San Fior, continua a far discutere la torre nell’area del parco commerciale. L’opposizione: “Opportunità per riqualificare l’area”

Prende sempre più forma la torre-grattacielo che si trova nell’area del Parcofiore, una struttura che non è stata apprezzata da tutti i cittadini di San Fior, soprattutto da quelli che la considerano un elemento architettonico non compatibile con il paesaggio circostante.

La storia della torre-grattacielo parte da lontano e Vivo San Fior, gruppo consiliare di minoranza alla guida del Comune nel decennio 2009-2019, ha spiegato che nel 2013 l’amministrazione Martorel aveva rinnovato la convenzione con Numeria Sgr Spa, già stipulata nel 2007 dall’amministrazione De Martin, per la realizzazione dell’intervento commerciale e la sistemazione complessiva dell’ex area Sarom.

Non dobbiamo dimenticare che l’ex area Sarom versava da anni in una condizione di totale abbandono, di degrado urbano e ambientale fuori controllo: amianto, proliferazione di ratti e spacciatori la facevano da padroni – spiegano dal gruppo Vivo San Fior – Un pessimo biglietto da visita per il Comune, situato proprio lungo la statale Pontebbana. La realizzazione del parco commerciale e della torre non ha portato a deturpare una precedente area verde o agricola, quanto piuttosto a bonificare un’area dalla quale, fra le altre cose, sono state rimosse 460 tonnellate di amianto”. 

I consiglieri di opposizione hanno spiegato che all’epoca si è deciso di cogliere l’importante opportunità di riqualificare un’area che si trovava in uno stato di progressivo degrado, senza dimenticare i numerosi benefici pubblici apportati alle casse del Comune a seguito dell’accordo con Numeria Srg per la realizzazione di importanti lavori pubblici e opere urbanistiche in tutto il territorio comunale.

L’accordo con Numeria Sgr Spa ha portato al Comune oltre 5 milioni di euro di beneficio pubblico da utilizzare per importanti opere di interesse pubblico.

“Buona parte di queste opere sono già state realizzate nell’ultimo periodo nel quale abbiamo amministrato – continuano dalla minoranza – All’appello mancano solamente la pista ciclabile che collega San Fior a San Fior di Sotto, l’incrocio tra via Camerin, via Cavalieri e via Moranda a Castello Roganzuolo e circa ulteriori 700 mila euro da utilizzare e che sono a disposizione degli attuali amministratori. Tali fondi non sono stati finora utilizzati dall’attuale amministrazione Maset”. 

Rispetto a questo tema, il gruppo di opposizione in consiglio comunale a San Fior non ha nascosto delle preoccupazioni e delle perplessità.

“Sono soldi a disposizione degli amministratori – concludono i consiglieri di minoranza – che non sappiamo se, quando e come verranno utilizzati per un’evidente mancanza di progettualità e visione politica. Dopo due anni alla guida del Comune, l’amministrazione Maset non ha dato segnali concreti in questo senso, laddove questi soldi potrebbero essere spesi per il bene del territorio di San Fior e dei cittadini, anche per far girare il volano economico”.

(Foto: archivio Qdpnews.it).
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