Festival della cultura a Moriago: sabato l’inaugurazione di una panchina contro la violenza sulle donne

L’arte come forma di sensibilizzazione civile, segno e colore per condannare ogni forma di abuso e brutalità.

Per il 25 novembre, giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, il Festival della Cultura di Moriago della Battaglia si affida alla Panchina rossa dell’artista Davide Maset, in arte Masa, per sollecitare e ampliare la riflessione, dimostrando quanto ancora ci sia da fare per fermare questa follia, e per ricordare anche tutte le donne che si sono battute nel corso della storia per far prevalere i propri diritti ed avere giustizia.

L’opera di Masa, che verrà posizionata nello spazio esterno adiacente la Casa del Musichiere di Moriago, sede degli eventi del Festival e punto urbano strategico, sarà inaugurata sabato 27 novembre alle 11: “Il segno incisivo e metropolitano di Masa – spiega la docente e critica d’arte Lorena Gava, curatrice del Festival – stigmatizza il rifiuto della violenza. Le figure pop, care a tanta street art e allo stile di Masa, riusciranno a coinvolgere ogni sguardo, anche il più indifferente. Nel rosso troveranno spazio i cuori, tutti quei cuori che ora non battono più“.

Da alcuni anni, in Italia, la panchina rossa è diventata il simbolo della lotta contro la violenza sulle donne: una lotta che attraverso il colore del sangue denuncia la scomparsa e quindi il vuoto lasciato da chi non c’è più, da chi non può più occupare “un posto”.

L’artista, classe 1990, nel corso dei suoi studi ha maturato un linguaggio grafico-pittorico personale e incisivo, calato nella contemporaneità e denso di affondi interiori rintracciabili nei diari che accompagnano la sua esperienza artistica. È conosciuto come “l’artista del cartone” perchè ama lavorare prevalentemente su cartoni usati e dismessi.

Come osserva la critica Lorena Gava, le sue opere sono “riconoscibilissime per le immagini ricorrenti che le caratterizzano. Nei suoi corpi dotati di busti ma generalmente sprovvisti di arti e soprattutto di piedi (manca un suolo su cui stare) si legge indignazione, rabbia, protesta e una lucida volontà di affidare le insanabili contraddizioni del presente alla forza antica, rivelatrice e dirompente propria del segno che diventa di-segno” .

Vincitore a New York il Premio Internazionale ProArte 2014, Masa ha alle spalle alcune personali come “Masa e l’arte viscerale” a Conegliano (2012),  “I colori del silenzio” (2013) al  Museo del Cenedese di Vittorio Veneto, “La famiglia nell’Arte ” Palazzo Ragazzoni-Flangini-Biglia  a Sacile nel 2014: “Amo  cogliere la bellezza dell’imperfezione” ammette l’artista, perché l’imperfezione, a suo avviso, è “la chiave migliore per vedere le cose”.

(Foto: Festival della cultura di Moriago).
#Qdpnews.it

Related Posts