La Città di Pieve di Soligo, in collaborazione con la Regione Veneto nell’ambito della Maratona di Lettura – Il Veneto Legge, ha ospitato venerdì 28 agosto una serata dedicata alla parola e al dialetto che ha coinvolto oltre 120 persone.
L’evento si inserisce nel percorso di candidatura a Capitale italiana del Libro 2027 e ha scelto come filo conduttore il filò, consueta occasione di ritrovo nelle comunità rurali venete, e la poesia di Andrea Zanzotto, di cui ricorrono nel 2026 i cinquant’anni dalla pubblicazione della raccolta “Filò”, scritta nel dialetto di Pieve di Soligo per il film “Il Casanova” di Federico Fellini.
“La Maratona di Lettura, che si terrà in tutto il Veneto il prossimo 23 ottobre e festeggia la sua decima edizione, inserisce tra i temi portanti del 2026 i cinquant’anni dalla pubblicazione di Filò – sottolinea l’Amministrazione Comunale – Per la Città di Pieve di Soligo, terra di Andrea Zanzotto, è un onore che un progetto regionale di così alto valore ne valorizzi la poetica. L’evento del 28 agosto è stato un’opportunità preziosa per riflettere sulla ricchezza espressiva, sonora e culturale dei dialetti e sul loro spazio nella letteratura“.


La serata, coordinata da Livio Vianello, si è articolata in due momenti. Alle ore 18, nel cortile del Municipio, la conversazione “Parola: tra performance, stampa e scrittura”, condotta dall’artista e musicista Oreste Sabadin, ha riunito la poetessa Roberta Durante, l’editore Michele Toniolo di Amos edizioni e il poeta e saggista Pierfranco Uliana in un dialogo tra sperimentazione e memoria culturale.
Significativo che l’editoria, spesso relegata ai margini delle discussioni poetiche, abbia avuto in quella sede piena centralità: come ha osservato Toniolo, “a Pieve di Soligo le avete voluto assegnare giustamente pari dignità“. Un incontro che, nelle sue parole, ha prodotto “spunti preziosi sia nel confronto con gli autori sia attraverso le domande del pubblico“, a conferma di una comunità capace di ascoltare oltre che di ospitare.
Attorno alla figura di Zanzotto e all’idioma alto trevisano si è costruito il cuore della conversazione pomeridiana. Pierfranco Uliana ha sintetizzato con precisione poetica il senso di quella tradizione viva: “Quando si ricorda il poeta Andrea Zanzotto e attraverso la sua versatile opera si evoca anche l’idioma alto trevisano, si toccano le corde ben tese di una terra e delle sue genti che pur resistono a un presente di piatta omologazione linguistica. Il canto che ne scaturisce è sempre intonato e si fa paesaggio interiore rivolto a quelli che verranno“. Una voce che diventa argomento: “Come dunque non riconoscere nella Città di Pieve di Soligo la Capitale italiana del Libro 2027?”.
Alle 20.30, nell’Auditorium Battistella-Moccia, Tiziano Scarpa, scrittore e drammaturgo Premio Strega 2009, ha tenuto la conversazione-spettacolo “Il dialetto è un ingresso o un’uscita?”: attraverso esperienze vissute e letture tratte dalle sue opere, Scarpa ha esplorato il valore espressivo dei dialetti della penisola, interrogandosi sul loro essere confine o porta d’accesso a nuovi linguaggi. La scelta del tema non è stata casuale: è nata da un confronto nelle settimane precedenti tra Scarpa e i curatori, a partire dal quale, come ha dichiarato lo scrittore, “hanno suscitato in me spunti e inneschi inventivi“. È questo tipo di cura nel lavoro preparatorio, raro nel circuito degli eventi culturali, che Scarpa ha voluto riconoscere pubblicamente, aggiungendo una valutazione senza riserve sulla candidatura: “Credo di poter dire che Pieve di Soligo ha tutte le carte in regola, sia logistiche e tecniche, sia culturali e ideative, per candidarsi a Capitale del Libro“.
L’evento del 28 agosto anticipa la Maratona di Lettura del 23 ottobre e segna una tappa nel percorso verso la candidatura a Capitale italiana del Libro 2027: una candidatura che affonda le radici nella storia letteraria di questo territorio e nella sua capacità di fare della parola, orale e scritta, dialettale e contemporanea, uno spazio vivo di comunità.
(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
(Foto: Comune di Pieve di Soligo)
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