Per secoli il Soligo divise il paese in due realtà sottoposte a poteri diversi. Da una parte il Trevisan, legato a Treviso; dall’altra il Contà, inserito nell’area della Valmareno e successivamente legato ai Brandolini. In mezzo, un ponte che avrebbe dovuto unire le due sponde e che finì per diventare il “Ponte del Contenzioso”.
C’è un fiume che attraversa Pieve di Soligo e che oggi, a guardarlo, sembra soprattutto un elemento del paesaggio. Per secoli, però, il Soligo fu qualcosa di molto più importante. Fu anche una linea di separazione.
Perché Pieve di Soligo, quella che oggi conosciamo come una comunità unica, non fu sempre una sola realtà dal punto di vista politico e amministrativo.
Le fonti locali descrivono infatti una distinzione tra due aree: il Trevisan, associato alla sfera di Treviso, e il Contà, collegato all’area della Valmareno e, in seguito, ai Brandolini.
Non si trattava necessariamente di due comunità completamente separate nel senso moderno del termine, ma di parti del territorio sottoposte a riferimenti politici e giurisdizionali differenti. Ed è proprio da questa particolare condizione che nasce una delle storie più curiose e meno conosciute di Pieve di Soligo.
Un paese, due giurisdizioni. La distinzione non era soltanto geografica.
Le fonti disponibili indicano che le due parti della Pieve facevano riferimento a giurisdizioni politiche differenti, con conseguenze sull’amministrazione del territorio, sulla fiscalità e sull’esercizio del potere.
La ricostruzione storica dell’Associazione Nazionale Alpini di Conegliano inserisce questa situazione nel più ampio processo di formazione e sovrapposizione delle signorie e delle giurisdizioni nel territorio del Quartier del Piave: una parte della Pieve venne associata a Treviso, mentre l’altra entrò nell’orbita della contea di Valmareno e dei Brandolini.
La cronologia precisa dell’origine di questa divisione, tuttavia, non è presentata in modo univoco dalle fonti divulgative disponibili. È quindi più prudente parlare di un processo storico sviluppatosi e consolidatosi nel corso del Medioevo e dell’età moderna, senza attribuirgli una sola data di inizio.
È invece documentato che questa distinzione ebbe effetti ancora riconoscibili nei secoli successivi. E lasciò una traccia nella memoria e nell’identità del paese.
Il ponte che doveva unire
A un certo punto, però, le due sponde ebbero bisogno di comunicare. E così arrivò il ponte.
La prima testimonianza documentaria oggi ricordata dalle fonti locali risale al 1557. In quell’anno venne incaricato della costruzione un certo mastro Bernardin de Caravazo.
Secondo la ricostruzione pubblicata dal Comune di Pieve di Soligo, si trattava di un ponte coperto, in legno rosso e sostenuto da un pilastro centrale.
La sua funzione sembrava ovvia: facilitare i collegamenti tra le due sponde.
Il ponte finì però per diventare anche il luogo in cui le differenze tra le diverse giurisdizioni potevano manifestarsi con particolare evidenza.
Secondo la ricostruzione del Comune, fu infatti più volte teatro di contese, lotte e violenze, fino a essere ricordato come il “Ponte del Contenzioso”.
Anche la chiesa aveva due amministrazioni. La particolarità della vicenda emerge ancora meglio osservando ciò che accadeva all’interno della stessa comunità religiosa.
La gestione della Fabbriceria, allora chiamata Luminaria parrocchiale, era divisa in due amministrazioni: una per ciascuna parte del paese.
I conti di una parte dovevano essere sottoposti all’ufficio fiscale del Comune di Treviso; quelli dell’altra al podestà di Cison.
Gli stessi giurati e massari della Luminaria potevano inoltre essere legati, come regolieri e massari, al Comune di Treviso oppure al feudo di Valmareno.
Il confine politico-amministrativo, dunque, non era qualcosa di astratto.
Entrava nella vita concreta della comunità. Questo aiuta a capire perché le tensioni non fossero soltanto una
rivalità tra due quartieri. Dietro c’erano poteri diversi, interessi diversi e competenze che
potevano sovrapporsi.
E poi arrivarono gli spari È qui che la storia diventa davvero sorprendente. La documentazione precedente è in parte andata perduta e, come precisa il Comune, le vicende possono essere seguite con maggiore continuità a partire dal Seicento.
Nel 1639, secondo la ricostruzione comunale, Pietro Billunato venne ucciso a Solighetto, nei pressi della taverna dell’ostessa Domenica. Il delitto provocò un’inchiesta giudiziaria da parte della curia di Cison.
Nel 1657, la violenza arrivò nel cuore della Pieve.
I fratelli Zan Donà e Zuanne Pasquetti vennero assassinati durante la notte, nella piazzola della Pieve, a colpi di archibugio. Il Comune ricorda questi e altri fatti gravi come episodi che turbavano la giurisdizione dei feudatari di Valmareno.
In questo contesto, i feudatari presentarono una supplica al governo della Serenissima e il ponte venne poi ricordato come “del contenzioso”.
Il rapporto preciso tra i singoli episodi e l’origine del nome appartiene alla ricostruzione storica tramandata dalle fonti locali.
Contà contro Trevisan
Con il superamento delle antiche giurisdizioni, il vecchio confine politico non esiste più. Ma i nomi sono rimasti. Contà e Trevisan fanno ancora parte della memoria collettiva di Pieve di Soligo.
La rivalità tra le due parti viene rievocata anche nel tiro alla fune dello Spiedo Gigante, introdotto per richiamare simbolicamente la storica contrapposizione tra Contà e Trevisan.
La vecchia distinzione non è scomparsa del tutto. Ha semplicemente cambiato significato, trasformandosi in memoria, appartenenza e identità locale.
Il paradosso del Ponte del Contenzioso
Il ponte era nato per unire. Eppure divenne il luogo simbolo delle divisioni. Il fiume che separava fisicamente le diverse parti della Pieve finì per rappresentare anche una linea di confine politico-amministrativo.
Oggi, invece, attraversare quel ponte significa semplicemente andare da una parte all’altra del paese. Nessun dazio. Nessuna giurisdizione diversa. Nessun confine.
Ed è proprio per questo che vale la pena fermarsi un momento a guardarlo. Perché sotto l’asfalto, le case e la vita quotidiana della Pieve di oggi c’è una storia molto più antica.
Una storia nella quale Pieve di Soligo non era ancora una realtà amministrativa pienamente unitaria. Aveva due riferimenti politici. E tra quelle due parti scorreva il Soligo.
Questo articolo è stato ricostruito sulla base delle fonti storiche locali disponibili, in particolare delle ricostruzioni pubblicate dal Comune di Pieve di Soligo e dall’Associazione Nazionale Alpini di Conegliano. La formazione delle antiche giurisdizioni e l’origine della distinzione tra Trevisan e Contà sono state riportate con cautela, poiché le fonti divulgative disponibili non consentono di fissare una cronologia univoca né di ricondurre l’intero processo a un singolo evento.
(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
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