Una chiesa piena, il silenzio carico di commozione e gli sguardi rivolti verso l’altare.
Sabato mattina, nella chiesa parrocchiale di Bagnolo, centinaia di persone si sono riunite per dare l’ultimo saluto a Emanuele Canzian, il giovane di 24 anni scomparso improvvisamente nei giorni scorsi a causa di un malore nel sonno.
Familiari, amici, compagni di squadra, colleghi di lavoro e tanti cittadini della zona del Feletto hanno voluto essere presenti per accompagnarlo nel suo ultimo viaggio. Un dolore condiviso, che ha attraversato l’intera comunità.
Durante la celebrazione don Pierluigi Cesco ha cercato parole capaci di raccontare lo smarrimento di questi giorni.
“In questi terribili giorni la barca della nostra comunità e del nostro paese è stata investita da una forte tempesta”, ha detto all’inizio dell’omelia, descrivendo il senso di incredulità che ha colpito tutti alla notizia della morte di Emanuele.
Una perdita improvvisa e difficile da comprendere.
“Il perché possa essere successo che un nostro caro ragazzo abbia dovuto concludere la sua esistenza terrena in modo così repentino e prematuro purtroppo non lo sapremo mai in questa vita”, ha ricordato, invitando però a trovare conforto nella fede e nel ricordo.
Nel suo intervento è emersa l’immagine di un ragazzo cresciuto nella comunità parrocchiale, dove fin da bambino aveva prestato servizio come chierichetto, accompagnato nel cammino dei sacramenti della confessione, della comunione e della cresima.
Un giovane che negli anni era diventato per molti un punto di riferimento per il suo modo di essere: gentile, educato e sempre disponibile, capace di far sentire tutti a proprio agio.
Rivolgendosi alla famiglia – al padre Lorenzo, alla madre Roberta e al fratello Adriano – don Cesco ha ricordato come Emanuele fosse cresciuto in una famiglia ricca di valori, che lui aveva saputo portare nella sua vita quotidiana.
Il suo percorso lo aveva portato anche nel mondo del lavoro come grafico all’azienda Amorim Cork, dove era apprezzato non solo per la professionalità ma soprattutto per il suo carattere cordiale e per la serenità che sapeva trasmettere.


Non mancava poi la passione per il calcio, condivisa con il padre e il fratello, che lo avevano accompagnato in quel mondo dove aveva costruito tante amicizie. In chiesa erano presenti anche molti ragazzi, allenatori e dirigenti sportivi venuti a rendergli omaggio.
Tra i momenti più intensi della celebrazione, le parole rivolte alla madre. Don Cesco ha ricordato il legame profondo che unisce una madre al proprio figlio, evocando l’immagine della Pietà, quando il corpo di Cristo viene deposto tra le braccia di Maria. Un’immagine che ha attraversato la chiesa nel silenzio e nelle lacrime di molti.
Allo stesso tempo ha voluto lasciare un messaggio di speranza, ricordando il significato del nome Emanuele, che significa “Dio con noi”, sottolineando come, attraverso la fede e il ricordo, il giovane continuerà a restare vicino a chi gli ha voluto bene.
Durante la celebrazione è stato letto anche il saluto degli amici, uno dei momenti più toccanti della mattinata.
Per loro Emanuele era semplicemente “Immi”.
Un amico con cui era impossibile litigare, capace di far sentire tutti a proprio agio con il suo modo semplice e spontaneo di stare con gli altri.
“Era un ragazzo con cui era impossibile non andare d’accordo”, hanno ricordato. Un giovane che sapeva ascoltare, esserci nel momento giusto e mettere spesso gli altri davanti a sé stesso.
Gli amici hanno parlato della sua capacità di voler bene alle persone senza secondi fini, con naturalezza e sincerità.
“Abbiamo avuto la fortuna di far parte della sua vita”, hanno detto, spiegando come il tempo passato con lui sia stato per molti un vero privilegio.
In questi giorni sono arrivati numerosi messaggi di cordoglio anche dal mondo del lavoro e dello sport. L’azienda Amorim Cork, dove Emanuele lavorava, lo ha ricordato come una persona gentile, educata e sempre disponibile, capace di portare serenità anche nelle giornate più impegnative.


“Ricorderemo il suo sorriso, la sua sensibilità e quella gentilezza rara che rende le persone davvero speciali”, si legge nel messaggio diffuso dall’azienda.
Al termine della celebrazione, all’esterno della chiesa, si è vissuto uno dei momenti più emozionanti della mattinata.


Gli amici più stretti si sono raccolti davanti al sagrato e hanno lasciato volare nel cielo un palloncino bianco con una dedica per Emanuele.
Il palloncino si è alzato lentamente sopra la folla, mentre tutti lo seguivano con lo sguardo.
Poi un lungo applauso, spontaneo, ha riempito il silenzio.
Un ultimo saluto semplice, ma carico di affetto, per un ragazzo che in soli ventiquattro anni è riuscito a lasciare un segno profondo nel cuore di chi lo ha incontrato.
(Autrice:Mihaela Condurache)
(Foto e video: Mihaela Condurache)
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