Una serata ricca di tante informazioni e tanti spunti quella di ieri, sabato 28 marzo, per il penultimo appuntamento della quarta edizione del Festival Del Sapere, promosso dal Comune di Sernaglia della Battaglia con la biblioteca “Giocondo Pillonetto”.
Relatore il neuroscienziato di fama internazionale Giorgio Vallortigara, noto per i suoi studi pionieristici sulla cognizione animale e la laterizzazione cerebrale.
Laureato in Psicologia sperimentale nel 1983 all’Università degli Studi di Padova, dove ha conseguito il dottorato di ricerca, nel 1991 all’Università del Sussex ha svolto un post-dottorato in Neurobiologia, ed è stato il primo scienziato a fornire prove sulla lateralizzazione funzionale nel cervello degli uccelli; ha inoltre scoperto l’asimmetria cerebrale nei vertebrati inferiori (pesci e anfibi).
Vallortigara è stato direttore scientifico del Centro Interdipartimentale Mente Cervello e Pro-Rettore alla Ricerca dell’Università di Trento, dove è professore ordinario nel settore disciplinare Neuropsicologia e Neuroscienze Cognitive.
Nel corso della sua carriera ha ricevuto importanti premi e riconoscimenti, è autore di libri, tra cui, oltre agli scritti di scienza, l’ultimo è il romanzo Desiderare, pubblicato nel 2025.


Il tema dell’incontro a Sernaglia è stato proprio: “Esploriamo l’intelligenza animale, umana e artificiale”.
Il direttore artistico del Festival Ezio Pederiva ha quindi introdotto gli affascinanti interrogativi da porre al professor Vallortigara: cos’è l’intelligenza umana, qual è il legame biologico, l’intelligenza empatica ed adattiva che ha consentito alla nostra specie di sopravvivere fino ad oggi e la dimensione che ci distingue dalle forme di intelligenza artificiale.
Vallortigara ha illustrato, attraverso anche la proiezione di filmati con gli esperimenti condotti dagli studiosi, alcuni aspetti dell’intelligenza ed i test realizzati per confrontare quella animale con quella umana.
Si è visto, ad esempio, come gli scimpanzé, una volta appresi i segni, riescano ad indicare esattamente la sequenza di ordine numerico posizionata su uno schermo, con una memoria a breve termine superiore a quella degli umani, o come i pulcini vadano nella direzione esatta dove sono state posizionate le “mamme”, a dimostrazione che questi animali possiedono innate abilità numeriche e di riconoscimento spaziale.
Ma anche l’uso di strumenti negli animali e le specializzazioni adattive, come i corvi, con capacità cognitive e comportamentali, che fabbricano dei veri e propri strumenti che gli servono per ottenere il cibo.
Facendo riferimento al “Gioco dell’Ultimatum”, usato in economia sperimentale, ha poi dimostrato come il comportamento umano sia guidato non solo dalla razionalità ma anche da altri concetti come il senso di giustizia.
Per concludere, tra le domande del pubblico non poteva mancare un riferimento all’intelligenza artificiale: il professore ha spiegato come funzionano i sistemi di I.A., meccanismi essenzialmente basati sulla probabilità condizionata, e sugli errori relativi all’illusione di tipo percettivo.


“I cervelli biologici sono molto diversi dagli attuali sistemi artificiali. Se vogliamo macchine intelligenti nello stesso senso in cui lo sono le creature biologiche, dobbiamo riprodurre le caratteristiche degli organismi”, ha affermato Vallortigara.
“Come sindaco, considero un privilegio per la nostra comunità ospitare una riflessione di così alto livello su un tema cruciale del nostro tempo. Le ricerche di Giorgio Vallortigara ci invitano a compiere un passaggio culturale fondamentale: superare una visione semplicemente gerarchica dell’intelligenza per riconoscerne la natura plurale, radicata nei processi evolutivi. L’intelligenza, infatti, non è un’unica capacità generale che cresce lungo una scala, ma un insieme di soluzioni specifiche che l’evoluzione ha selezionato per rispondere a problemi concreti. In questo senso, molte specie animali mostrano competenze cognitive sofisticate, spesso fondate su meccanismi innati ed estremamente efficienti, che non rappresentano una versione “inferiore” della nostra, ma modalità diverse di conoscere e interagire con il mondo”, dichiara il sindaco di Sernaglia Mirco Villanova.
“Allo stesso tempo, l’intelligenza umana mantiene una sua specificità, legata alla capacità simbolica, al linguaggio e alla costruzione culturale. È proprio questa dimensione che oggi ci pone di fronte a una nuova sfida: quella dell’intelligenza artificiale. Anche in questo caso, è essenziale evitare semplificazioni: non siamo di fronte a una replica dell’intelligenza naturale, ma a una forma di elaborazione potente e specializzata, priva però di esperienza, intenzionalità e radicamento biologico”, conclude il primo cittadino.
(Autore: Antonella Callegaro)
(Foto e video: Antonella Callegaro)
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