Cento opere di artisti con difficoltà mentali: a Villa Marini Rubelli l’arte che non ha confini, solo colori

A Villa Marini Rubelli, di San Zenone degli Ezzelini, 100 opere di artisti in difficoltà mentale

Un centinaio di opere colorate, una diversa dall’altra, abitano le pareti di Villa Marini Rubelli a San Zenone degli Ezzelini, nella frazione di Sottocastello: opere modellate da menti che, pur caratterizzate da complicazioni diagnosticate, sanno come valicare i confini del nostro universo, esplorandone un altro, capovolto, dove spesso l’immaginazione è luce e la realtà delle cose è l’ombra. 

Si resta stupiti percorrendo i corridoi della villa nell’osservare quanto i tratti di una sagoma disegnata, l’intensità di una pennellata, la direzione di una forma scultorea ci raccontino storie interiori, intime, storie di chi è per certi aspetti intrappolato in un vasto mondo dentro se stesso. Tra i pannelli della mostra “Art Inclusive”, inaugurata a partire da questo sabato 2 dicembre si riconoscono però anche talenti tecnici notevoli, materiali bizzarri combinati a tematiche attuali, ma trattate in modo originale: dalla fotografia, ai mandala, polaroid, olio su tela, dai mosaici, acquerello, ai collage, tempera, sculture e persino sedie e altri oggetti decorativi dipinti.

La mostra, composta da opere realizzate da artisti con disagi mentali con la collaborazione del relativo dipartimento dell’Ulss2 e dell’Ulss7, è stata organizzata dall’assessorato alla cultura del Comune di San Zenone degli Ezzelini, rappresentato da Stefania Ziliotto, in collaborazione con Fondazione Canova, grazie alla volontà della dottoressa Moira Mascotto, del Liceo Artistico “Giuseppe De Fabris” di Nove (che invierà alcuni studenti per la gestione della mostra) e di Ca’ Leido – Sonda Società Cooperativa Sociale.

L’adesione è stata di 150 artisti, che per motivi di spazio sono stati selezionati: “Ogni opera d’arte ha una sua vitalità propria e dà voce a delle vite che stanno dietro la malattia. Con questa esposizione possiamo dare gioia anche a queste persone” spiega l’assessore Ziliotto, al fianco del sindaco Fabio Marin. “Da quattro abbiamo intrapreso un percorso, con il nostro museo Gypsotheca Canova, per renderlo privo di barriere fisiche” ha aggiunto Valerio Favero, vicepresidente della Fondazione Canova. 

“L’arteterapia in psichiatria è molto importante, perché – in accompagnamento alla terapia farmacologica – è concreta e si basa su evidenze scientifiche. Oltre all’inclusività, migliora i sintomi dell’apprendimento e abbatte i pregiudizi della cittadinanza nei confronti di queste persone” spiegano le dottoresse Tozzini e Campagnolo, responsabili dei relativi dipartimenti delle due Ulss.

“L’inclusione dev’essere qualcosa che sottolinea le nostre diversità – ha aggiunto l’assessore al sociale Esneda Bordignon – Chiamiamoli pure due mondi, ma bisogna che vi si entri in punta di piedi, con delicatezza e comprensione: questa è la base di un amore sociale”.

La mostra sarà visitabile per cinque settimane nei fine settimana e il mercoledì su prenotazione e al suo interno si terranno anche due eventi: il sabato pomeriggio dalle 15.30 e le 18.30 e domenica anche alla mattina dalle 9.30 alle 12. Il prossimo sabato, all’inaugurazione della mostra, sono stati invitati anche gli artisti che potranno, se presenti, sentirsi orgogliosissimi di aver esposto cento finestre dove affacciarsi con vista sul loro mondo.

(Foto: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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