Il vescovo Riccardo visita la Casa Alpina di Pecol. Intitolato il salone al Maresciallo Ignetto

Un momento della messa celebrata dal vescovo Riccardo, all’esterno della Casa Alpina. Foto Rebecca Perencin

Una giornata di festa, ricordi e profonda gratitudine per tutta la comunità di Pieve di Soligo e dell’Unità Pastorale La Pieve. Nella splendida cornice delle Dolomiti, ai piedi dei monti Civetta e Pelmo, la Casa Alpina parrocchiale “Stella – Battistella Moccia” di Pecol di Zoldo ha vissuto un momento di grande valore e significato: la Giornata delle Famiglie con la visita del vescovo di Vittorio Veneto monsignor Riccardo Battocchio.

Nell’occasione, il salone principale è stato intitolato alla memoria del Maresciallo Giovanni Ignetto, scomparso lo scorso dicembre, figura di riferimento per la storia e lo sviluppo della residenza montana, rendendo omaggio a tutti i volontari che contribuiscono a vario titolo a sostenere la casa. Per ricordare il suo impegno, è stata collocata una targa commemorativa collocata all’interno del salone, che da ora porta il suo nome.

L’evento si è svolto domenica 19 luglio, durante il campo scuola dei ragazzi delle classi prima e seconda della scuola secondaria, e ha visto la presenza di numerosi giovani, educatori, genitori, sacerdoti e rappresentanti istituzionali e militari.

La targa posta a memoria di Giovanni Ignetto nel salone della Casa alpina. Foto Davide Bacchin

Prendendo spunto dal tema del campo scuola – “Alla ricerca del tesoro” – l’arciprete-parroco monsignor Luigino Zago, nel suo intervento, ha ricordato come la storia quarantennale della casa alpina sia essa stessa un tesoro trovato grazie alla “generosità di tante persone, giovani e adulte, che ha attraversato gli anni e che in questa giornata vogliamo insieme riconoscere, custodire ed esserne grati e fieri”.

Dedicare il salone a Giovanni Ignetto – ha sottolineato don Luigino, salutando la famiglia del maresciallo e ricordando il suo lunghissimo impegno a favore della casa – significa consegnare alla memoria della comunità un nome e un metodo: quello di chi costruisce pensando a chi verrà dopo”.

Foto Rebecca Perencin

Monsignor Zago ha ringraziato il vescovo Riccardo “per aver accolto con gioia l’invito ad essere presenta in questa giornata e per questa sua prima visita a questa casa che tanto significa per la parrocchia del Duomo di Pieve, per l’Unità pastorale e il Quartier del Piave”, e le autorità presenti: l’assessore della Città di Pieve di Soligo Federico Fantin, a nome dell’amministrazione comunale, il comandante della Stazione dei Carabinieri Andrea Bo e il comandante della Polizia locale Gian Pietro Caronello. Infine, la vicinanza del cardinale Beniamino Stella, da sempre estimatore del ruolo e delle attività della casa. Poi monsignor Zago ha così concluso: “Che questa casa possa restare sempre un campo fecondo, capace di custodire tesori fa scoprire e da donare”.

Hanno concelebrato la messa anche l’arciprete emerito monsignor Giuseppe Nadal, il vicario parrocchiale dell’Unità pastorale La Pieve don Luca Soldan e il segretario del vescovo don Mirco Miotto.

Foto Rebecca Perencin

L’assessore Fantin ha letto il messaggio inviato dal sindaco Stefano Soldan: “Ritrovarsi in questa Casa Alpina risveglia sentimenti di nostalgia e richiama alla memoria tanti piacevolissimi ricordi – ha esordito – Sono i ricordi della spensieratezza delle vacanze, dei ritiri e delle esperienze che, in queste sale, generazioni di giovani hanno vissuto e condiviso”.

“Questa realtà è cresciuta nel tempo grazie all’impegno appassionato di tante generazioni di genitori, volontari e animatori – le parole del primo cittadino -. Da una struttura inizialmente modesta e non ancora completa, è diventata, anno dopo anno, un luogo sempre più accogliente e funzionale, arricchito dal lavoro generoso dei volontari. È stata ed è tuttora un luogo di crescita personale, umana e spirituale, ma anche un punto di riferimento per tutta la comunità”.

Il vescovo presiede la messa. Foto Davide Bacchin

“A questa opera il Maresciallo Giovanni Ignetto ha certamente dedicato tempo, molte energie e passione – ha concluso Soldan nel messaggio – Credo che l’intitolazione di questo salone al suo nome sia la scelta più appropriata e rappresenti un giusto riconoscimento per il suo instancabile impegno”.

(Autrice: Beatrice Zabotti)
(Foto: Davide Bacchin e Rebecca Perencin)
(Articolo di proprietà di Dplay Srl)
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