“Rompiamo il silenzio!”, a Refrontolo installata la panchina rossa antiviolenza. Canal: “Un tema purtroppo ancora di stretta attualità”

“Rompiamo il silenzio”: è questo il messaggio lanciato dall’amministrazione comunale di Refrontolo, con l’installazione della panchina rossa, oramai divenuta il simbolo della lotta contro la violenza sulle donne.

Un’iniziativa scelta anche a Refrontolo per sensibilizzare la popolazione in merito a una problematica purtroppo ancora aperta: a tal fine, la panchina è stata posizionata in una posizione ben visibile, ovvero di fronte alla piazza centrale del paese.

“Il tema della violenza sulle donne purtroppo rimane di stretta attualità. – ha dichiarato il sindaco di Refrontolo Mauro Canal – Iniziative come questa mirano a sensibilizzare le persone, da un lato, e a far capire come vada fatto il possibile per far emergere queste situazioni di criticità”. 

“Una donna, oggetto di violenze, non si deve sentire sola, – ha proseguito – ma deve sapere che troverà sempre persone specializzate pronte ad aiutarla”.

Secondo i dati Istat pubblicati dal Ministero della Salute, la violenza sulle donne è una vera e propria piaga sociale, che si è aggravata con l’arrivo della pandemia, specialmente durante i mesi del lockdown, a causa della reclusione forzata in casa e della drastica diminuzione dei contatti con il mondo esterno.

Nel periodo compreso tra gennaio e luglio 2020, ad esempio, il numero di femminicidi è aumentato, mentre nel corso dell’anno le chiamate al 1522, ovvero il numero di pubblica utilità contro la violenza e lo stalking, hanno visto un aumento pari al 79,5 percento, rispetto al 2019, con picchi nei mesi di aprile e maggio.

Tocca la punta del 31,5 percento, invece, la cifra delle donne che, nel corso della propria vita, hanno subito una qualsiasi forma di violenza fisica o sessuale, senza contare la violenza psicologica, con le forme più gravi esercitate dal partner (nel 62,7 percento dei casi), dall’ex partner, da parenti o amici.

Cifre che fanno ragionare su quanto tale tematica sia ancora uno dei problemi sociali più urgenti del nostro periodo.

(Foto: Comune di Refrontolo).
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