Una presenza che “disegna” e caratterizza la stupenda zona del Quartier del Piave dal punto di vista urbanistico. Metafora delle nostre numerose comunità e del loro profondo attaccamento a questo territorio.
Sono i Campanili, nuovo oggetto (meglio, soggetto) della rubrica settimanale di Eventi Venetando, promossa dal Consorzio Pro Loco Quartier del Piave, con cui Qdpnews.it riprende per i lettori fatti, avvenimenti o aspetti della vita dei nostri paesi.
In questo articolo, a cura di Enrico Dall’Anese, parleremo del campanile di San Pietro di Feletto.
Il primo nucleo della splendida Pieve di San Pietro risale ai secoli precedenti il compiersi del millennio cristiano.
Nel 1200-1300 la chiesa andò assumendo la forma attuale. Fu decorata da pregevoli affreschi e furono ingrandite le feritoie che permisero il filtrare di luce più abbondante nelle navate. Fu anche aggiunto il grande porticato.
In questo contesto, secondo gli storici, fu innalzato anche il campanile. La pigna molto probabilmente fu aggiunta più tardi, dopo il Trecento, a imitazione della monumentale torre campanaria di Aquileia. Sappiamo infatti che spesso Friuli e Veneto si ispiravano in quell’epoca ai modelli del patriarcato di Aquileia.
Ci si chiede però come mai una Pieve così antica sia rimasta fino al 1300 senza un campanile.
Qualcuno esprime l’ipotesi che una torre campanaria fosse presente anche in epoca precedente e sia stata in parte abbattuta dal tremendo terremoto seguito, tragedia nella tragedia, alla spaventosa peste nera del 1348.
Il campanile attuale sarebbe quindi il rifacimento o il restauro del precedente. Drammatica fu la sorte per le genti del Feletto con la loro stupenda Pieve che crollò di nuovo durante il terremoto del 29 giugno1873 causando 38 vittime tra i fedeli.
Molto più recente è il campanile di Rua, elevato a fine Ottocento in concomitanza con l’avviamento dei lavori della chiesa.
Nel 1882 fu demolita la piccola torre campanaria dell’eremo camaldolese e per qualche tempo si ebbe un “campanile” provvisorio di legno.
Il nuovo campanile fu inaugurato nel 1886, costruito incroda calcarea del Feletto, sotto la direzione del capomastro Bortolo da Riz di Tarzo, un uomo che, come tramanda lo storico don Nilo Faldon, valeva come “un architetto ed un ingegnere messi insieme”.


Vi collaborarono nomi illustri del tempo, come l’ingegner Chisini e il signor Giambattista Rupolo. Per le pietre della cella campanaria lavorarono assiduamente gli scalpellini di Fregona e quelli del rinomato laboratorio Possamai di Solighetto. Numerosi furono anche gli scalpellini ed i muratori di Rua e San Pietro.
(Autore: Alessandro Lanza)
(Foto: Eventi Venetando)
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