Un risveglio nel segno della storia per Cison di Valmarino. Ieri mattina, nella suggestiva cornice di piazza Gerolamo Brandolini, a pochi passi dalle storiche Case Marian, è comparsa un’installazione di forte impatto visivo che ha immediatamente attirato l’attenzione dei passanti: una serie di reperti ferroviari d’epoca.
L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra la Pro Loco di Cison di Valmarino, guidata dal presidente Simone Moret, e il ricercatore e collezionista storico Diotisalvi Perin, presidente del Comitato Imprenditori Veneti “Piave 2000”, da anni impegnato nel recupero e nella valorizzazione del patrimonio storico veneto.
L’installazione intende rievocare il passaggio e l’importanza strategica della linea ferroviaria a scartamento ridotto (le cosiddette decauville) che durante la Grande Guerra solcava le colline del territorio.


«La ferrovia partiva dallo snodo principale di Ponte della Priula e Susegana per poi risalire, lungo il sedime stradale, fino in piazza a Pieve di Soligo e proseguire verso Follina e la zona dei laghi», spiega Diotisalvi Perin. «Attraverso questi convogli a vapore e i collegamenti che giungevano da Sacile e Vittorio Veneto fino a Revine Lago, l’esercito austro-ungarico trasportava munizioni, materiali bellici e rifornimenti direttamente verso le retrovie e il fronte». Il progetto ci porta quindi alla scoperta di un sistema di mobilità e trasporto che ha origine nella seconda metà dell’Ottocento con la nascita delle grandi reti nazionali, per poi ramificarsi nelle linee secondarie e nei collegamenti industriali locali.


L’esposizione allestita offre una panoramica sui macchinari e sui rotabili che hanno segnato un’epoca. Tra i pezzi principali spiccano le locomotive da manovra e da stabilimento, motrici a vapore e diesel originariamente in dotazione alle Ferrovie dello Stato e poi riconvertite per la movimentazione merci all’interno di impianti industriali privati. Particolare interesse suscitano i treni da galleria e, come anticipato, le decauville: si tratta di vagoni e motrici utilizzati storicamente nelle miniere di lignite della zona, tra i giacimenti di Refrontolo e l’area di Monfumo, per il trasporto del materiale estrattivo. Completano il percorso espositivo i carrelli e i vagoni con penna ribaltabile d’epoca austro-ungarica, impiegati durante il primo conflitto mondiale lungo le linee di supporto al fronte per il trasporto strategico di legname, bombe, munizioni e rifornimenti bellici.


Quelli esposti rappresentano solo una minima parte di una collezione sterminata custodita dal comitato. Il patrimonio vanta infatti ben tre capannoni industriali di circa duemila metri quadri ciascuno, colmi di reperti unici nel panorama nazionale. Tra i pezzi di punta spicca una monumentale locomotiva a vapore Ansaldo del 1910, un colosso da ben 900 quintali.
L’installazione a Cison di Valmarino funge anche da anticipazione di un ambizioso progetto culturale più ampio: «In attesa delle ultime autorizzazioni comunali, che speriamo di ricevere a breve, siamo pronti a dare vita a un nuovo grande insediamento museale a Susegana», anticipa Perin. «Uno spazio permanente dove esporre tutti questi macchinari d’epoca, restituendo alla cittadinanza un capitolo fondamentale della nostra storia».
(Autore: Francesco Bruni)
(Foto e video: Francesco Bruni)
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