Electrolux, sindaci compatti: “Anche noi al tavolo”. Montesel delegato: “In gioco il futuro del territorio”

I sindaci della Marca incontrano i lavoratori di Electrolux. Dopo la convocazione dei sindaci di Susegana Gianni Montesel, Conegliano Fabio Chies e Santa Lucia di Piave Fiorenzo Fantinel, in 17 tra primi cittadini e assessori si sono ritrovati oggi martedì per cercare una soluzione alla crisi del colosso svedese che ha annunciato il taglio di 1.700 lavoratori, circa 200 dei quali nello storico stabilimento di Susegana.

“Questo momento richiede la presenza e l’attenzione di tutti – commenta Montesel –: qui ci stiamo giocando il futuro del territorio. Il governo deve attrezzarsi per resistere e predisporre piani industriali per evitare che si verifichino situazioni come queste”.

La decisione emersa al termine del tavolo è stata quella di difendere in maniera compatta il territorio e chiedere al Governo che un rappresentante dei sindaci venga inserito nella trattativa: unanime la scelta di indicare proprio Montesel come rappresentante degli amministratori comunali.

Durante il tavolo, nella piazza del municipio di Susegana, erano presenti anche molti lavoratori: “Siamo preoccupati – fanno sapere – abbiamo bisogno del supporto di tutti”.

“Questa è una situazione che ci preoccupa molto – aggiunge Chies –: chiediamo all’azienda un piano industriale che permetta lo sviluppo. Non possono rimanere a casa tutte queste persone che hanno fatto la storia di questo territorio”.

“Ci aspettiamo che chi ha la possibilità di decidere sui dazi e sui processi economici lo faccia – aggiunge Fantinel –. I sindaci sono l’avamposto a cui i cittadini si rivolgono in momenti come questo, ma ora il Governo deve fare gli interessi di questi lavoratori e della nazione, salvaguardando un’azienda importantissima per tutto il Paese”.

Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani: “Di fronte alla crisi che coinvolge Electrolux – ha detto – non possiamo accettare logiche fatte solo di numeri e percentuali. I tagli lineari annunciati dall’azienda sono inaccettabili perché dietro ogni posto di lavoro ci sono persone, famiglie, competenze e intere comunità che hanno contribuito a fare grande il settore dell’elettrodomestico italiano. Chiedo il ritiro integrale del piano industriale, senza licenziamenti, e attendo da parte dell’azienda un vero programma di rilancio, non soltanto una riduzione lineare della forza lavoro”.

Stefani ha ricordato come il comparto europeo degli elettrodomestici stia attraversando “una crisi storica”, segnata da delocalizzazioni produttive, concorrenza asiatica e turca, aumento dei costi energetici e delle materie prime, oltre a “un eccesso di regolamentazione europea che ha penalizzato la competitività delle imprese continentali. Electrolux negli anni ha ricevuto sostegno pubblico importante – ha aggiunto il governatore – attraverso ammortizzatori sociali e investimenti destinati a ricerca, sviluppo e innovazione tecnologica. Per questo oggi è necessario che l’azienda presenti un vero piano industriale e non una mera riduzione lineare della forza lavoro”.

Anche il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha definito “inaccettabile” il piano presentato da Electrolux: “Al tavolo del 25 maggio al Mimit chiederemo all’azienda il suo immediato ritiro – ha dichiarato –. Chiederemo un nuovo piano industriale che non preveda licenziamenti collettivi. Non accetteremo scelte che colpiscono lavoro, produzione e filiere”.

Dal confronto tra Governo e Regioni è emersa una posizione condivisa: difendere la capacità produttiva italiana, salvaguardare l’occupazione e respingere ogni decisione che metta a rischio il futuro industriale del gruppo nel nostro Paese.

(Autore: Simone Masetto)
(Foto: Simone Masetto)
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