La comunità di Pieve di Soligo esprime profondo cordoglio per la scomparsa di Settima Soldan, conosciuta da tutti come “Zeta“, decana della comunità pievigina, venuta a mancare all’età di 103 anni in seguito alle conseguenze della frattura di un femore.


Nata a Refrontolo il 23 dicembre 1922, ultima di otto figli, Settima Soldan ha attraversato oltre un secolo di storia conservando fino agli ultimi mesi una straordinaria lucidità, una memoria vivissima e una grande operosità. Dal 1951 viveva a Solighetto, dove si era trasferita dopo il matrimonio con Davide Fontana, appartenente alla nota famiglia di artisti del legno.
La sua lunga esistenza è stata profondamente intrecciata con la storia del territorio. Cresciuta nella casa colonica di Cima Col a Refrontolo, ha vissuto in prima persona gli anni difficili della Seconda guerra mondiale e della Resistenza, conservando ricordi preziosi di una comunità segnata da eventi drammatici, ma capace di mantenere saldi i valori della solidarietà e della convivenza.
Appassionata interprete delle tradizioni locali, Zeta era nota anche per le sue doti culinarie, tramandate attraverso ricette e saperi antichi appresi fin da giovane. Fino a tempi recenti continuava a dedicarsi con entusiasmo alla cucina, preparandone i piatti simbolo e mantenendo vivo un patrimonio di conoscenze che rappresentava un autentico legame con il passato. Negli ultimi anni era diventata una delle più autorevoli memorie storiche del territorio, sempre disponibile a condividere racconti, aneddoti ed esperienze capaci di restituire uno spaccato autentico della vita nelle colline del Quartier del Piave nel corso del Novecento.
In occasione dei suoi compleanni aveva ricevuto più volte la visita delle autorità civili e religiose del territorio. Con la scomparsa di Settima “Zeta” Soldan, Pieve di Soligo perde una testimone preziosa di oltre un secolo di vita, depositaria della memoria collettiva, delle tradizioni e dei valori che hanno caratterizzato generazioni di cittadini.


“La scomparsa di Zeta Soldan ci addolora profondamente. Con i suoi 103 anni rappresentava un ponte straordinario tra le generazioni e una delle ultime autentiche custodi della memoria del nostro territorio. Ogni incontro con lei era un viaggio nella storia delle nostre comunità: i racconti della vita contadina, gli anni della guerra, le tradizioni tramandate in famiglia e quell’inesauribile curiosità che l’ha accompagnata fino agli ultimi tempi. Colpivano la sua lucidità, il suo spirito vivace e la capacità di guardare alla vita con semplicità e saggezza – ricorda il sindaco Stefano Soldan – A nome dell’Amministrazione comunale e dell’intera comunità di Pieve di Soligo esprimo le più sentite condoglianze ai familiari, preservando con gratitudine il ricordo di una donna che, con la sua lunga vita, ha saputo trasmettere valori, memoria e identità alle generazioni che l’hanno conosciuta”.
(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
(Foto: Comune di Pieve di Soligo)
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