“Il mare inizia in città”: Plasticocene apre la settimana sostenibile tra ambiente, terra e futuro

Ieri, sabato 11 aprile, in occasione della giornata mondiale della Terra, presso il Phi Hotel Astoria, è stata inaugurata a Susegana la mostra “Plasticocene”, fulcro della Settimana Sostenibile promossa dall’amministrazione comunale. Un percorso espositivo che non si limita a informare, ma accompagna il visitatore in una riflessione profonda e spesso disarmante sull’impatto della plastica nei mari e, inevitabilmente, nella nostra stessa vita quotidiana.

Alla cerimonia erano presenti il sindaco Gianni Montesel, il presidente del Consiglio di Bacino Priula Fabio Benvenuti e l’assessore all’Ambiente Adriano Toffoli, insieme ai rappresentanti del mondo economico e associativo del territorio e a numerosi cittadini.

Il cuore della mostra è il concetto di “Plasticocene”, l’era della plastica: una fase storica in cui questo materiale, nato per semplificare la vita dell’uomo, è diventato una presenza costante e invasiva negli ecosistemi. I pannelli raccontano con chiarezza come la plastica non scompaia mai davvero, ma si trasformi, si frammenti, diventi invisibile. Micro e nanoplastiche che entrano nei cicli naturali, attraversano l’acqua, il suolo, gli organismi viventi, fino a raggiungere la nostra tavola.

Il messaggio che emerge è diretto e difficile da ignorare: ciò che consideriamo lontano, in realtà, ci riguarda da vicino. L’80% della plastica presente nei mari proviene dalla terra, dalle nostre città, dalle nostre abitudini. “Il mare inizia in città” non è solo uno slogan, ma una presa di coscienza. Ogni gesto quotidiano, anche il più banale, lascia una traccia.

Le installazioni rendono tutto questo visibile, quasi tangibile. Un mare costruito con plastica recuperata, oggetti che diventano simboli, dati che si trasformano in immagini capaci di colpire più delle parole. Tra questi, il dato che più resta impresso: ogni settimana ingeriamo una quantità di plastica pari al peso di una carta di credito.

Protagonista del progetto è l’artista Elisabetta Milan, ideatrice e curatrice della mostra: “Attraverso l’arte desidero informare, divulgare e sensibilizzare le persone sull’importanza che i mari oceani rivestono per la nostra sopravvivenza e per la nostra vita quotidiana. Questa mostra è stata realizzata con il supporto scientifico dell’area marina di Miramare, che ha fornito la documentazione e il supporto per la creazione dei pannelli. Si tratta di installazioni tematiche che parlano dell’inquinamento da plastica dei nostri mari, ma anche dell’importanza che il mare riveste, ad esempio, per la produzione di ossigeno”.

“Plasticocene significa era della plastica, non stiamo più vivendo nell’antropocene, ma ogni nostro spazio è caratterizzato da questo materiale, inventato da quasi cent’anni e che sta impattando moltissimo. Non si tratta di condannare la plastica, ma di usarla in modo consapevole, facendo riferimento alle 5 R che possiamo mettere in atto nella nostra vita quotidiana”.

“Durante questa settimana abbiamo coinvolto moltissime scuole che visiteranno la mostra. Io condurrò le visite guidate assieme a Contarina e l’operatrice dell’area marina realizzerà i laboratori pratici. Ci saranno attività con analisi delle microplastiche e momenti pensati per far capire il ruolo attivo che tutti possiamo avere per salvaguardare l’ambiente”.

“Daremo agli studenti dei vademecum con suggerimenti pratici da mettere in atto nella vita quotidiana, perché sono convinta che il mare inizia da noi, dalle nostre abitudini quotidiane e non solamente dalle coste. Ricordiamoci che tutto ciò che mettiamo nell’ambiente torna indietro con effetto boomerang e che l’80% della plastica marina è di origine terrestre”.

Nel corso dell’inaugurazione il tema della sostenibilità è stato affrontato anche attraverso le esperienze del mondo produttivo. Francesco Faraon di Coldiretti Treviso ha ripercorso l’evoluzione dell’agricoltura dagli anni della produzione intensiva fino a un modello più attento all’ambiente, spiegando come “la sostenibilità sia il punto di equilibrio tra produttività, tutela delle risorse naturali e sostenibilità economica dell’impresa”, un equilibrio che oggi passa attraverso innovazione tecnologica, agricoltura di precisione, uso efficiente delle risorse, ma anche valorizzazione della biodiversità e della filiera corta.

Un filo che si ritrova anche nelle parole del presidente di Confartigianato Conegliano, Severino Dal Bo, che ha richiamato le radici culturali della sostenibilità nel mondo artigiano: “Il principio fondamentale era produrre qualcosa riciclando materiali e realizzando prodotti durevoli nel tempo”, ricordando come queste pratiche, oggi definite “green”, siano da sempre parte del saper fare tradizionale e continuino a tradursi in progetti concreti, innovazione e riutilizzo degli scarti.

A completare il quadro, l’intervento di Marina Spiazzi per Confindustria Veneto Est, che ha invitato a superare una visione semplificata della plastica: “La plastica non è il problema: il problema è ciò che ne facciamo a fine vita”, sottolineando il ruolo indispensabile di questo materiale e, allo stesso tempo, la necessità di rafforzare i sistemi di riciclo, la corretta raccolta differenziata e la progettazione dei prodotti secondo i principi dell’economia circolare.

Nel suo intervento, il sindaco Gianni Montesel ha riportato l’attenzione sul significato più concreto dell’iniziativa: “Dobbiamo migliorare l’ambiente che abbiamo trovato, non peggiorarlo. Non basta avere un servizio capillare: serve creare coscienza. Ci sono ancora comportamenti sbagliati che vanno corretti e questa settimana è dedicata proprio a costruire questa consapevolezza”.

La mostra si inserisce in un programma più ampio che nei prossimi giorni coinvolgerà scuole, cittadini e associazioni. Un percorso che non si esaurisce nelle sale espositive, ma che invita a uscire con una domanda semplice e necessaria: cosa possiamo cambiare, da subito, nelle nostre abitudini?

Perché il senso più profondo di “Plasticocene” non resta tra queste pareti: esce con chi la visita, si trasforma in consapevolezza e, potenzialmente, in scelta. La Settimana Sostenibile proseguirà fino al 19 aprile, quando il messaggio diventerà azione concreta con la giornata ecologica dedicata alla cura del territorio. Ma il vero punto di arrivo non è quella data: è ciò che ognuno porterà con sé, una volta tornato a casa.

(Autrice: Mihaela Condurache)
(Foto e video: Mihaela Condurache)
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