La storia di Giuseppe Alessandro Favaro (1876-1961) è stata protagonista di un nuovo appuntamento della rassegna “Storie dal territorio”, organizzato dal Comune di Revine Lago all’Auditorium dell’Incontro.
Una vicenda esistenziale che è stata raccontata da Silvano Tocchet, ex docente delle scuole superiori e ingegnere, nonché presidente e fondatore dell’associazione Astrofili di Vittorio Veneto, che ha dialogato con Arianna Ceschin, giornalista di Qdpnews.it.
Dopo gli studi al Seminario di Vittorio Veneto (all’epoca unica scuola superiore del territorio), Favaro si laureò in Matematica all’Università degli Studi di Padova.
Nel tempo ebbe il merito di individuare delle nuove stelle, calcolandone l’esatta distanza l’una dall’altra.


Nonostante la sua vita professionale lo portò a ricoprire il ruolo di direttore degli osservatori di Trieste e Catania, Favaro mostrò sempre un forte attaccamento a Revine, frazione dove era nato (proveniva da una famiglia numerosa) e dove vivevano i suoi parenti, oltre che luogo in cui era solito tornare per trascorrere le sue estati.
Un attaccamento così forte che lo portava a ritagliare e a conservare i ritagli di giornale riguardanti la piccola cronaca locale che riguardava la stessa Revine.
Sposato con Ida Tonet, anch’ella di Revine, da lei ebbe il figlio Eros. Dopo la morte della prima moglie, si sposò con la sorella di Ida, Adele Tonet, dalla quale ebbe un altro figlio, Ernesto. Entrambi i figli esercitarono la professione di medico.


Favaro portò un significativo contributo nel campo dell’astronomia e delle scienze, si occupò di redigere il Catalogo Astrofotagrafico, uno strumento innovativo per l’epoca, quando i metodi di analisi delle stelle e del calcolo matematico erano sicuramente minori rispetto a quelli a disposizione oggi.
Prima di diventare direttore degli osservatori citati, fu assistente alla cattedra di Fisica, proprio negli anni in cui l’astrofisica si stava affermando.
Grazie alla sua ottima preparazione matemativa, iniziò le osservazioni di compete e pianeti, dimostrando una certa abilità nell’uso della strumentazione e nell’esame critico dei dati raccolti.


I suoi studi ebbero inevitabilmente delle ricadute significative negli ambiti della climatologia, meteorologia e sismologia.
Da ricordare, inoltre, che gli fu conferito il titolo di Commendatore al merito della Repubblica italiana.


Una serata che è stata un’occasione per riscoprire una figura del territorio, grazie anche alla presenza dei nipoti di Favaro, ai quali è stato donato un ritratto fotografico dell’astronomo.
Non sono mancati i saluti del sindaco di Revine Lago Massimo Magagnin e del vicesindaco Elisa Carpenè.
(Autore: redazione Qdpnews.it)
(Foto: Comune di Revine Lago – per gentile concessione di un lettore)
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