Prima serata al Lago Film Fest 2021: dieci serate di cinema “decentrato”, tra schermi segreti e “restituzioni” ai poeti del territorio

Sono le “novità” il tema di quest’anno al Lago Film Fest, secondo i direttori artistici Alessandro Dal Re, Morena Faverin e Mirta Ursula Gariboldi, che per la prima volta ricoprono questo ruolo: i loro sono curriculum diversi che, arricchiti attraverso l’esperienza di un festival giunto ormai alla 17esima edizione, sono riusciti a programmare ben dieci serate che accendono i riflettori su Lago e sul cinema “decentrato”.

L’ormai tradizionale schermo in acqua, oltre 200 film in scaletta, 12 esposizioni d’arte disposte lungo la riva ma anche nel centro storico del paese, una location segreta raggiungibile soltanto in gondola, giornate professionali dedicate al fare cinema lontano dalle grandi capitali, eventi per bambini (in collaborazione con l’Unicef) e molto altro, sono gli ingredienti di un’atmosfera che tende a diventare magica specialmente al calar del sole.

“Ci tengo a sottolineare che il Lago Film Fest non si è mai fermato – afferma il sindaco Massimo Magagnin, complimentandosi con l’organizzazione e con la Pro loco – Quello dell’anno scorso è stato un evento ridotto, mentre quello di quest’anno, se pur con qualche riserva, riporta alla normalità”.

Alla prima serata di ieri, venerdì 23 luglio, mentre ancora il numeroso staff del festival completava l’allestimento nei vari punti dell’area del Livelet, il territorio ha avuto un posto d’onore, con quella che è stata definita una “residenza” su Andrea Zanzotto, a cui è stata dedicata anche una proiezione inedita di “restituzione”.

Presente, tra il pubblico, c’era anche il poeta di Lago Luciano Cecchinel. Oltre a lui, per ricorrenze secolari, in scaletta ci sono momenti dedicati allo sceneggiatore Rodolfo Sonego, che ha dato il nome anche al concorso di sceneggiatura interno al festival, e a Francesco Fabbri, che dà il nome alla fondazione promotrice dell’evento.

“Siamo molto emozionati, io in particolare – afferma Viviana Carlet, che assieme a Carlo Migotto ha voluto lasciare la direzione artistica – Ammetto che arrivare a questo momento è sempre faticoso: il parco ai Livelet è un posto bellissimo e davvero speciale, ma ogni anno dobbiamo ricostruire tutto da zero”.

Duecento i posti all’interno, quasi tutti già prenotati o aggiudicati attraverso gli abbonamenti: i visitatori, molti dei quali ormai fedeli al festival, provengono da tutt’Europa, anche grazie all’internazionalità degli ospiti e dei contenuti trattati che coinvolgono, senza distinzioni, anche il cinema d’animazione.

(Foto e video: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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