La Tessitura F.lli Bortolotto, produttrice di tessuti artigianali dal 1963, entra in Slow Fiber, la rete italiana di aziende della filiera tessile e dell’arredamento sostenibile.
La compagine associativa raggiunge così quota 38, con un profilo sempre più variegato: grandi gruppi industriali e piccoli laboratori artigianali, aziende del Nord-Ovest e del Centro Italia, realtà che operano in fasi produttive diverse, dalla filatura alla maglieria, dalla tintura alla tessitura: una pluralità che riflette la ricchezza e la complessità della filiera tessile italiana.
L’ampliamento della rete giunge in un momento di profonda trasformazione normativa per il settore. Le nuove regolamentazioni europee in materia di sostenibilità, dal divieto di distruzione dell’invenduto alla due diligence obbligatoria lungo la catena di fornitura, fino alle norme sulla trasparenza e la tracciabilità, disegnano un quadro in cui i principi fondanti di Slow Fiber non sono più soltanto una scelta etica, ma un requisito di mercato.
Le aziende della rete hanno costruito nel tempo un sistema basato su valori verificabili: buono, sano, pulito, giusto e durevole, misurati attraverso KPI concreti applicati a ogni fase produttiva. Questo approccio costituisce oggi una solida base per rispondere con anticipo e competenza alle nuove esigenze di compliance, trasformando un obbligo normativo in un vantaggio competitivo.
Uno dei pilastri identitari di Slow Fiber, sin dalla sua fondazione, è la tutela delle micro e piccole imprese artigianali, incluse quelle con meno di 10 dipendenti. Realtà spesso impossibilitate ad affrontare da sole i costi e la complessità dei processi di certificazione, tracciabilità e compliance normativa.
Forte dei risultati raggiunti nel tessile, Slow Fiber guarda ora con attenzione a un altro comparto del Made in Italy in profonda sofferenza: la pelletteria. I segnali di crisi sono allarmanti: si stima la chiusura di circa 190 aziende, quasi tutte PMI, nel solo distretto toscano di Scandicci, con una perdita di oltre 2 mila addetti ed oltre 7 mila lavoratori finiti in cassa integrazione/ammortizzatori sociali (dati forniti da Assopellettieri e Confindustria Moda).
Una contrazione che racconta la fragilità di un intero sistema produttivo di fronte alla pressione del mercato globale. Slow Fiber intende estendere il proprio modello anche a questo settore, portando gli stessi principi di trasparenza, sostenibilità e supporto alle imprese che hanno già dimostrato la loro efficacia nel tessile.
Accanto all’azione di sistema, Slow Fiber porta avanti un impegno culturale che considera fondamentale quanto quello tecnico. In un mercato dominato dalla logica del prezzo minimo, la rete si fa portavoce di un messaggio scomodo ma necessario: una maglietta realizzata con materie prime di qualità, in condizioni di lavoro dignitose e nel rispetto dell’ambiente non può costare meno di 40 euro. Questo messaggio è rivolto ai consumatori di oggi e, soprattutto, a quelli di domani.
(Autore: Dplay)
(Foto: Master Communication)
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