“Vuol dire che Dio le ha voluto bene l’ha portata subito con sé. Tutti gli angeli sono un regalo di Dio”. Usa queste parole toccanti Sayeed Uddin Ahmed Sunny, il padre quarantenne della piccola Ahmed Sidratul, la bimba di un solo anno morta ieri sera a San Fior. Secondo una prima ipotesi, fatale per la piccola è stato un malore avvenuto attorno alle 20.30.
La bambina aveva combattuto fin dalla nascita contro una grave insufficienza renale congenita. Venuta al mondo all’ospedale di Treviso, era stata subito trasferita in un centro specialistico di Padova, iniziando un percorso durissimo fatto di ricoveri, cure continue e dialisi. “È tornata a casa dopo 6 mesi dalla nascita” aggiunge il padre.
Una battaglia affrontata giorno dopo giorno insieme alla sua famiglia, originaria del Bangladesh, che aveva trasformato la casa di viale Europa in un luogo di cura, con macchinari e terapie che accompagnavano la piccola anche per 14 ore al giorno. “Non ha passato un giorno di tranquillità” spiega il padre, ripercorrendo mesi segnati da continui viaggi tra ospedale e casa, da speranze e da una prova quotidiana vissuta con straordinaria forza. Al suo fianco la moglie Jhuma Aster e il loro primo figlio.


Nonostante tutto, nel suo racconto non c’è spazio per la rabbia. C’è invece il ricordo di una bambina amata profondamente e la convinzione che ora quella sofferenza abbia lasciato posto alla pace, ma anche la massima riconoscenza verso tutto il personale medico che anche ieri sera ha fatto di tutto per salvarle la vita.
“Voglio ringraziare tutti – aggiunge il genitore – dal personale di Padova fino a quello di Conegliano”. I medici ieri sera hanno provato a rianimare la piccola per oltre 30 minuti prima di trasportarla all’ospedale Santa Maria dei Battuti, dove è stato constatato il decesso. “Ci siamo accorti che non respirava e abbiamo subito lanciato l’allarme – aggiunge -: i soccorsi sono arrivati immediatamente e si sono coordinati anche con l’ospedale di Padova”.
Molte le persone, amici di famiglia e vicini di casa, che oggi hanno portato la loro solidarietà e vicinanza alla famiglia: “Tanti ci hanno portato anche da mangiare e tante cose che potevano esserci utili” aggiunge.
Sayeed Uddin Ahmed Sunny vive in Italia da ormai 17 anni e lavora nella pizzeria Pizzalonga del Cavallino di Conegliano da oltre 7 anni. “Mio figlio (il fratello della bimba ndr) frequenta le scuole a San Fior – conclude – e lei verrà seppellita, dopo il rito musulmano, nel cimitero del paese, così ogni volta che lo porto a scuola potrò andare a trovarla”.
(Autore: Simone Masetto)
(Foto e video: Simone Masetto)
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