L’arte contemporanea incontra l’opera immortale di Antonio Canova nella nuova mostra inaugurata ieri al Museo Gypsotheca Canova di Possagno, ideata dal presidente della Fondazione Canova, Vittorio Sgarbi, e organizzata da Contemplazioni, con il supporto finanziario di Intesa San Paolo.
Una sfida per Marcello Tommasi, Wolfgang Alexander Kossuth, Girolamo Ciulla, Giuseppe Bergomi, Giuseppe Ducrot, Filippo Dobrilla, Livio Scarpella, Ettore Greco, Aron Demetz, Fabio Viale e Jago, in una gara rispettosa con uno degli scultori più illustri di sempre.
“Canova è sempre stato un grande mecenate – spiega la direttrice Moira Mascotto -. Quand’era a Roma nel suo studio accoglieva sempre dei giovani, che poi cercava di inserire, per esempio, nell’ambiente delle accademie, come quella di San Luca. È stato un artista sensibile al mondo dell’arte a lui attuale, volto alla tutela di tutto il patrimonio artistico”.


Ogni artista, presentato da Vittorio Sgarbi durante la partecipatissima conferenza stampa, è caratterizzato da un approccio del tutto originale che costruisce un dialogo con le creazioni del Canova.
L’appuntamento celebra l’apertura del bicentenario dell’artista che nel suo corso porterà grandi novità non solo all’interno della gipsoteca, ma anche all’intera comunità di Possagno: a spiegare quest’aspetto è il sindaco Valerio Favero, che ha citato il finanziamento di 740 mila euro (su 980 del costo totale dell’opera) ottenuti dal Fondo Cultura per il restauro della seconda e della terza campata dell’Ala Lazzari.
“Per tutti i possagnesi il 2022 dev’essere un anno speciale, un anno di festeggiamenti, mostre, concerti, balletti ed esibizioni – spiega il primo cittadino -. Come diceva il presidente Sgarbi, ho richiesto la presenza del cantautore Andrea Bocelli al Tempio per un evento speciale da dedicare al nostro cittadino più illustre. La bella notizia dell’ottenimento del finanziamento richiesto al Fondo Cultura ci consentirà di consegnare ai posteri un’Ala Lazzari finalmente restaurata”.


La serie di iniziative proseguirà, dopo questa mostra, con un’esposizione basata sul tema dell’arte sepolcrale, ovvero un percorso che seguirà l’artista da questa prospettiva dall’inizio della sua carriera fino alla sua conclusione. In autunno, invece, si descriverà in un’altra mostra il rapporto tra l’arte del Canova e il potere.
Nel corso della conferenza stampa sono state anticipate dal professor Sgarbi anche future iniziative che vedranno collegate le realtà museali di Ferrara e Possagno. Non è stato ignorato il tema attuale della tutela dell’arte in tempi di guerra riprendendo la celebre frase di Fëdor Dostoevskij, “la bellezza salverà il mondo”, il presidente della Fondazione Canova ha aggiunto: “Sì, ma solo se prima il mondo salverà la bellezza”.
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