Lo scorso weekend il borgo di Fratta, nel Comune di Tarzo, ha ospitato la 15esima edizione di “Cortili dell’arte”, iconica manifestazione organizzata dalla Pro loco in collaborazione con il Comune (all’interno della cornice della Festa dell’Emigrante), che trasforma i vari angoli del paese in vere e proprie gallerie a cielo aperto.


Diversi artisti (provenienti dall’Italia e dall’estero), una volta arrivati a Tarzo hanno letteralmente messo in mostra le proprie opere.
Tre di loro hanno inoltre avuto due settimane per confrontarsi nella residenza “Spazi pubblici palpitanti”, cogliendo la possibilità di interagire con i luoghi e le persone del territorio.
Il risultato di questo confronto continuo è stato quindi presentato lo scorso weekend, dopo un lavoro che ha avuto a vedere con il concetto di rigenerazione urbana in connessione con le persone.
Varie le tecniche artistiche proposte, nei vari cortili, tra cui il nuovo Cortile da Davide di quest’anno.
Arte, affiancata a una proposta nutrita di musica, laboratori e spettacoli: in sintesi, tutto il necessario per coronare quella che è stata, a tutti gli effetti, un’esperienza di comunità.


“Cortili dell’Arte si conferma una straordinaria occasione di incontro e meraviglia, un evento capace di raccogliere attorno a sé artisti, appassionati e cittadini che hanno vissuto un weekend interamente dedicato alla bellezza, alla cultura e alla condivisione. Tra i vicoli e gli scorci del nostro territorio, l’arte si è fatta esperienza viva e partecipata – ha affermato Michela Cesca, assessore alla Cultura del Comune di Tarzo -. Come Comune di Tarzo-Assessorato alla Cultura, siamo orgogliosi di aver dato un contributo all’evento attraverso il progetto ‘Còr – Spazi pubblici palpitanti’ alla sua quarta edizione”.
“Anche quest’anno, grazie a questa iniziativa, abbiamo portato a Tarzo tre artisti di fama internazionale, che hanno vissuto una residenza artistica di 15 giorni nel nostro Comune. Durante questo periodo di totale immersione nel contesto locale, gli artisti hanno dialogato con il territorio e la comunità, realizzando opere site-specific pensate e create appositamente per i nostri spazi, poi esposte al pubblico durante le due giornate della manifestazione”, ha aggiunto.


Gli artisti in questione sono stati Gabriele Mundula in arte [ECO] (Sirtori 1992), con l’opera scultorea “Stella del Mattino, Spina Dorsale”, che “nasce per spingerci a co-abitare il territorio e a guardare con consapevolezza i propri spazi e noi stessi più in profondità”; Alice Serafino (Torino 1980), con l’opera “Seeds & Weeds”, la quale “ci ha invitato a guardare di nuovo. Lo abbiamo sotto gli occhi ogni giorno, eppure l’abitudine e la fretta ci hanno disabituati a soffermarci. Un progetto che sottolinea la bellezza che abita in ogni cosa, anche dove e quando smettiamo di cercarla”, il commento dell’assessore.
E ancora,Yseult D. (La Louvière 1966) con l’opera “7 minutes”: “Abbracciando la filosofia della slow photography, Yseult ha esplorato il territorio scattando con parsimonia e restituendo una visione grezza, autentica e silenziosa dei paesaggi, degli oggetti e dell’architettura locale”, ha spiegato Cesca.
(Autore: Arianna Ceschin)
(Foto: Simone Masetto)
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