A volte le avventure più straordinarie nascono nei luoghi più impensati. È successo negli scantinati dell’Istituto Comprensivo “Giuseppe Toniolo” di Pieve di Soligo, dove quello che sembrava un semplice deposito di materiali destinati allo smaltimento si è trasformato nel punto di partenza di un progetto capace di unire creatività, sostenibilità e teatro.
Da un’intuizione del professor Giovanni Bet, insegnante di Arte e Immagine, è nato “Una quotidiana, folle, spaziale giornata”, un percorso educativo che ha coinvolto studenti di diverse classi nella realizzazione di una grande scenografia teatrale e di uno spettacolo con marionette di cartone.
Tutto è iniziato durante una visita agli scantinati della scuola. Il docente e gli studenti erano alla ricerca di materiale per un’altra attività quando si sono imbattuti in scatoloni, componenti dismessi delle vecchie LIM e numerosi materiali destinati al macero. In quel momento è nata una domanda semplice ma rivoluzionaria: perché buttare ciò che può essere trasformato?


Da quella riflessione è cominciata un’avventura creativa che ha dato nuova vita a materiali considerati inutili. Le scatole di cartone sono diventate alberi, paesaggi, elementi scenici e ambientazioni fantastiche. Quello che era destinato a essere un rifiuto si è trasformato in un’opera collettiva, costruita con pazienza e immaginazione.
Il progetto ha coinvolto soprattutto gli alunni delle classi prime e seconde, protagonisti dello spettacolo teatrale, mentre gli studenti delle classi terze hanno contribuito alla progettazione e alla costruzione della scenografia. Pur sapendo che probabilmente non avrebbero assistito alla rappresentazione finale, hanno lavorato con entusiasmo, lasciando un’eredità concreta ai compagni più giovani e alle future generazioni di studenti.
Per il professor Bet l’esperienza ha rappresentato anche l’occasione di condividere una parte importante del proprio percorso professionale. Prima di dedicarsi all’insegnamento, infatti, ha lavorato nel campo della scenografia. Questo bagaglio di competenze ha permesso di accompagnare gli studenti alla scoperta dei processi creativi che si celano dietro la costruzione di uno spazio teatrale, mostrando come sia possibile realizzare ambienti suggestivi utilizzando materiali semplici e facilmente reperibili.




La sfida più grande non è stata tecnica, ma immaginativa. I ragazzi hanno dovuto imparare a visualizzare un progetto complesso nel suo insieme, comprendendo che ogni piccolo elemento contribuisce alla costruzione di un risultato finale più grande. In un’epoca dominata dalla velocità e dagli strumenti digitali, hanno sperimentato il valore di un lavoro lento, manuale e profondamente collaborativo.
E proprio durante questo percorso sono emerse alcune delle intuizioni più sorprendenti. Davanti alla necessità di creare prati, cespugli e dettagli del paesaggio, gli studenti hanno proposto soluzioni semplici ma estremamente efficaci: tagliare, sagomare e assemblare piccoli pezzi di cartone per ottenere effetti visivi inaspettati. Idee nate dalla loro capacità di osservare senza pregiudizi e di trovare nuove possibilità dove gli adulti spesso vedono soltanto limiti.






“Una quotidiana, folle, spaziale giornata” è molto più di uno spettacolo. È un progetto che parla di recupero, di creatività, di fiducia nelle capacità dei giovani e di educazione alla sostenibilità. È la dimostrazione concreta che la scuola può essere un luogo in cui gli oggetti trovano una seconda vita e le idee diventano realtà.
Soprattutto, è la prova che quando si offre ai ragazzi la possibilità di costruire, immaginare e sperimentare, possono trasformare una semplice giornata scolastica in qualcosa di veramente straordinario: una quotidiana, folle, spaziale giornata.
(Autrice: Mihaela Condurache)
(Foto e video: Mihaela Condurache)
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