Il loro amore ha attraversato la lontananza, i sacrifici, il lavoro e le prove della vita: è nato quando erano poco più che ragazzi, è cresciuto attraverso lettere e cartoline e, sessant’anni dopo il giorno del matrimonio, continua nella loro casa di Farra di Soligo, in località Credazzo.
È la storia di Antonio Biscaro e Bianca De Bortoli, che nei giorni scorsi hanno celebrato le nozze di diamante circondati dall’affetto dei figli, dei nipoti e delle persone che hanno condiviso una parte del loro lungo cammino.
Antonio e Bianca si conobbero quando erano ancora giovanissimi: lei aveva appena tredici anni quando, a causa delle necessità della famiglia, dovette lasciare la propria casa e trasferirsi a Torino per andare a servizio. Un distacco affrontato in un’età nella quale avrebbe dovuto pensare soltanto a crescere, ma che non riuscì a spezzare il legame nato con Antonio.
I due continuarono a cercarsi attraverso la scrittura. Le lettere e le cartoline divennero il loro modo per sentirsi vicini nonostante i chilometri, custodendo il desiderio di ritrovarsi e costruire un futuro insieme. “Ci siamo sempre tenuti in contatto, scrivendoci e mandandoci cartoline – ricorda Bianca –. Quando sono tornata a casa, eravamo già d’accordo di sposarci. Ho avuto soltanto un mese per preparare tutto e poi ci siamo sposati”.
Antonio conserva ancora nel cuore l’immagine della giovane della quale si era innamorato: “Quando l’ho conosciuta era un fiore, era bellissima. Mi sono innamorato e ho pensato: la voglio io”.
Parole semplici, pronunciate con la tenerezza di chi, dopo sessant’anni, riesce ancora a riconoscere nella donna che gli è accanto la ragazza che gli fece battere forte il cuore.
Dopo il matrimonio, la casa in cui Antonio era nato diventò anche quella di Bianca. Tra quelle mura di Credazzo hanno costruito la loro famiglia, cresciuto i figli, accolto i nipoti e condiviso gioie e preoccupazioni. È lì che il loro amore ha assunto la forma concreta della quotidianità: il lavoro, i pasti preparati per la famiglia, la campagna e la presenza costante dell’uno accanto all’altra.
Bianca trovò lavoro nello stabilimento Stefania, dove si occupava della produzione di biscotti. Vi rimase per trent’anni e, una volta raggiunta la pensione, continuò a lavorare per altri vent’anni in campagna insieme al figlio. Una vita operosa, fatta di sacrifici e responsabilità, vissuta senza mai risparmiarsi.
Oggi le forze non sono più quelle di un tempo e anche le attività più semplici richiedono maggiore fatica. Bianca continua comunque, finché può, a preparare il pranzo per il figlio e la sua famiglia. Antonio, invece, conserva una passione che lo accompagna da sempre: quella per la fisarmonica.
Il loro non è stato un amore senza difficoltà: Antonio e Bianca lo raccontano con la sincerità di chi sa che sessant’anni di matrimonio non sono una favola perfetta, ma una vita vera. Nel loro cammino non sono mancati gli alti e bassi, le differenze di carattere e i problemi di salute che, negli ultimi anni, hanno cambiato profondamente la quotidianità. “Il segreto è sopportarsi l’uno con l’altra – spiegano –. Nella vita ci sono momenti belli e momenti difficili. Bisogna cercare di andare avanti insieme”.
Nel loro racconto, però, “sopportarsi” significa soprattutto supportarsi: avere pazienza, accogliere i limiti dell’altro e continuare a essere presenti quando la fragilità prende il posto della forza.
Per Antonio e Bianca scegliersi ogni giorno non è soltanto una frase romantica, ma una decisione concreta, rinnovata nel tempo: “Scegliamo di andare avanti nel miglior modo possibile, guardando il mondo che cambia, ma sempre insieme”.
Il loro desiderio più grande è poter continuare a vivere nella casa che custodisce ogni capitolo della loro storia, aiutandosi reciprocamente. L’idea di essere separati, magari perché uno dei due potrebbe avere bisogno di essere accolto in una struttura, fa paura a entrambi. “Se dovessimo separarci sarebbe una pena per tutti e due – confidano –. Speriamo di riuscire ad andare avanti qui e di aiutarci l’un l’altra fino alla fine”.
Tra i ricordi più belli ci sono anche le giornate trascorse in montagna. Era Bianca ad amare per prima le vette, ma con il tempo riuscì a trasmettere questa passione anche al marito. Quando il lavoro concedeva loro una pausa, partivano insieme verso il Cadore, regalando alla coppia momenti di serenità lontani dalle fatiche quotidiane.
Non hanno mai avuto bisogno di grandi cene o di occasioni mondane per essere felici. La loro vita si è nutrita delle cose essenziali: la casa, la famiglia, il lavoro, le feste organizzate dai figli e la presenza dei nipoti. Oggi sono soprattutto i tre bambini che frequentano quotidianamente la loro abitazione a riempirla di voci, sorrisi e vitalità.
A festeggiare le nozze di diamante di Antonio e Bianca è stato anche il sindaco di Farra di Soligo, Mattia Perencin, presente insieme a don Egidio, già parroco del paese, che recentemente ha raggiunto un altro importante traguardo: i sessant’anni di sacerdozio. “I sessant’anni insieme sono molto più di una ricorrenza: sono una vita condivisa, fatta di sorrisi e difficoltà, di momenti belli e di prove da affrontare insieme – ha sottolineato il primo cittadino –. Sono sessant’anni di volersi bene, sopportarsi, supportarsi e scegliersi ogni giorno. Perché amare non significa avere sempre la stessa idea, ma imparare a camminare nella stessa direzione, con pazienza, complicità e tanto cuore”.


Guardando alle nuove generazioni, Antonio e Bianca affidano loro un consiglio nato dall’esperienza: non avere fretta quando si sceglie la persona con cui condividere il futuro. “Prima di prendere una decisione così importante bisogna pensarci bene – spiegano –. Non si devono fare scelte affrettate, perché riflettere prima di decidere aiuta a mantenere più unito il rapporto”.
La loro non è soltanto la storia di un matrimonio durato sessant’anni ma anche quella di due ragazzi che hanno saputo aspettarsi, di due adulti che hanno costruito una famiglia e di due anziani che, nonostante il tempo e le fragilità, continuano a camminare nella stessa direzione.
A rendere ancora più emozionante la festa sono state le note della fisarmonica di Antonio: nel giorno dedicato al loro amore, egli ha suonato il suo amato strumento mentre la figlia Linda Biscaro cantava.
Un momento semplice e intenso, vissuto davanti ai figli, ai nipoti e agli altri familiari. La fisarmonica del padre e la voce della figlia si sono incontrate, trasformando in musica la gioia di avere ancora tutta la famiglia riunita.
Sessant’anni dopo le prime cartoline, l’amore di Antonio e Bianca continua nella loro casa di Credazzo, tra le mani che ancora si cercano, le voci dei nipoti e il suono di una fisarmonica. La colonna sonora di una vita trascorsa insieme.
(Autrice: Mihaela Condurache)
(Foto e video: Mihaela Condurache)
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