I militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Bassano del Grappa, supportati dal personale della Stazione Carabinieri di Romano d’Ezzelino e della Compagnia Carabinieri di Castelfranco Veneto, hanno dato esecuzione a un’ordinanza – emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Vicenza – applicativa della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di due fratelli di origine albanese, un 31enne residente a Romano d’Ezzelino, e un 29enne residente a Riese Pio X.
La complessa attività d’indagine trae origine da un’allarmante rapina a mano armata, benché tentata, perpetrata il 13 agosto 2025 ai danni della filiale della “Volksbank” di Mussolente, situata in via Vittoria 47.
Quella mattina, attorno alle 11.30, due uomini erano entrati all’interno dell’istituto di credito con l’intento di compiere una rapina: entrambi armati di pistola, con il volto travisato da maschere in lattice e – in più – con uno dei due che indossava un cappellino da pescatore. Appena varcata la porta automatica interna scorrevole della banca, i due malviventi avevano intimato a tutto il personale presente e a una cliente di riunirsi nel salone principale, ordinando loro – sotto la minaccia delle armi – di sedersi a terra.
Successivamente, si erano rivolti a una dipendente, intimandole di aprire le casseforti. Tuttavia,
essendo le casse blindate protette da un sistema di sicurezza a tempo, che prevedeva un ritardo di
venti minuti per l’apertura dopo l’inserimento del codice, i due rapinatori, dopo aver esternato tutta la
loro rabbia, avevano desistito dal loro intento criminoso, allontanandosi definitivamente dalla banca.
Subito dopo la tentata rapina, i due erano risaliti a bordo di un ciclomotore, lo stesso con il quale erano giunti poco prima, avendolo parcheggiato a ridosso della siepe presente a pochi metri dalla banca, dileguandosi per le vie adiacenti. Nel giro di pochi minuti erano arrivati sul posto i Carabinieri, i quali, dopo aver perlustrato attentamente le aree circostanti, avevano trovato lungo la via percorsa dai rapinatori, il cappello da pescatore perso durante la fuga e, a distanza di alcune centinaia di metri, il ciclomotore ancora caldo, benché in avaria, con una targa posticcia applicata sul retro.


L’immediata predisposizione di un’articolata attività di indagine (analisi dei fotogrammi e filmati dei varchi dei circuiti di videosorveglianza comunali, analisi dei filmati delle case/ditte ubicate nelle immediate vicinanze della banca, testimonianze di una pluralità di persone, integrati da molteplici servizi di osservazione e pedinamenti, perquisizioni personali e locali degli indagati e conseguenti sequestri dei loro telefoni cellulari, del motociclo, di capi di abbigliamento compatibili, comprese le scarpe, custodia di armi e proiettili) da parte dei militari dell’Arma, coordinati dalla Procura berica, realizzata attraverso e con l’ausilio anche, tra i vari strumenti d’indagine, delle intercettazioni telefoniche ed ambientali, ha consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza in capo ai due fratelli, tali da configurare – ragionevolmente – nei loro confronti la responsabilità in ordine alla tentata rapina aggravata.
Pertanto, nell’ambito dell’attività d’indagine, nello scorso settembre, gli stessi, con altre persone inizialmente sospettate e poi risultate estranee ai fatti, sono stati sottoposti ad una perquisizione personale e locale nelle rispettive abitazioni, all’esito delle quali, oltre a rinvenire capi di abbigliamento del tutto simili a quelli indossati nel corso della rapina, sono stati trovati anche alcuni bossoli di una pistola a salve, della quale è stata recuperata anche la scatola, e, nell’abitazione del 29enne, gr. 63,38, un bilancino di precisione, una macchinetta sigillatrice da sottovuoto e dei sacchettini in cellophane, motivo per il quale, quest’ultimo è stato anche denunciato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Sabato scorso, alla luce di quanto sopra, i Carabinieri della Compagnia bassanese hanno dato esecuzione alla citata misura cautelare personale degli arresti domiciliari nei confronti dei due fratelli, emessa – sulla base della richiesta avanzata dalla Procura della Repubblica di Vicenza – dal competente Giudice per le Indagini preliminari.
Entrambi sono stati rintracciati nelle rispettive abitazioni e – al termine delle necessarie attività – lì sottoposti alla misura cautelare dei domiciliari, con divieto di allontanarsi senza l’autorizzazione del giudice procedente.
(Autore: Alessandro Lanza)
(Foto e video: Carabinieri Vicenza)
(Articolo di proprietà di Dplay Srl)
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