Per la prima volta in Italia sarà esposta la grande installazione delle “Tele infinite” dell’artista francese Bernard Coignard, un’esperienza immersiva.
L’esposizione è in programma dal 12 al 27 settembre all’Abbazia di Santa Maria. Inaugurazione sabato 12 settembre alle ore 17.30. Orari: tutti i giorni dalle 11 alle 19 e su appuntamento al +33 688404720. Organizzazione: Associazione Quinta Dimensione – Oltre l’immagine 3281511878.
“L’opera pittorica dell’artista francese Bernard Coignard – spiega la curatrice Roberta Gubitosi – nasce sulla base di una stretta relazione con le arti della musica e della danza per giungere all’elaborazione di una sintesi coreografica tra gesto e immagine. La matrice performativa del suo modus operandi trova riferimenti nella tradizione informale, in cui l’espressione artistica è fortemente veicolata dall’immediatezza del gesto e dalla matericità del colore. Tuttavia l’artista non si allontana mai dal rapporto diretto con il paesaggio fonte infinita di suggestioni sensoriali.
La sua pittura si svolge dal 2013 attraverso uno sviluppo formale al limite della figurazione che esprime una grande poesia da sottile colorista. Di recente, l’artista ha realizzato un progetto ambizioso “Le tele infinite”, costituito da tele di più formati, animate lentamente da un motore o manualmente in modo da creare un’avvolgimento continuo e infinito. Ogni tela può essere vista da entrambi i lati secondo uno sviluppo contrapposto, da un lato sale, dall’altro scende, un dettaglio appare o scompare ogni cinque secondi: tutto quello che è concavo diviene convesso, non è possibile distinguere nettamente destra e sinistra, alto e basso.
Le ombre vengono proiettate sopra o sotto, così i motivi spessi della materia variano in relazione allo svolgimento. L’opera dalle molteplici letture diviene un’immagine del tempo che trascorre ed esorta l’osservatore a soffermarsi. La sua durata di rotazione è un impegno contro lo zapping a cui è ormai abituata la società contemporanea per recuperare il tempo della natura: è come il giorno nascente o la sera che lentamente finisce.
I “motivi” scelti appartengono al mondo della natura e prendono forma nel paesaggio trasfigurati dall’intimo e soggettivo processo creativo. Cieli piovosi, mari infiniti, tramonti all’orizzonte, vaporose macchie di vegetazione costituiscono i soggetti dominanti della sua produzione strettamente legata alla percezione dei luoghi amati e visitati.
Bernard Coignard trova ispirazione nell’opera del noto poeta praghese Rainer Maria Rilke sviluppando in modo personale il concetto di Weltinnenraum, lo spazio in cui prende forma l’indissolubile rapporto di correlazione tra l’io e il mondo. L’artista, attraverso il suo operare, penetra la realtà cercando di tradurre sulla tela la sintesi delle libere relazioni tra i diversi elementi che i sensi hanno percepito. In questo modo abbandona la centralità della visione dell’oggetto della rappresentazione, per esprimere l’assoluta reversibilità tra le varie sfere della percezione in una sinestesia totale tra forme, colori, suoni, odori.
Tale ricerca trova piena realizzazione nell’elaborazione di una tecnica capace di trascendere i riferimenti diretti con il dato reale: l’informe, l’indefinito, l’indeterminato esprimono questo nuovo spazio creativo-percettivo. I procedimenti tecnici sono basati sull’azione gestuale dell’artista che, muovendosi attorno alla tela, lavora il colore acrilico o ad olio attraverso una pluralità di strumenti, come spatole, cazzuole, spazzole da colla dei tappezzieri e materiali di vario impiego. Una volta stesi sulla tela direttamente dal tubetto, i colori sono trascinati, impastasti, mescolati tra di loro senza perdere la luminosa purezza. Le stratificazioni materiche vengono poi incise, striate, segnate generando un’enfasi di sensazioni tattili-visive-sonore per essere poi liberamente percepite e interpretate dallo “sguardo” dell’osservatore.
Lo spazio intimo e soggettivo dello “sguardo” quindi diviene l’emblema della ricerca di Bernard Coignard, esemplificando sia il processo emozionale della creazione artistica sia la libera azione interpretativa del fruitore”.
BIOGRAFIA
Bernard Coignard, nato nel 1960, è cresciuto a Parigi. Fin da giovane provò un attrazione particolare per l’ espressione artistica, frequentando regolarmente i musei e le sale da concerto. A 15 anni l’ amore folle per una giovane stella della danza l’ indirizzo verso il conservatorio, la coreografia e l’ insegnamento della danza. È solo nel 2006, in seguito a un immobilizzazione prolungata che Bernard scelse la pittura come modo di espressione. Autodidatta ha sperimentato i materiali, i colori, i supporti per qualche anno prima della sua prima esposizione che si svolse nel 2011. Lavora nel sud ovest della Francia in Italia e in Grecia. Inoltre espone e partecipa ai saloni d’ arte contemporanea 7, 10 volte all’ anno sia in Francia che all’ estero. Le tele sono realizzate ponendole su una tavola piana in modo da poterci girare attorno per catturare i differenti effetti della luce e adattare l’ inclinazione e la dinamica del gesto di dipingere secondo l’ effetto desiderato e ricercato. La composizione e la ricerca della luce viene fatta in aggiunta o diminuzione della materia sia nella pittura ad olio che in quella acrilica. La sua esperienza coreografica, il lavoro con il mondo dello spettacolo, lo studio della luce, la ricerca della teatralità, guidano le sue intenzioni artistiche. Questa pittura non può essere tuttavia definita come astratta: numerose tele sono dei veri paesaggi visti, assorbiti, che ci appaiono come in uno splendido sogno.
In anni recenti ha esposto in Italia, in particolare nella Chiesa di San Nicolò a Treviso.
www.bernard-coignard.fr.
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