Pieve di Soligo, primule e cucchiaini come simboli della Giornata per la Vita. La veglia in Duomo con l’Acr

Nella diocesi di Vittorio Veneto sono le primule e i cucchiaini i simboli designati per la Giornata per la Vita 2021 che ricorre oggi, domenica 7 febbraio, in tutte le chiese d’Italia.

Ritorna l’ormai tradizionale messa a disposizione delle primule da parte dell’Azione Cattolica, e in particolare dai ragazzi dell’Acr, il cui ricavato viene consegnato alla Casa Mater Dei di Vittorio Veneto, da sempre impegnata a favore delle giovani madri in difficoltà e della maternità nascente.

Quest’anno, poi, si è aggiunto il simbolo del cucchiaino, che ha accompagnato i contenuti e i significati della veglia diocesana per la vita svoltasi nella serata di ieri, sabato 6 febbraio, nel Duomo di Pieve di Soligo guidata dal vescovo di Vittorio Veneto, Corrado Pizziolo, e organizzata con la collaborazione del Centro di aiuto alla vita – Movimento per la Vita, della Casa Mater Dei di Vittorio Veneto e dell’Ufficio diocesano per la Pastorale della Famiglia.

Come è stato infatti affermato nel corso della serata, il cucchiaino – messo nelle mani di ciascun partecipante alla veglia – rappresenta “lo strumento umile e quotidiano con cui in cucina si mescola il cibo nel mentre lo si prepara con cura il pranzo della famiglia, per imboccare i piccoli, gli anziani e i malati, coloro che da soli non ce la fanno”.

veglia per la vita copy

Sono state molte le persone che si sono riunite in Duomo per la veglia di ieri sera, svoltasi nel rigoroso rispetto della norme in materia anticovid, e che hanno anche seguito la diretta streaming. L’ appuntamento promosso da varie associazioni ecclesiali e ormai consueto ogni anno, si è aperto con il saluto letto del presidente del Movimento per la Vita, Mario Botteon.

“Una cultura pervasa da diritti individuali assolutizzati rende ciechi e deforma la percezione della realtà – hanno scritto i Vescovi italiani nel messaggio per la Giornata per la Vita letto in più parti durante la veglia – genera egoismi e derive abortive ed eutanasiche, interventi indiscriminati sul corpo umano, sui rapporti sociali e sull’ambiente”.

“La libertà del singolo che si ripiega su di sé – si legge ancora nel documento Cei – diventa chiusura e violenza nei confronti dell’altro e un uso individualistico della libertà porta ad strumentalizzare e a rompere la relazioni, rende insostenibile la vita, costruisce case in cui non c’è spazio per la vita nascente, moltiplica la solitudine”, concetti ribaditi nell’intervento finale del vescovo Pizziolo, che ha invitato tutti “a non rinchiudersi nel proprio egoismo e ad aprirsi invece al dono della vita, realizzando appieno l’esercizio della libertà”.

Parole di profonda gratitudine e riconoscenza ai partecipanti e a tutti gli organizzatori sono state espresse nel saluto conclusivo da Federico Carnelos, co-direttore insieme alla consorte Valentina Cattai dell’Ufficio diocesano per la Pastorale della Famiglia, guidato dal delegato vescovile don Roberto Bischer.

 

(Fonte: Beatrice Zabotti © Qdpnews.it).
(Foto: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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