Un punto d’incontro per artisti under 35 provenienti da varie zone d’Italia, un modo per stare insieme e mettere in circolo la creatività.
Questa la finalità della “Residenza per Artisti” attiva in questi giorni negli spazi dell’ex ristorante di famiglia della giovane Alice Moschetta, pievigina d’origine ma veneziana d’adozione (studia all’Accademia delle Belle Arti).
E’ lei la promotrice dell’iniziativa che, dal 17 al 28 luglio, raduna un gruppo di artisti – Diana Aparo, Matteo Capriotti, Grace Kicaj, Andrea Loi, Rebecca Loro, Alice Moschetta, Flavio Orlando, Eric Pasino, Marco Paleari, Francesca Pieropan, Petra Stipanovic – liberi di esprimere la loro creatività in un contesto di condivisione e relax.
“L’obiettivo è quello di creare uno scambio, un dialogo artistico che stimoli il confronto tra varie idee e sensibilità – spiega Alice – E’ la prima volta che organizziamo un’iniziativa di questo tipo e devo dire che sta andando molto bene. Ci sono ragazzi arrivati da Milano, Venezia e Roma. Ogni giorno dipingiamo seguendo anche gli input del nostro curatore”.


Domenica prossima poi, a chiusura dell’esperienza, si terrà un evento aperto anche alla cittadinanza: “Sì, ci troveremo tutti qui dalle 17 alle 20 per un aperitivo – spiega proprio il curatore della ‘Residenza’, Niccolò Giacomazzi, fiorentino d’origine ma romano d’adozione – L’idea è di creare delle postazioni ad hoc per illustrare il lavoro fatto in questi giorni. Magari ogni artista potrebbe sistemare la sua opera nel luogo della ‘Residenza’ a cui si è più affezionato”.
“Ogni giorno abbiamo cercato di dare uno stimolo diverso, anche per sfidare gli artisti e farli uscire dalla loro zona di comfort – prosegue il curatore – Il primo, ad esempio, è stato dedicato al tema del desiderio, che ha attraversato un po’ tutta la ‘Residenza’. Poi abbiamo dedicato giornate al colore, alla natura morta e alla suggestione di dipingere l’ultima tela presente al mondo”.
Sfide a cui i ragazzi e le ragazze della ‘Residenza’ non si sono sottratti. “Queste esperienze servono anche a ricostruire una collettività, togliendo un po’ l’artista dalla solitudine del suo lavoro abituale – concludono Alice e Niccolò – Qui invece, pur restando un lavoro individuale, si crea insieme, si vive una costante condivisione di spazi e quotidianità”.
(Autore: Alessandro Lanza)
(Foto: Alessandro Lanza)
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