I campanili del Quartier del Piave e della Vallata: Moriago della Battaglia

Una presenza che “disegna” e caratterizza la stupenda zona del Quartier del Piave dal punto di vista urbanistico. Metafora delle nostre numerose comunità e del loro profondo attaccamento a questo territorio.

Sono i Campanili, nuovo oggetto (meglio, soggetto) della rubrica settimanale di Eventi Venetando, promossa dal Consorzio Pro Loco Quartier del Piave, con cui Qdpnews.it riprende per i lettori fatti, avvenimenti o aspetti della vita dei nostri paesi.

In questo articolo, a cura di Enrico Dall’Anese, parleremo del campanile di Moriago della Battaglia e Mosnigo.

Dalla relazione Pancotto del 1929 si apprende che la Torre dei Caminesi di Moriago fu adibita a torre campanaria, con due campane, verso la fine del secolo XVI. Nel maggio 1873 le campane furono sostituite da un “terzo” con note sol-fa-mi, fuse dalla fonderia Colbachini di Bassano.

Durante l’anno dell’invasione nemica (1917-18) la torre fu smozzicata dai colpi dell’artiglieria italiana d’oltre Piave, che non poteva lasciare sussistere un posto di vedetta e di resistenza troppo prezioso per il nemico.

Anche le campane furono asportate dagli Austriaci per essere convertite in materiale bellico. Complessivamente le campane asportate furono otto: la maggiore, la mezzana, la piccola, quella sulla chiesa, quella all’interno della parrocchiale, le campane di San Gaetano e del cimitero, i cinque campanelli degli altari e la campanella per l’accompagnamento del Santo Viatico.

Alla fine del 1924 fu completato il nuovo campanile, alto m. 35.

Fu progettato dall’architetto Alpago Novello, in stile romanico, e richiama quello della chiesa trevigiana di San Martino. I mattoni, come quelli della chiesa, provennero dalla locale fornace.

Le campane furono rifuse col bronzo della vittoria dalla stessa fonderia Colbachini nel 1925.

Anche questo campanile fu preso di mira e bruciato all’interno dal Comando Tedesco e dai fascisti alla fine del secondo conflitto mondiale, il 31 agosto 1944. I Tedeschi sostenevano che dal campanile erano partite segnalazioni luminose contro di essi da parte dei partigiani del paese.

Piani e scale furono ricostruiti in soli ottanta giorni.

Quanto alla vetusta torre dei Caminesi, negli anni 2000-2001 si pose mano ad un radicale restauro che riguardò il consolidamento strutturale, il trattamento conservativo, l’intervento sulle fughe e il ripristino della base.

Il 21 maggio 2005 nella “cripta” della torre fu inaugurata una lapide a ricordo dei 241 civili morti per fame e per stenti nell’anno dell’invasione nemica.


Il campanile di Mosnigo fu ricostruito nell’immediato primo dopoguerra; fu inaugurato assieme alle nuove campane il 17 dicembre 1922. È alto m. 30 ed assume, sopra la cella campanaria, figura ottagonale con 16 piccole punte.

Le campane rispondono rispettivamente alle note musicali mi, fa diesis, sol diesis. Uscirono dal celebre laboratorio dell’ing. Francesco De Poli di Vittorio Veneto.

(Autore: Alessandro Lanza)
(Foto: Eventi Venetando – Gianangelo Breda)
(Articolo di proprietà di Dplay Srl)
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