San Pietro di Feletto, la minoranza attacca sulla gestione del territorio: “Troppa inerzia”. Rizzo: “Già fornite tutte le risposte”

Di fronte alla notizia della denuncia presentata ai Carabinieri dal sindaco di San Pietro di Feletto, Maria Assunta Rizzo, per le conseguenze lasciate dalla “sera degli stroz” a Santa Maria di Feletto(vedi articolo), la minoranza e, in particolare, il capogruppo Cristina Mandia, ha puntato il dito contro la gestione generale delle aree del territorio.

Nello specifico, Mandia si è soffermata sulla questione dell’ex falegnameria Cinotti in Crevada, area dove è ancora presente un silos e, a suo dire, caratterizzata da uno stato di incuria che permane da anni.

“Partendo dal presupposto che posso capire che uno scenario, come quello avvenuto a Santa Maria di Feletto, sia esagerato, – ha iniziato – penso che nel territorio comunale ci siano ben altre zone che definirei davvero delle ‘aree stroz’, per le quali l’amministrazione non fa nulla“.

“Potrei citare, ad esempio, lo stato della bacheca a San Pietro di Feletto oppure la questione dell’ex falegnameria Cinotti in Crevada, dove è ancora presente un silos tutto arrugginito, che veniva utilizzato per la raccolta della segatura – ha proseguito – Lì sorge un’abitazione disabitata, con una falegnameria annessa e ad oggi dismessa: il Comune non ha ottemperato ai regolamenti, dimostrando ancora una volta una certa inerzia e da parte mia è stata segnalata la questione“.

“Io credo che bisogna dimostrare una maggiore attenzione al tema delle aree dismesse, soprattutto quando il tema viene segnalato da un consigliere e anche dai cittadini. – ha continuato Mandia – Sicuramente qualcosa può sfuggire, ma quando un aspetto viene segnalato è necessario intervenire, per mettere in ordine il territorio“.

“Il mio non è un criticare fine a se stesso, ma è un criticare per migliorare: quella dell’ex falegnameria Cinotti è un esempio di quello che è il panorama in territorio Unesco”, ha concluso il capogruppo di minoranza.

Da parte sua, il sindaco Maria Assunta Rizzo ha rimandato tali parole al mittente, replicando come, al contrario, il Comune si sia interessato alla questione.

“Siamo intervenuti, anche grazie al nostro responsabile tecnico Livio Tonon: quando è stato costruito quel silos, all’epoca non c’era la necessità di avere il parere paesaggistico per opere di questo tipo, trattandosi di un impianto tecnico. E mi riferisco a circa una quarantina di anni fa”, ha spiegato il primo cittadino.

“Noi abbiamo dato tutte le risposte necessarie. Siamo stati contattati anche dal prefetto, in quanto Mandia ha presentato un esposto in Prefettura: abbiamo fornito direttamente al prefetto la risposta sulla questione, esponendo quanto detto sopra, e ci è stato spiegato che, da prassi, sarà compito della stessa Prefettura di trasmettere la risposta a Mandia”, ha continuato a Maria Assunta Rizzo.

“Da parte nostra, inoltre, l’interessamento alla normativa è stato tale che abbiamo contattato la Regione Veneto per avere un parere sul tema e capire come poterci muovere. Al momento non abbiamo ancora ricevuto un riscontro, ma noi però ci siamo mossi sulla questione”, ha concluso il primo cittadino.


(Foto: Cristina Mandia).
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