Ferragosto, le attività della Marca tra turismo e “sacralità” delle ferie. Capraro: “Pesa la variabile caldo”

Da un lato una provincia, la Marca trevigiana, che si vorrebbe sempre più a “trazione turistica“, in particolare per il capoluogo e l‘area delle Colline Unesco. Dall’altro, specialmente in agosto (e nel fine settimana di Ferragosto entrante in particolare), la tendenza tipicamente italiana allo “svuotamento” delle città e dei loro centri, con la contestuale “chiusura per ferie” di molte attività, in primis bar e ristoranti.

E senza voler scomodare l’ormai famoso “In ferie da cosa?” di marchionniana memoria, quando – proprio riferendosi a questo “(mal)costume” del Belpaese e al suo intrinseco “provincialismo” – il manager raccontò l’aneddoto dei dipendenti della Fiat andati tutti in vacanza ad agosto nonostante l’azienda fosse sull’orlo del fallimento, abbiamo fatto un giro in alcuni Comuni della Marca, a partire proprio da Treviso, per capire come sia la situazione in questi giorni “di fuoco” (fronte meteo).

“Noi chiuderemo solo due giorni, il sabato di Ferragosto e la domenica, poi riprenderemo l’attività come sempre” conferma Giulia della Pasticceria Casellato di piazza San Vito in centro a Treviso.

Chi invece non si fermerà proprio sarà il Tiramisù Le Beccherie di piazza Ancilotto: “Saremo sempre aperti, le chiusure ferragostane non ci riguardano – spiegano dallo storico locale -. La città si svuota, è vero, ma soprattutto di residenti, basta vedere i flussi di traffico drasticamente calati in questo periodo. Invece i turisti ci sono eccome, ad esempio da lunedì scorso abbiamo notato un afflusso costante, un bel ‘movimento’ di persone alla scoperta di Treviso e che poi si fermano qui a gustare le nostre eccellenze enogastronomiche”.

Qualche giorno di ferie invece, dal 14 al 17 agosto, per un’altra istituzione dell’accoglienza e della convivialità trevigiane, la Vecia Hostaria dai Naneti di vicolo Broli: “Anche qua di movimento ce n’è sempre – sottolinea Irene -. Turisti ne vediamo parecchi, in effetti, e le abitudini sono cambiate in questi ultimi anni”.

Stessi giorni di chiusura, quelli del weekend di Ferragosto, per un altro “tempio” del tiramisù come Treviso Tiramisù Palazzina Barberia, nell’omonima via: “Le ultime due settimane sono state particolarmente intense per noi – confermano -. Abbiamo avuto tanti turisti sia per il pranzo che per la parte caffetteria. Il tiramisù, soprattutto agli occhi di chi viene da fuori, resta l’attrattiva principale”.

Spostandosi dal capoluogo in provincia, la sensazione di “desertificazione” nei centri appare più netta. Diverse ad esempio le chiusure di locali simbolo a Montebelluna come il Bar La Loggia, in pieno centro, o il noto Caffè Garibaldi, chiuso per (quasi) tutto agosto. E l’Osteria ae Cavaine, chiusa dal 12 al 18 agosto.

Ci sono anche delle “mosche bianche”, come il Bar Carducci di Giampietro Santinon, che chiuderà “solo” il 15 e 16 agosto: “Tanti chiudono questo mese per dare anche ferie ai dipendenti – spiega -. Qui in centro, al pomeriggio, adesso è un ‘deserto‘, inutile anche tenere aperto nelle prime ore”.

“Noi chiuderemo solo il pomeriggio di Ferragosto, al mattino saremo qui come sempre – sottolinea Marta, della Bottega del Caffè Dersut -. E’ un’abitudine per noi, siamo un po’ un’eccezione”.

A confermare la regola anche il Caffè Club, con lo storico titolare Giorgio che chiuderà anche lui solo nel pomeriggio del 15: “Certo, complice anche questa ondata di caldo asfissiante, molta della gente rimasta in città non si muove volentieri e preferisce rimanere a casa – spiega -. C’è un pochino più di flusso al mattino presto o nel tardo pomeriggio, orari più ‘umani’ e sopportabili”.

Un tasto, questo dell’ondata eccezionale di calore delle ultime (lunghe) settimane, su cui batte anche il presidente di Ascom Confcommercio Treviso, Federico Capraro: “A mio avviso, dopo il Covid, il cambio di passo e mentalità c’era stato sia a Treviso città che nel resto della provincia – sottolinea -. Ci si era abituati a un’estate diversa dai soliti canoni, con una maggiore presenza turistica e una diversa gestione di aperture e accoglienza. L’organizzazione si era evoluta di conseguenza. Ma quest’anno siamo stati tutti colti di sorpresa, in negativo, da questa ondata di caldo prolungata, che ha di fatto svuotato i centri delle città e anche le aree dei dintorni. Sono sicuro che molte chiusure, non programmate, siano state decise all’ultimo dai titolari per la mancanza di clientela dovuta proprio al caldo. E allora qui, per noi, si apre un ragionamento fondamentale: quella di quest’anno, con questo caldo eccezionale, è solo la prima delle prossime estati che ci aspettano, oppure si tratta di un’anomalia, un caso isolato? Perché, fosse valida la prima ipotesi, dovremo correre ai ripari e cambiare i modelli sperimentati in questi ultimi anni. Se fosse vera la seconda, invece, potremo continuare da dove abbiamo interrotto, con una maggiore flessibilità estiva e città che, in agosto, non si svuotavano più come prima”.

Anche il centro di Castelfranco Veneto, in particolare l’area dentro le mura e piazza Giorgione, risentono del fenomeno “desertificazione” agostana, su cui interviene l’assessore al Commercio, Cristian Antonello: “La vocazione turistica di molti Comuni della Marca, incluso il nostro come Città d’Arte, deve essere un punto di partenza e di forza – commenta -. I tempi sono cambiati e bisogna cambiare anche la mentalità, ma la strada è ancora lunga. Come Amministrazione comunale, anche grazie al Tavolo permanente che coordineremo dal prossimo ottobre con tutte le realtà produttive e associative castellane, ci occuperemo anche di questa specifica tematica. Con l’obiettivo di non avere certo aperture ‘forzate’ o al 100% delle nostre attività, ma di mantenere vivo il centro anche in periodi come questo, a ridosso di Ferragosto. Lo si può fare, mantenendo un’offerta di qualità, anche potenziando la proposta di eventi che già c’è. E, più in generale, dobbiamo incentivare un’economia circolare, in cui anche i giovani tornino ad acquistare nei negozi fisici”.

A Pederobba sono molte le attività che hanno deciso di tenere aperto il giorno di Ferragosto e anche in quelli a seguire. In particolare la Gelateria ai Due Ponti, la cui titolare afferma: “Abbiamo questa attività da 43 anni e, nonostante le feste comandate, abbiamo deciso di rimanere aperti dalle 4 di mattina alle 23, anche perché questo è il periodo dei gelati”.

Anche il bar Amaro a Metà sarà pronto ad accogliere i paesani rimasti in zona: “Sia la sede di Pederobba sia quella a Cornuda rimarranno aperte anche a Ferragosto. L’unica eccezione è che a Cornuda sabato chiuderanno alle 13” afferma una delle dipendenti.

Enrico, il titolare della pizzeria d’asporto Pizzarte, si accoda ai locali della zona aggiungendo che “sulla base dell’esperienza degli ultimi anni, durante l’estate le persone rimangono a casa; in linea di massima ho sempre avuto più clientela nel periodo estivo rispetto a quello invernale”.

A Valdobbiadene la situazione non è poi così differente. Il Caffè Roma seguirà i soliti orari e il titolare Carlo afferma: “Di solito noi siamo abituati a chiudere dopo l’Epifania, perché è il periodo in cui iniziano a esserci meno turisti”.

A prendersi una pausa di quindici giorni – dal 15 al 31 agosto – sarà invece il Caffè Dersut: “Chiudere serve a tutti per staccare un po’, soprattutto in queste settimane in cui la città è quasi deserta; anche l’anno scorso abbiamo chiuso sempre in questo periodo” racconta Desiree, una delle dipendenti.

Nicola, proprietario sia del Bar Secco Bollicine sia della pizzeria, conferma la consueta apertura di entrambi e, in merito al tema delle vacanze tanto discusso, sostiene che dovremmo imparare dai Paesi esteri a gestire questo mese in cui si ferma tutto.

Infine Silvia, della Pasticceria Villa dei Cedri, conferma l’apertura del sabato, mantenendo chiuso per il ponte successivo. Sostiene infatti che ognuno sia libero di fare quello che si sente: nessuno è obbligato a tenere aperta l’attività, ma questa è la decisione che hanno preso loro.

Nonostante l’arrivo di Ferragosto e le ferie agostane, periodo che un tempo segnava l’esodo in città, oggigiorno per chi resta c’è la possibilità di trovare spazio alla convivialità nei locali del territorio. Se alcuni risultano chiusi, altri sono invece tuttora attivi e, di conseguenza, pronti ad accogliere turisti e persone di passaggio.

Cison di Valmarino, ad esempio, la situazione è ottimale, complice anche la tradizionale manifestazione di Artigianato Vivo.

Tutti i bar del centro del paese e non solo sono aperti e operativi, con i plateatici all’esterno che visibilmente hanno fatto il tutto esaurito.

Dall’iconico Caffè Roma, ai locali limitrofi fino all’Osteria Al Ponte: attività che hanno tenuto i battenti aperti fino a oltre la mezzanotte, proponendo il loro listino di aperitivi e analcolici, per una serata d’estate in compagnia.

Anche il centro cittadino di Conegliano – dal Bocia al bar Lidia – ha presentato in questi giorni un ventaglio di attività aperte, dando il cambio ad altri esercizi che, per qualche giorno, sono in pausa, come il Dolce Caffè e il bar Radiogolden.

E c’è chi ha approfittato di queste aperture, a giudicare dai tavolini occupati già alla vigilia di Ferragosto, segno che non tutti si sono recati al mare o in montagna, ma vivono in questi giorni la città di Conegliano.

Aperto anche l’iconico bar Al cichetin al Puntiglio, con i suoi tavolini posti all’esterno, che guardano alla suggestiva Porta Leone.

Neppure la Guizza, situata sulle colline coneglianesi, in questi giorni è andata in vacanza, ma ha preferito rimanere aperta, per coloro che hanno scelto il nostro territorio per una passeggiata coronata da bollicine e convivialità.

(Autori: Alessandro Lanza, Arianna Ceschin, Francesca Battilana)
(Foto: Alessandro Lanza, Arianna Ceschin, Francesca Battilana)
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