Messa con lo sciabordio delle onde per la Madonna dell’Angelo, Moraglia benedice il Santuario restaurato. Celebrazioni col cardinale Parolin

E’ stata una festa annuale della Madonna dell’Angelo speciale quella celebrata, come da tradizione, nel secondo fine settimana di luglio nel centro storico della città del litorale.

Speciale innanzitutto per i celebranti delle due Sante Messe previste dal programma: il patriarca di Venezia monsignor Francesco Moraglia per quella di sabato sera, il cardinale e Segretario di Stato vaticano Pietro Parolin domenica, giorno del ritorno della statua della Madonna dell’Angelo dal Duomo al Santuario.

Particolarmente suggestiva – complice il meteo che ha “fermato” una pioggia che sembrava incombente – è stata la Santa Messa celebrata nel sagrato del Santuario sabato sera: centinaia le persone – caorlotti e turisti – che hanno ascoltato in religioso silenzio la funzione, con in sottofondo lo sciabordio delle onde del mare (in quel momento mosso) sulla celebre scogliera.

Nell’omelia, monsignor Moraglia ha affrontato diversi temi legati alla genitorialità, evidenziando che “una madre e un padre che non mostrano polso fermo abdicano, rinunciano al loro ruolo”.

Al termine della suggestiva celebrazione, la statua della “Madonnina del Mare” è stata portata a spalle, con una solenne processione, fino al vicino Duomo di Santo Stefano, dove altre migliaia di persone attendevano compostamente l’arrivo dell’amatissima effige mariana, riempiendo sia piazza Vescovado sia l’anfiteatro della scogliera.

Al momento dell’ingresso della statua in Duomo, si è ripetuta la magia dell'”incendio del campanile”: dal proprio interno, la torre cilindrica, uno dei principali simboli della città, si è illuminata di rosso: il fumo che ne è derivato si è poi propagato a lungo in direzione ovest, accompagnato dal suono festoso delle campane.

Ieri domenica il programma della festa annuale si è completato con la Santa Messa celebrata dal cardinale Parolin, che ha anche presieduto i Vespri solenni e che nel corso della sua permanenza in città ha visitato il Museo liturgico della parrocchia di Caorle. “Sua Eminenza ha potuto ammirare insigni reliquie come il Cranio di S. Stefano, il Preziosissimo Sangue, le vesti di Papa Giovanni XXIII e numerosi altri capolavori tessili e orafi, oltre alle famose icone un tempo parte dell’iconostasi del Duomo” ha fatto sapere la pagina Facebook Duomo di Caorle.

Sabato, prima della celebrazione della Messa, il patriarca Moraglia ha benedetto la conclusione dei restauri del Santuario della Madonna dell’Angelo. Per l’occasione, è stata apposta una targa che così recita: “Nel secondo anno di pontificato di Papa Leone XIV essendo patriarca mons. Francesco Moraglia e parroco mons. Danilo Barlese dopo quattro anni di appassionato restauro il santuario della “Madonna dell’Angelo” con il suo campanile viene riconsegnato luminoso alla pietà dei fedeli.

La comunità cristiana è grata a quanti hanno contribuito a sostenere le spese, in particolare alla Cei, al Comune di Caorle, alla Regione Veneto, alla Banca Prealpi SanBiagio, e a molti benefattori privati o associati. Grazie alle ditte Cosvem e Terna Costruzioni, al prof. A. Restucci, agli ingg. Giovanni e Tommaso Padovese, alla Soprintendenza ai Beni culturali, alla Curia patriarcale e a quanti della nostra città vi hanno lavorato”.

(Autore: Luca Anzanello)
(Foto e video: Qdpnews.it)
(Articolo, foto e video di proprietà di Dplay Srl)
#Qdpnews.it riproduzione riservata

Related Posts