Ricomincia la scuola nella Marca: “Dress code” sì o no?

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Cancelli aperti e primi scampanellii questa mattina all’Isiss “Verdi” di Valdobbiadene, istituto che riunisce sotto lo stesso tetto indirizzi molto diversi tra loro.

Il rientro in aula ha portato con sé il consueto mix di energia ed esitazione. Tra i corridoi e il cortile esterno, l’atmosfera è stata quella tipica dei grandi ritorni: abbracci calorosi tra chi non si vedeva dall’inizio dell’estate, sguardi smarriti tra le matricole delle prime classi alla ricerca della propria aula e capannelli spontanei nati sui gradini dell’ingresso per scambiarsi le ultime impressioni sulle vacanze appena concluse.

“Rivedere i compagni fa sempre un bell’effetto, anche se metabolizzare la fine delle vacanze richiede qualche giorno”, scherza Marco, studente al quarto anno dello Scientifico, mentre varca l’ingresso principale insieme al suo gruppo. Per i più giovani, l’impatto è condito da una buona dose di apprensione: “Cambiare scuola e ritrovarmi in un edificio così grande mi metteva un po’ d’ansia stamattina, ma i professori ci hanno accolto bene e ci hanno aiutato a orientarci” racconta Elena, appena entrata nella sua nuova classe dell’indirizzo Turistico.

Abbiamo chiesto ai ragazzi un punto di vista su una tematica che periodicamente riaffiora nel dibattito nazionale: l’eventuale adozione di una “divisa” scolastica.

Da una parte c’è chi ne sottolinea gli aspetti pratici e sociali. “Eliminerebbe subito le differenze legate alle firme o alla moda, rendendoci tutti uguali ed evitando confronti inutili”, osserva Matteo, studente del Tecnologico. “In più ci risparmierebbe la solita perdita di tempo ogni mattina davanti all’armadio per scegliere cosa mettere”.

Di parere opposto è invece la maggioranza dei ragazzi, che vede nell’abbigliamento un canale irrinunciabile di identità: “A scuola l’abito è anche un modo per esprimere chi siamo e la nostra personalità”, ribatte Sofia. “In questa fascia d’età potersi vestire secondo il proprio stile è fondamentale, un’uniforme finirebbe per omologarci tutti senza motivo”.

Qui Pieve di Soligo

Sul tema del decoro a scuola, contestualmente alla prima campanella suonata questa mattina, hanno parlato anche Gaia ed Elisa, le due rappresentanti d’istituto dell’ISISS Marco Casagrande di Pieve di Soligo. Oltre alla dirigente scolastica, Gaetanina Da Fermo.

“Come rappresentanti d’istituto, abbiamo sempre trovato che qui gli studenti si siano vestiti in maniera decorosa – spiegano le due studentesse -. Esistono anche delle regole non scritte a cui attenersi, ma in generale qui il comportamento in tema di abbigliamento è sempre abbastanza corretto e non abbiamo riscontrato atteggiamenti esagerati o provocatori”.

“Noi poi ogni anno ricordiamo i regolamenti vigenti proprio sull’abbigliamento, che vengono quasi sempre rispettati – proseguono le due rappresentanti d’istituto -. Quindi a nostro avviso non serve inasprire le regole. Le uniche eccezioni, in cui viene consentita una maggiore libertà, riguardano le ‘giornate dell’arte’, che si tengono negli ultimi giorni di scuola. Divise? No, crediamo sia un’esagerazione. Anche perché il vestirsi in un certo modo è anche una forma per i ragazzi di esprimere la loro creatività e personalità”.

“Avere un abbigliamento decoroso, come viene stabilito nel nostro regolamento d’istituto, è naturalmente molto importante perché sottolinea la serietà anche dell’azione educativa, del momento che ogni giorno andiamo a vivere nella nostra realtà scolastica – il parere della preside, Gaetanina Da Fermo -. Sarebbe molto interessante prendere in considerazione l’opportunità di introdurre una divisa, poiché potrebbe significare identificarsi maggiormente in una determinata comunità scolastica, ma ci sono anche tanti aspetti negativi da considerare, come ad esempio i costi che andrebbero a ricadere sulle famiglie e sui nostri alunni. Forse poi, proprio scegliere una divisa specifica, significherebbe anche limitare la libertà di scelta”.

Qui Montebelluna

Anche nel Montebellunese sono riprese le attività scolastiche e alcuni studenti delle classi quarte e quinte degli istituti superiori si sono espressi in merito al tema del decoro scolastico e alle aspettative per quest’anno.

Eden, Liceo Angela Veronese (Linguistico): “Penso che, soprattutto per gli studenti delle scuole superiori, introdurre la divisa sia piuttosto inutile: siamo grandi, abbiamo un’espressione personale e un modo di vestirci nostro ma siamo in grado di scegliere i vestiti adatti in base al contesto scolastico. Ritengo invece che le divise potrebbero essere più necessarie per i bambini, perché volte a mantenere ordine ed equilibrio”.

Mariasole, Liceo Veronese (Linguistico): “Da quest’anno scolastico mi aspetto tanto studio ma penso che sarà leggermente più facile rispetto agli anni precedenti, perché ci siamo abituati ai ritmi. La divisa non ritengo sia necessaria, ovviamente sono contro le maglie scollate, top e pantaloni corti, ma a favore di una maglietta leggermente corta”.

Leon e Guangyi dell’indirizzo Elettronica dell’istituto Einaudi: “In vista dell’esame di maturità il professore di Sistema ci ha spiegato come dovrebbe essere strutturata la prova d’esame qualora dovesse uscire questa materia.” “In merito all’abbigliamento sono abbastanza indifferente – spiega Leon- vedendo quella delle scuole inglesi, potrebbe essere anche carina come idea. Diciamo che sicuramente limiterebbe la personalità degli studenti” .

Refrontolo

L’Amministrazione comunale e il Gruppo Alpini di Refrontolo hanno augurato questa mattina a tutti i bambini e alle loro famiglie un buon rientro, e alle insegnanti della Scuola dell’Infanzia e della Scuola primaria “Tito Minniti” un buon lavoro alla ripresa delle lezioni scolastiche.

(Autori: Francesco Bruni, Alessandro Lanza, Francesca Battilana)
(Foto: Francesco Bruni e Francesca Battilana. Video: Alessandro Lanza)
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