I tre campanili di Revine Lago: un patrimonio di storia e fede

Chiesa della Natività di Maria Santissima, foto di Luigi Dorigo, Fotoclub Sernaglia

Una presenza che “disegna” e caratterizza la stupenda zona del Quartier del Piave dal punto di vista urbanistico. Metafora delle nostre numerose comunità e del loro profondo attaccamento a questo territorio.

Sono i Campanili, nuovo oggetto (meglio, soggetto) della rubrica settimanale di Eventi Venetando, promossa dal Consorzio Pro Loco Quartier del Piave, con cui Qdpnews.it riprende per i lettori fatti, avvenimenti o aspetti della vita dei nostri paesi.

In questo articolo, a cura di Emiliano Bernardi (Pro loco Revine Lago), parleremo dei tre campanili di Revine Lago.

Nel cuore del comune di Revine Lago svettano tre campanili, custodi silenziosi della storia, della fede e delle tradizioni che caratterizzano questo territorio.

Ognuno di essi è un simbolo, un richiamo al passato che intreccia storie di devozione, arte e comunità.

Il Campanile della Chiesa Arcipretale di San Matteo Apostolo di Revine ha origini antiche che risalgono al 1426, ma l’attuale struttura è il risultato di una ricostruzione avvenuta nel 1926, che ha sostituito il campanile precedente eretto tra il 1611 e il 1613 (singolare la foto dei due campanili attigui senza campane).

Questo campanile, con la sua imponenza e semplicità, si erge come testimone della resilienza di una comunità che ha saputo custodire la propria identità e rinnovarla nel tempo.

Il Campanile di Lago, risalente al XIV secolo, è una gemma che racchiude il fascino dell’antico. Situato accanto alla vecchia chiesa, non è stato trasferito presso la “nuova” Chiesa di San Giorgio Martire, consacrata nel 1923.

Pur danneggiato dal terremoto degli anni ’30, che gli ha fatto perdere la caratteristica cupoletta, questo campanile è oggi oggetto di un attento restauro.

La chiesa adiacente, scrigno di capolavori artistici, ospita opere di Francesco da Milano, Egidio Dall’Oglio e Francesco Beccaruzzi, che arricchiscono ulteriormente la spiritualità e il patrimonio culturale di questo luogo.

La Chiesa della Natività di Maria Santissima, con la sua torre campanaria, è forse la perla nascosta di Revine Lago.

Situata nella località di Santa Maria, tra le viuzze del borgo antico, questa chiesa incanta con la sua posizione panoramica che abbraccia i laghi e la montagna.

Risalente al 1170, vanta una storia millenaria, arricchita da ampliamenti e restauri che ne hanno svelato dettagli preziosi, come la monofora romanica ritrovata negli anni Ottanta.

Al suo interno, l’altare maggiore cattura lo sguardo con la pala di Francesco da Milano e le tele di Egidio Dall’Oglio, che un tempo componevano un trittico assieme agli angeli lignei policromi.

La chiesa è inoltre adornata da ex-voto, testimonianze di fede e devozione popolare che narrano la relazione profonda tra il sacro e la comunità.

Un aneddoto interessante lega questi campanili alla storia più recente.

Durante la guerra, le campane di quasi tutti i campanili della Sinistra Piave furono rimosse e fuse per scopi bellici.

Tuttavia, a Revine accadde un fatto straordinario: le uniche campane che si salvarono furono quelle del campanile di San Francesco di Revine e la piccola campana di Santa Maria.

Questo episodio rappresenta non solo un’eccezione storica, ma anche un simbolo della resilienza e della protezione che la comunità ha saputo offrire ai suoi beni più preziosi.

Questi tre campanili, così diversi tra loro, rappresentano i cuori pulsanti delle comunità di Revine Lago.

Ogni torre, ogni pietra racconta una storia che va oltre il tempo, ricordandoci che la fede, l’arte e la bellezza uniscono, arricchiscono e custodiscono l’identità del nostro territorio.

Guardando questi campanili, non vediamo solo il passato, ma il filo che lega le generazioni, una memoria collettiva che continua a vivere grazie alla cura e all’amore della comunità.

(Autore: Alessandro Lanza)
(Foto: Eventi Venetando)
(Articolo di proprietà di Dplay Srl)
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