La pioggia non ha fermato la voglia di stare insieme e di promuovere la bellezza dell’incontro tra culture e popoli provenienti da ogni parte del mondo. Oltre 20 nazioni si sono ritrovate sabato al Parco Vela di Pieve di Soligo per il primo appuntamento della seconda edizione di “Mosaico di Culture”, il progetto interculturale nato all’interno della comunità pievigina.
Danze, canti, specialità gastronomiche, abiti tradizionali e prodotti di artigianato hanno trasformato il parco in un grande viaggio intorno al mondo. Ad aprire la manifestazione è stata la sfilata dei rappresentanti delle diverse comunità, che hanno indossato i costumi tipici e portato con orgoglio le bandiere dei rispettivi Paesi.
Prima della sfilata è risuonato l’Inno di Mameli, seguito dagli interventi del sindaco di Pieve di Soligo Stefano Soldan, degli assessori comunali Eleonora Sech e Mohammed Hammouch, della consigliera provinciale Olga Rilampa, dell’assessore regionale Paola Roma, del sindaco di Vidor Nicola Zandò, della vicesindaca di Sernaglia della Battaglia Eleonora Antoniazzi e del delegato delle Nazioni Unite Loris Bartolomei. Presenti anche la consigliera regionale Sonia Brescacin e il consigliere comunale di Susegana Sefkija Nurceski.


L’obiettivo della manifestazione è stato quello di creare un pomeriggio di conoscenza, dialogo e condivisione, lanciando un messaggio di positività in un periodo storico segnato da tensioni e divisioni: “Oggi sono rappresentate oltre 20 nazionalità con i loro balli, i canti, i piatti tradizionali e l’artigianato. Abbiamo voluto offrire un’occasione per conoscersi e avvicinarsi. In un momento nel quale sembra sempre più difficile stare insieme e incontrare davvero il prossimo, iniziative come questa diventano ancora più necessarie”.
Al centro della giornata anche il significato più ampio della parola “famiglia”, intesa non soltanto come nucleo familiare, ma anche come appartenenza a una comunità più grande: “La famiglia rappresenta il primo nucleo di appartenenza, ma ciascuno di noi appartiene anche alla comunità nella quale vive. Grazie alle associazioni, ai volontari e all’intero mondo del Terzo settore è possibile lavorare insieme affinché l’integrazione diventi realtà, nel rispetto delle culture e delle tradizioni di ciascuno”.
Dopo il momento istituzionale sono iniziati gli spettacoli con le danze del gruppo di bambini “Guguță” e del gruppo di adulti “Spiga d’Oro”, in rappresentanza della Moldavia. Clarissa Killwick, esponente della Festa dei Popoli di San Vendemiano, ha invece illustrato la tradizione dell’aperitivo inglese, mentre l’Associazione Cultura Messicana in Italia Odv ha portato sul palco una danza tradizionale del Messico.


La festa è proseguita con i canti e i balli del “Grupi i Valleve Arif Musaj”, in rappresentanza dell’Albania, e del “Gruppo Madre Teresa Kosovo”. Particolarmente suggestiva anche la rappresentazione dei miti dell’induismo, proposta dalla Comunità Sanatan Induismo in Italia insieme ai giovani artisti del Team Nritya di Venezia.
Un violento temporale ha poi costretto gli organizzatori a interrompere gli spettacoli all’aperto. La pioggia, però, non ha spento la festa, che è proseguita all’interno della Casa delle Associazioni di Pieve di Soligo con le danze del gruppo “T’ga za Jug” per la Macedonia del Nord, di “Bolivia por Siempre” e della comunità bosniaca, oltre alle esibizioni canore del Bangladesh e dell’Associazione Amici Filippini.
Alla manifestazione hanno partecipato anche i rappresentanti di Bielorussia, Ucraina, Romania, Burkina Faso, Senegal, Marocco, Camerun e Brasile, contribuendo a comporre un grande mosaico di lingue, colori, sapori e tradizioni.


Tra le protagoniste della giornata anche Ania, originaria di Cochabamba, in Bolivia, che ha presentato la “Llamerada”, una danza tradizionale ispirata ai viaggi delle antiche carovane di lama attraverso le Ande. Il Bangladesh ha invece mostrato i propri piatti e gli abiti tradizionali realizzati in tessuto Jamdani, mentre Cristina, originaria della Moldavia e residente a Treviso, ha raccontato le tradizioni condivise dalle comunità moldava e romena. Insegnante di danze popolari, ha presentato anche alcuni piatti tipici, come le “plăcinte”, preparate con diversi ripieni, e i “sarmale”, involtini di riso avvolti nelle foglie di verza o di vite.
A unire le testimonianze dei partecipanti è stato il significato attribuito alla “bellezza della conoscenza”: aprire la mente, scoprire le tradizioni degli altri popoli e superare paure e pregiudizi. Conoscere un Paese attraverso i suoi piatti, gli abiti, la musica e le danze permette infatti di comprenderne l’identità e di avvicinarsi con maggiore rispetto. “Ogni popolo possiede una bellezza che merita di essere scoperta – hanno raccontato i rappresentanti delle diverse comunità –. Spesso ciò che non conosciamo ci fa paura, mentre incontrarsi e condividere le proprie tradizioni aiuta a eliminare le distanze, favorire l’integrazione e far nascere un rispetto autentico verso gli altri”.


Dal palco il sindaco Stefano Soldan ha ricordato che le diverse comunità rappresentano le tessere di un unico mosaico: “Le nostre tradizioni incontrano quelle dei popoli che, nel tempo, si sono integrati nel mondo del lavoro e nella nostra società. Questo percorso permette alle comunità di farci conoscere i loro sapori, i costumi e le tradizioni, condividendo ciò che le rende uniche”.
Il primo cittadino ha inoltre annunciato il nuovo patto di gemellaggio, recentemente siglato a Murrhardt, tra Pieve di Soligo e la città polacca di Rabka-Zdrój. Il gemellaggio europeo passa così da quattro a cinque città: oltre a Pieve di Soligo, ne fanno parte Murrhardt in Germania, Château-Gontier-sur-Mayenne in Francia, Frome nel Regno Unito e ora Rabka-Zdrój in Polonia.


La rete potrebbe ampliarsi ulteriormente: è infatti allo studio un progetto per coinvolgere anche la città ucraina di Chuhuiv. “Questi rapporti internazionali e manifestazioni come Mosaico di Culture rappresentano occasioni di incontro e dialogo – ha concluso Soldan –. Mi auguro possano contribuire a stemperare il clima di odio e tensione che purtroppo attraversa non soltanto l’Europa, ma il mondo intero”.
“Mosaico di Culture” tornerà in autunno con un nuovo appuntamento dedicato al dialogo interreligioso, durante il quale verrà approfondito il ruolo assunto dal cibo nelle diverse fedi. Un altro passo lungo un percorso che, tessera dopo tessera, vuole costruire una comunità più aperta, consapevole e unita.
(Autrice: Mihaela Condurache)
(Foto e video: Mihaela Condurache)
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