Taglio del nastro questa mattina a Crevada di Susegana per la nuova pista ciclabile realizzata lungo la Strada Provinciale 38 “F. Fabbri”, un’infrastruttura che completa il primo stralcio del collegamento ciclopedonale tra il chilometro 7+160 e il chilometro 7+600 della provinciale. Alla cerimonia hanno partecipato i sindaci di Susegana Gianni Montesel (e gran parte della sua giunta), quello di Refrontolo Mauro Canal, il consigliere provinciale Claudio Sartor e molti cittadini.
L’intervento, dal valore complessivo di 1 milione e 257 mila euro, è stato finanziato dal Comune di Susegana con risorse proprie, dalla Provincia di Treviso con un contributo di 250 mila euro e dal Comune di Refrontolo con 40 mila euro. La nuova infrastruttura si inserisce in continuità con il percorso ciclabile già esistente, collegando la rotatoria “Astoria” di Crevada al territorio di Refrontolo e consentendo di proseguire in sicurezza verso San Pietro di Feletto e Conegliano attraverso la passerella ciclopedonale sul torrente Crevada.
L’opera punta a migliorare la sicurezza di pedoni e ciclisti e a favorire una mobilità sempre più sostenibile, con particolare attenzione ai percorsi cicloturistici che attraversano le colline del Coneglianese. Il progetto ha inoltre previsto la messa in sicurezza delle fermate degli autobus grazie alla realizzazione di appositi golfi di sosta e di attraversamenti pedonali protetti.
“L’inaugurazione di questa pista ciclabile è il risultato concreto della collaborazione tra Provincia e Comuni per realizzare infrastrutture utili, sicure e sostenibili per cittadini e visitatori – ha sottolineato il presidente della Provincia di Treviso Marco Donadel – La Provincia continua a investire nella sicurezza della rete viaria e nella qualità della mobilità del territorio. Per questo metteremo a disposizione ulteriori sei milioni di euro destinati a nuovi interventi di miglioramento della viabilità e della sicurezza stradale a servizio dei Comuni della Marca Trevigiana”.
Soddisfatto il sindaco di Susegana Gianni Montesel, che ha evidenziato l’importanza dell’opera per i cittadini e turisti: “Finalmente viene messo in sicurezza un tratto percorso quotidianamente da cittadini che si spostano a piedi o in bicicletta per raggiungere il posto di lavoro o gli istituti scolastici dei comuni vicini. Da oggi è possibile garantire un collegamento di mobilità sostenibile tra Refrontolo, Susegana e San Pietro di Feletto, grazie anche al ponte sul Crevada, già frutto della collaborazione tra i due Comuni nel 2005”.








Anche il sindaco di Refrontolo Mauro Canal ha rimarcato il valore dell’intervento, nonostante il contributo economico del suo Comune sia stato contenuto rispetto all’investimento complessivo. “La cosa più importante è che questa pista unisce concretamente due territori. L’auspicio è di riuscire a prolungare il percorso anche all’interno del nostro comune. Si tratta di una strada molto trafficata, interessata dalla presenza di numerose attività produttive e da molti lavoratori che la percorrono ogni giorno. Per questo meriterebbe di essere messa in sicurezza anche nel tratto di competenza di Refrontolo”. Canal ha quindi rivolto “i complimenti all’amministrazione comunale di Susegana, agli uffici tecnici e ai progettisti che hanno reso possibile la realizzazione dell’opera”.


Sul valore strategico delle piste ciclabili è intervenuto anche il consigliere provinciale Claudio Sartor. “In provincia di Treviso si contano ormai oltre 500 chilometri di piste ciclabili, una rete cresciuta in maniera esponenziale negli ultimi anni grazie al lavoro coordinato tra Comuni e Provincia. È un risultato importante perché aumenta la sicurezza di ciclisti e pedoni e, allo stesso tempo, offre nuove opportunità per un turismo lento e sostenibile, sempre più apprezzato da chi sceglie di trascorrere qualche giorno nella Marca Trevigiana”.


Al termine della cerimonia, la benedizione della nuova infrastruttura è stata affidata al diacono diocesano Vincenzo Vitelli, che ha voluto sottolinearne il significato sociale oltre che funzionale. “Oggi non benediciamo soltanto un’opera pubblica, ma un’idea di comunità. Una pista ciclabile unisce due Comuni, ma soprattutto unisce persone: famiglie, giovani, anziani, sportivi e bambini. È un segno concreto di attenzione verso il territorio, verso la sicurezza e verso uno stile di vita più sano e umano”.
(Autore: Simone Masetto)
(Foto e video: Simone Masetto)
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