“Emozioni Rosa” a una settimana dal Giro: la maglia nera di Pinarello, l’ultimo chilometro, i pronostici di Bruseghin

Ci siamo quasi, il conto alla rovescia è ormai iniziato. Una settimana al fatidico appuntamento con l’attesa tappa del Giro d’Italia, in programma giovedì 28 maggio, con partenza da Fai della Paganella (Trento) e arrivo a Pieve di Soligo.

E la “febbre Rosa” per il passaggio della Corsa è ormai alle stelle. Per questo noi di Qdpnews.it abbiamo fatto una personale “ricognizione” con alcuni dei principali “attori protagonisti” di questo evento unico, sentendo le emozioni della vigilia con il sindaco Stefano Soldan, discutendo dei dettagli tecnici dell’arrivo pievigino con il presidente del Comitato di Tappa, Albino Bertazzon, e ascoltando le previsioni dell’ex ciclista trevigiano (terzo al Giro d’Italia del 2008),Marzio Bruseghin. Con infine una nota di colore (nero in questo caso, non rosa…) proprio sulla storica maglia nera del 1951 di Giovanni “Nani” Pinarello, fondatore dell’omonima impresa produttrice di biciclette. Di questo abbiamo parlato con Giancarlo Bianchin, titolare dell’osteria “Speta un minuto” di Barbisano, attuale custode del prezioso cimelio.

Sindaco Soldan, ormai manca una settimana all’arrivo di tappa a Pieve: che emozioni state vivendo in questa vigilia?

“La febbre rosa ormai è altissima. Vedo che tantissimi negozianti e tantissime associazioni stanno lavorando per rendere sempre più bello e accogliente il nostro paese e questo territorio, quindi un ringraziamento a tutti per l’entusiasmo contagioso che stanno mettendo in questa iniziativa che, come ho già detto in altre occasioni, va a favore della promozione del nostro territorio, delle nostre eccellenze, attraverso uno degli sport più nobili e più amati a livello nazionale e internazionale”.

Marzio Bruseghin, che Giro d’Italia stiamo vedendo fin qui?

“E’ un Giro molto imprevedibile che, a parte Vingegaard, favorito numero uno e ‘faro’ della corsa con la sua squadra, lui e la sua squadra (il Team Visma-Lease a Bike ndr.), sta proponendo giovani nuovi e anche un modo di correre diverso dal solito, interessante penso”.

E gli italiani? Grande la prestazione di Ganna nella recente cronometro…

Ballerini ha già vinto una tappa (ma purtroppo è stato poi costretto al ritiro dopo la brutta caduta nell’11° tappa di mercoledì ndr) e Ganna a cronometro ha fatto qualcosa di fuori dal normale. Quindi penso che, al momento, per il ciclismo italiano sia un Giro positivo. Adesso vediamo come proseguirà anche con le tappe di montagna vera, sperando che Pellizzari mantenga le promesse, anche se ha solo 22 anni e si può ancora permettere di avere qualche giornata magari non troppo felice”.

Che tappa sarà quella di Pieve di Soligo?

“Sicuramente bellissima per il nostro territorio. Probabilmente, dal punto di vista tecnico, è molto probabile che ci sarà una fuga importante con tanti corridori, perché ci sono tante squadre che sono venute al Giro per vincere una tappa e, ormai, di tappe da vincere ne sono rimaste 10. E quindi sarà molto probabilmente una tappa da fuga con il Muro di Ca’ del Poggio come trampolino di lancio. Quello sarà un momento decisivo: ci sarà chi cercherà di anticipare, chi invece aspetterà per essere protagonista su quelle rampe. Insomma, lo spettacolo è assicurato”.

Giancarlo, ci puo’ raccontare in breve la storia di questa famosa “maglia nera” e di come è arrivato ad averla?

“Si tratta della maglia nera di Giovanni Pinarello, appartenuta a lui in occasione del Giro d’Italia del 1951. Mi è stata concessa con simpatia dalla famiglia Pinarello, da sua figlia Carla che, in occasione di questo Giro d’Italia, me l’ha concessa per ricordare le ‘gesta’ del papà”.

Era una maglia molto ambita all’epoca?

“Sì, c’era proprio una ‘gara nella gara’ per questa maglia, che rappresentava l’ultimo arrivato. A quell’epoca non esisteva ancora il ‘fuori tempo massimo‘ e quindi, visto che c’era anche un riconoscimento economico per chi la indossava alla fine, i ciclisti si nascondevano addirittura nelle case per cercare di arrivare ultimi e per loro era un successo”.

Albino Bertazzon, che emozione è per lei questo arrivo di tappa a Pieve di Sorigo?

“Un’emozione unica, veramente una cosa meravigliosa e per me, che sono stato anche giudice di gara in 6 Giri d’Italia professionisti, un sogno che si avvera dopo tanti anni”.

Puo’ descriverci tecnicamente come sarà il tratto finale di questa tappa a Pieve?

“Il tratto finale, partendo dall’ultimo chilometro che si troverà in leggera discesa, vedrà una curva a sinistra al semaforo di via Sartori, poi un bel rettilineo fino al Duomo, dove ci sarà una curva a destra a 45°. Da lì discesa fino al ponte e poi si sale leggermente fino all’arrivo. Sarà un finale di tappa nervoso, diciamo. Ecco, se vogliamo fare un auspicio, speriamo che le previsioni meteo siano azzeccate e non piova quel giorno perché altrimenti tutto potrebbe complicarsi e diventare molto più impegnativo, soprattutto nella curva della chiesa che è un po’ “alla rovescia’”.

(Autore: Alessandro Lanza)
(Foto e video: Michela Condurache)
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