Marciapiede di via Veneto, l’opposizione: “Non è accessibile”. La replica del Comune

Lo stato del marciapiede di via Veneto, nella frazione di Rua di Feletto, è il tema scelto dall’opposizione per un’interrogazione.

Nello specifico, la minoranza ha rilevato che tra piazza Feletto e via Antiga il marciapiede, “per conformazione e dimensioni, non consente il regolare transito di una carrozzina per persone con disabilità e/o per persone con ridotta capacità motoria”.

I consiglieri hanno proseguito nel sostenere che le caratteristiche dimensionali e strutturali del marciapiede non sarebbero “uniformi alla vigente normativa in materia di accessibilità, eliminazione delle barriere architettoniche e sicurezza degli spazi pubblici”.

Anche se il marciapiede è stato realizzato prima dell’introduzione di specifici obblighi normativi, in materia di abbattimento delle barriere architettoniche, secondo l’opposizione il Comune deve “garantire la sicurezza e la fruibilità degli spazi pubblici da parte di tutti i cittadini, in particolare delle persone con disabilità”.

Di conseguenza, la minoranza ha ritenuto che tutto ciò rappresenterebbe una “limitazione al diritto alla mobilità e all’inclusione”, con “potenziali profili di pericolo per l’incolumità dei pedoni”.

In sostanza, l’opposizione ha chiesto se siano stati fatti dei sopralluoghi tecnici e con quali esiti e se l’amministrazione intenda programmare degli interventi per rendere il marciapiede conforme alla normativa vigente.

La replica del Comune

Di fronte a queste osservazioni, l’amministrazione comunale ha replicato iniziando dal fatto che l’attuale assetto dei marciapiedi “è l’esito di un organico intervento di rifacimento eseguito nei primi anni Duemila“.

Il Comune ha quindi evidenziato che è stato fatto un “adeguamento normativo di tutti i tratti che presentavano caratteristiche morfologiche idonee”, mentre “per le restanti porzioni, data l’obiettiva impossibilità tecnica di garantire i parametri di accessibilità previsti, si optò per una manutenzione ordinaria, volta a preservare la fruibilità pedonale generale”.

L’amministrazione ha poi osservato che, secondo il Peba (Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche), il tratto di via Roma-via Pascoli circa il 60% del percorso “è pienamente a norma”, mentre per la porzione rimanente “il Piano riconosce criticità legate a vincoli fisici e carenza di orientamento, ma significativamente non indica interventi prioritari”.

“L’adeguamento dei tratti non conformi richiederebbe interventi invasivi sul tessuto urbanistico, inclusi l’esproprio e la demolizione parziale o totale di edifici privati e recinzioni, con conseguenti problematiche di raccordo altimetrico tra proprietà e sede statale”, ha aggiunto il Comune di San Pietro di Feletto.

Comune che ha aggiunto che la soluzione più efficace richiederebbe una pianificazione “che incentiva la demolizione e ricostruzione di fabbricati fatiscenti, prevedendo l’obbligo di arretramento dei fronti e delle recinzioni”.

Soluzioni alternative, come sensi unici e il restringimento della carreggiata provinciale, “pur teoricamente valide sotto il profilo pedonale, comporterebbero criticità insostenibili per i flussi di traffico veicolare”.

(Autore: Arianna Ceschin)
(Foto: Arianna Ceschin)
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