo in tal modo presente la volontà di Angela di esercitare la professione medica.

Il Premio Angela Bottega si conferma così non solo come un riconoscimento scientifico, ma anche come un segno di memoria e di speranza: un modo per ricordare Angela che, nonostante la malattia, ha continuato con determinazione i suoi studi, sostenendo la ricerca delle nuove generazioni di medici e studiosi.

(Autrice: Beatrice Zabotti)
(Foto: per concessione della famiglia)
(Articolo di proprietà di Dplay Srl)
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