Una presenza che “disegna” e caratterizza la stupenda zona del Quartier del Piave dal punto di vista urbanistico. Metafora delle nostre numerose comunità e del loro profondo attaccamento a questo territorio.
Sono i Campanili, nuovo oggetto (meglio, soggetto) della rubrica settimanale di Eventi Venetando, promossa dal Consorzio Pro Loco Quartier del Piave, con cui Qdpnews.it riprende per i lettori fatti, avvenimenti o aspetti della vita dei nostri paesi.
In questo articolo, a cura di Enrico Dall’Anese, parleremo del campanile di Pieve di Soligo.
La millenaria torre, alta 40 metri, si ergeva ad ovest della vecchia parrocchiale ed aveva la merlatura a palle in muratura di sasso.
Pare fosse, in epoca medievale, secondo tradizioni tramandate ma non documentate, sentinella avanzata di un complesso difensivo sul guado del fiume Soligo.
Nel 1867, minacciando il campanile di andare in rovina, si provvide ad irrobustirlo puntellandolo con otto armature di legname cadorino e ponendo alla sua base un solido zoccolo di macigno.
Fu nel compiere tale lavoro che si scoprì che tutta l’opera poggiava sopra l’arco di una tomba romana.
In quegli anni fu rifatta anche la cella campanaria e la castellatura in legno per le campane fu sostituita da una in ferro. Le riparazioni valsero a poco, sicché l’architetto Rupolo, progettista della nuova chiesa, l’attuale duomo, consigliò di suonare poco le campane.
La demolizione della torre iniziò nel 1922. Il materiale ricavato trovò impiego nella edificazione della nuova chiesa.
Lo zoccolo di macigno fu acquistato da quelli di Colbertaldo che lo adoperarono nella costruzione del nuovo campanile.
L’orologio, ceduto dalla fabbriceria al Comune di Pieve, fu installato sul campanile di Barbisano.
Il nuovo campanile, l’attuale, fu innalzato vent’anni dopo su progetto dell’architetto Luigi Candiani che aveva proposto un campanile alto, snello, elegante, di forma quadrata.
Nel 1947 si eseguirono gli scavi di sondaggio: alla profondità di 7 metri fu trovato un ottimo banco di roccia adatto a far da base alla progettata costruzione.
La prima pietra fu benedetta il 17 ottobre 1948 dal vescovo Zaffonato.
Nella primavera del 1949 l’impresa Giuseppe e Pietro Battistella di Pieve, che già aveva eseguito i lavori di fondazione, procedeva all’innalzamento dello zoccolo.
I parrocchiani, soprattutto contadini, prestavano servizio gratuitamente a turno con carri e buoi per sgomberare il materiale scavato e trasportare la ghiaia dal Piave.
Nel 1955 furono fissati i voluminosi blocchi e le colonne di pietra, proveniente dalle cave di Aurisina e San Gottardo di Vicenza, che formarono la cella campanaria.
La lavorazione venne effettuata dalle ditte Possamai di Solighetto e Fiocco di Vicenza. Gli ultimi lavori furono eseguiti dalla ditta De Luca di Vittorio Veneto.
La cuspide, di forma ottagonale, venne ricoperta in rame e la croce fu definitivamente fissata ad un’altezza di 75 metri.
Il nuovo campanile venne inaugurato solennemente dal vescovo Zaffonato il 23 ottobre 1955.
Subito, per opera della ditta Morellato di Falzé di Trevignano, furono innalzate anche le tre campane.
La maggiore è dedicata al Sacro Cuore di Gesù, la seconda a Santa Maria Assunta, la minore a Santa Maria Maddalena.
L’orologio, tipo pesante, a quattro quadranti del diametro di 2 metri e 30 ciascuno, fu donato dall’Amministrazione comunale e fornito dalla ditta Melloncelli di Sermide (Mantova).
(Autore: Alessandro Lanza)
(Foto: Eventi Venetando)
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