Serie tv alla “Don Matteo” e set cinematografici anche nella Marca per la promozione del territorio: nuovi stimoli dalla Treviso Film Commission

La produzione cinematografica “made in Treviso” come veicolo per la promozione turistica del territorio e delle professioni meno in vista ma più legate alla terra e alle tradizioni venete: questa è una delle principali riflessioni condivise dalle persone intervenute alla conferenza stampa di oggi venerdì 10 settembre della Treviso Film Commission alla 78esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Ricco e variegato il programma di produzioni realizzate: dalle serie tv, “Bottega Reato” di Jgor Barbazza e Davide e “Vagobonde in Style” di Zeta Group, ai documentari, “I Palù” di Piero Cannizzaro per Rai Tv e “Io Credo” di Nng (New Nonconformist Generation) e Qdpnews.it.

Spazio anche per i docu-film, “Interior Doc” di Carla Palù e “Desiderie” di Samuele Schiavo e Massimo Libero Michieletto, per i film, “48 Ore” di Luciano Luminelli e LudoArchedo48, e i musical con “Casanova” di Red Canzian.

Alla conferenza stampa hanno partecipato il direttore di Fondazione Marca Treviso e della Treviso Film Commission, Alessandro Martini, il presidente della Treviso Film Commission e di Fondazione Marca Treviso, Gianni Garatti, il presidente della Camera di Commercio Treviso-Belluno-Dolomiti e della cabina di regia Ogd “Città d’Arte e Ville Venete del Territorio Trevigiano”, Mario Pozza, il presidente della Provincia di Treviso e del Tavolo di Confronto dell’Ogd, Stefano Marcon, oltre a Red Canzian e molti altri ospiti.

Qdpnews.it è stato rappresentato dal giovane pievigino Lorenzo Mariotti, direttore della fotografia del cortometraggio “Io Credo” della regista Lena.

Il cortometraggio, presentato in prima assoluta alla “Perscaria Vecia”, ex mercato del pesce in Fondamenta di Cao Moleca a Burano, indaga la spiritualità e le credenze popolari in alcuni luoghi del Veneto.

I malgari di Mariech (Valdobbiadene), i pescatori di Chioggia, le merlettaie di Burano e i contadini veneti sono i protagonisti di un lavoro che vuole mettere in luce l’importanza del rapporto dell’uomo con la dimensione del sacro e la bellezza del “saper fare” della gente del Veneto.

La regista Lena spera che, attraverso il suo lavoro, non solo i cittadini di altre regioni ma anche la popolazione locale possa scoprire la bellezza di alcuni luoghi che si trovano “a due passi da casa” ma che spesso non si conoscono.

Curiosa la storia di Mauro De Stefani, giovane valdobbiadenese esperto di varietà di mele, tra i protagonisti del documentario “I Palù” di Piero Cannizzaro.

Come ha sottolineato l’appassionato di storia locale Miro Graziotin, Valdobbiadene non è solo “Prosecco”, perché la tradizione contadina del territorio è stata capace di tramandare un vasto patrimonio di conoscenze, teoriche e pratiche, che meritano di essere conosciute.

I responsabili della Treviso Film Commission hanno spiegato che il territorio trevigiano, non solo il capoluogo ma anche i paesi e i piccoli borghi di provincia, si candida ad ospitare altri set cinematografici e serie televisive di successo, pensando a quello che ha rappresentato “Don Matteo” nel panorama nazionale, che avranno un ruolo fondamentale nella promozione del territorio.

(Foto e video: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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