San Fior, 2,8 milioni per le casse di espansione nelle vie Cal Bassa-Serravalle e per il ponte a Codognè

Opere attese da anni ora diventano realtà perché sono stati stanziati 2,8 milioni per le casse di espansione di San Fior e per il nuovo ponte in via XXX Ottobre a Codognè.

Con questi interventi, infatti, i sottopassi allagati e le case invase dall’acqua rimarranno fortunatamente solo brutti ricordi.

L’assessore ai lavori pubblici del Comune di San Fior, Diego Zanin, ha ricordato un episodio del 2012, quando si è registrata l’ondata di maltempo che ha fatto scattare il piano di Protezione civile in tutto il Comune, portando alla chiusura di strade e intere aree del paese, specie nelle zone della frazione di San Fior di Sotto.

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Dopo l’emergenza del 2012, si sono registrate altre criticità idrogeologiche e questo problema è sempre in cima alle priorità delle amministrazioni comunali che devono far fronte agli effetti devastanti dei cambiamenti climatici.

Questi segnali sono stati colti dalle amministrazioni comunali di San Fior e Codognè, dal Consorzio di Bonifica Piave e dal presidente Luca Zaia (commissario delegato per gli interventi di Protezione civile in occasione della tempesta Vaia) e hanno portato alla realizzazione di due bacini di laminazione a San Fior, uno per una capacità di 69 mila metri cubi in via Cal Bassa e uno della capienza di 20 mila metri cubi in via Serravalle, oltre al rifacimento del ponte su via XXX Ottobre a Codognè, allargando la sezione e conseguentemente il volume di invaso.

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“L’opera è appena iniziata – afferma l’assessore Diego Zanin – Grazie a uno sforzo comune, ai fondi regionali e all’operosità del Consorzio di Bonifica Piave sarà messa in sicurezza una vasta area che va da San Fior a Codognè. Un grande risultato frutto di un lavoro di squadra. L’amministrazione comunale ringrazia tutte le persone che hanno collaborato a vario titolo alla realizzazione di questo importante progetto”.

I bacini di espansione sono opere idrauliche che vengono realizzate per ridurre la portata durante le piene di un corso d’acqua tramite lo stoccaggio temporaneo di parte del volume dell’onda di piena.

La cassa di espansione è costituita da un’opera di presa, un bacino artificiale di espansione e un’opera di scarico.

L’opera di presa è progettata in modo tale che, al raggiungimento di un determinato livello del corso d’acqua, parte della portata venga fatta fluire all’interno del bacino artificiale di espansione, così che la portata del corso d’acqua sia ridotta della quantità che invece inonda il bacino di espansione.

L’opera di scarico è posizionata nella parte a livello più basso della cassa, in modo da consentire il totale deflusso dell’acqua che viene accumulata durante gli eventi di piena.

(Fonte: Andrea Berton © Qdpnews.it).
(Foto: Comune di San Fior).
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