Giornata per la Donazione di Organi, cerimonia con targa per ricordare il fondatore dell’Aido Mario Marciano

Sensibilizzare i cittadini ad esprimere la loro volontà sulla donazione nelle diverse modalità previste dalla legge, in particolare con la registrazione negli uffici anagrafe al momento del rilascio o del rinnovo della carta d’identità o ancora con una semplice dichiarazione datata e firmata da conservare tra i documenti personali.

Questo l’obiettivo della Giornata nazionale per la Donazione di Organi, che si celebra oggi, sabato 19 aprile, in tutta Italia. Anche a Pieve di Soligo, dove proprio al Parco del Donatore si è svolta la consueta cerimonia con ritrovo in Borgo Stolfi, intervento delle autorità e infine deposizione di una composizione floreale al monumento dedicato al “sì” alla donazione di organi, tessuti e cellule.

Presenti, per celebrare a dovere questa importante ricorrenza, l’assessore alla Associazioni, Federico Fantin, che ha tenuto il discorso ufficiale, i colleghi di Giunta Valentina Lucchetta e Mohammed Hammouch, il consigliere Antonio Meneghino, la presidente dell’Aido pievigina, Arianna Ponzi, il capogruppo degli Alpini, Albino Bertazzon e altri rappresentanti di Avis e forze dell’ordine.

Una cerimonia che ha vissuto un momento particolarmente toccante con la consegna di una targa commemorativa alle figlie del fondatore dell’Aido di Pieve di Soligo, Mario Marciano.

“Quello della donazione è un gesto di un amore infinito, che fa sì che alla fine, al termine di una vita, ci sia la prosecuzione di un’altra vita – l’intervento dell’assessore Fantin – Un gesto che dovrebbe essere scontato, ma che così non è per credenze religiose, a volte per credenze popolari. Il compito dell’Aido e anche il nostro resta dunque quello di sensibilizzare le persone, di ricordare quanto importante sia, di ricordare quanta attesa ci sia in un ricevente per un organo che può essere donato. Qualcuno di noi ha avuto la sfortuna o la fortuna di conoscere anche un trapiantato e soprattutto la sfortuna di conoscerlo quando è nell’attesa: un’angoscia che è infinita. Ho avuto anch’io, in famiglia, la possibilità di conoscere un trapiantato di fegato e ricordo come l’attesa fosse logorante per questo mio congiunto, perché sembrava che non avesse mai fine. E quando finisce il trapiantato vive una nuova vita, ha una seconda possibilità, e la gioia che ne scaturisce è inspiegabile. Per cui siamo qui oggi per promuovere, per ricordare quanto importante sia decidere di firmare un documento semplice, dare la disponibilità a donare i nostri organi a chi potrebbe riceverli il giorno in cui noi non saremo più qui”

Ha preso poi la parola la presidente dell’Aido pievigina, Arianna Ponzi: “Oggi ci riuniamo per ricordare qualcosa che va ben oltre un gesto burocratico o una firma su un documento. Parliamo del dono più grande che un essere umano possa fare a un altro essere umano. Parliamo della vita. Ogni anno in Italia migliaia di persone aspettano, aspettano in silenzio con la speranza cucita nel cuore. Aggrappate a una possibilità che spesso dipende da una decisione che qualcun altro ha preso prima di noi. Ogni sì alla donazione può salvare più vite, può restituire un sorriso, un futuro, un domani. Parlare di morte non è facile, ma è proprio in quel momento di dolore, quando una famiglia perde qualcuno che ama, che può nascere un atto di luce straordinario. Dentro ogni trapianto c’è una storia fatta di coraggio, generosità e amore. Dentro ogni donatore c’è una famiglia che nel dolore ha scelto di donare vita. Come Aido il nostro impegno è quello di informare, sensibilizzare e diffondere una cultura del dono. Una cultura che superi paure e diffidenze, basata sulla consapevolezza e sulla fiducia”.

E ancora. “Parlare di donazione significa parlare di comunità, di responsabilità condivisa – ha proseguito Ponzi – Significa ricordare che ognuno di noi può fare la differenza. Oggi vi chiedo solo di parlare con i vostri familiari, con i vostri figli e con chi vi vuole bene. Dite loro cosa avete scelto perché la donazione, senza quella conversazione, rischia di restare incompiuta. Donare è un atto d’amore che attraversa il tempo e l’amore si sa non muore mai. Concludo ringraziando l’Amministrazione comunale per la sensibilità dimostrata in questa giornata, accogliendo l’invito del Ministero della Salute”.

Infine, a proposito di donazione, il momento della consegna della targa per ricordare la figura e l’opera di Mario Marciano, che 45 anni fa fondò il gruppo Aido di Pieve di Soligo. “Un omaggio che il nostro Consiglio ha ritenuto doveroso – ha spiegato l’attuale presidente dell’associazione – Abbiamo pensato quindi di consegnare alle figlie di Mario una targa con piacere consegniamo una targa, un semplice pensiero fatto con immutata stima verso il loro papà”.

“Volevamo semplicemente ringraziare tutti per questo riconoscimento, perché per noi è un regalo molto grande, ma ci tenevamo anche a ricordare che, senza la collaborazione della squadra, quel seme di solidarietà che era stato piantato 45 anni fa non sarebbe cresciuto e diventato così grande – le parole delle figlie – Quindi il vostro lavoro silenzioso e volontario, il tempo che dedicate, l’energia, il vostro tempo sono le cose più preziose. Grazie”.

“In questa giornata va dedicato un pensiero di affetto e gratitudine a tutti i donatori in particolare ad Avis e Aido per l’aiuto che quotidianamente offrono a tutti grazie alla loro disponibilità a donare, un semplice gesto che può salvare la vita – il commento del sindaco, Stefano Soldan – Ringrazio tutte le associazioni che hanno partecipato alla giornata odierna ormai diventata un momento di comunità e tutte le rappresentanze di associazioni e cittadini presenti all’evento”.

Autore: Alessandro Lanza)
(Foto: Alessandro Lanza)
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