Pieve di Soligo, all’evento di Agedo la storia di una donna che scopre che il figlio è gay. Marinelli: “Per alcune madri questo rappresenta un tradimento”

“Mio figlio non mi appartiene ma è il bisogno di lui che fa parte di me”: questa frase è stata scelta per la quarta di copertina del libro “La lingua delle madri” di Marina Marinelli, presentato lo scorso venerdì 10 settembre a Pieve di Soligo da Agedo Treviso.

All’evento, sostenuto dall’assessorato alle Pari Opportunità della Città di Pieve di Soligo e presentato da Debora Donadel, hanno partecipato l’assessore Elena Bigliardi e Manuela Pelizzon, presidente di Agedo Treviso.

Agedo è un’associazione nazionale costituita da genitori, parenti e amici di persone LGBT+ (lesbiche, gay, bisessuali, transessuali…) che si impegna per il riconoscimento dei loro diritti civili, dell’orientamento sessuale, dell’identità di genere e della loro inclusività sociale.

“La mia protagonista, Irene, sta preparando la cena di anniversario per i 30 anni di matrimonio e non vede da mesi suo figlio Luca che è partito per Parigi dove studia alla Sorbona – spiega l’autrice Marinelli – La scintilla di questa storia nasce innanzitutto dalla considerazione di un momento comunque particolare per una donna che sono i 60 anni, un momento di bilancio. Si tratta di una donna che ha puntato tutto sulla maternità come esperienza assoluta e totalizzante della sua vita, un ruolo che è stato compensativo di tante lacune e mancanze per le quali ha sofferto”.

“Il titolo del libro, ‘La lingua delle madri’, evoca proprio questo bisogno prepotente spesso di urlare e di non nascondere non solo l’amore verso i figli ma anche di utilizzare un linguaggio assertivo in nome del quale il figlio deve rispondere alle aspettative – continua – La storia poi scorre su due eventi centrali della vita di Luca che riguardano profondamente Irene: da una parte il coinvolgimento, del tutto inaspettato, nell’attentato al Bataclan e dall’altro la scoperta di un’altra cosa altrettanto devastante per la madre, se non addirittura di più, che è la scoperta dell’omosessualità di Luca”.

“Questo avviene con piccoli dettagli inizialmente e poi in maniera chiara e inequivocabile – conclude -, senza alcuna dichiarazione aperta da parte di Luca. Luca nel libro non parla mai ma fa delle cose, compie le sue scelte di vita e ha una sua autodeterminazione che è la strada per la sua felicità, nonostante il destino non sia così buono con lui. La scoperta dell’omosessualità di Luca per Irene è devastante perché, innanzitutto, per lei rappresenta un tradimento perché le madri spesso hanno la convinzione di sapere tutto dei loro figli”.

Inizialmente, la protagonista del libro vive come un dramma la scoperta dell’omosessualità del figlio, dimensione che accomuna molti genitori che devono affrontare queste situazioni.

Per questo i membri di Agedo, che conoscono bene la realtà narrata nel libro, sono sempre disponibili a dialogare e a confrontarsi con tutte le persone che, anche nel territorio dell’Alta Marca Trevigiana, desiderano avere un luogo di scambio di esperienze per affrontare le questioni che riguardano il rapporto con i famigliari o amici LGBT+.

Chi fa parte dell’Agedo ha esperienze da raccontare e condividere e, all’interno dell’associazione, le persone che hanno bisogno potranno trovare dialogo, empatia e disponibilità all’ascolto.

Lo sportello dell’associazione è situato in via Maset 1 (Casa delle associazioni) a Conegliano ed è aperto il primo e il terzo venerdì del mese dalle ore 18 alle 19.30.

Per tutte le informazioni si può consultare il sito ww.agedonazionale.org o scrivere all’indirizzo di posta elettronica agedotreviso@gmail.com.

Durante l’incontro, l’autrice del libro “La lingua delle madri” ha detto che “I figli sono degli individui autonomi e per arrivare ad esserlo completamente devono effettivamente affermare una propria autonomia di vita ed emotiva rispetto alla madre”.

(Foto: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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