La suseganese Marina e il compagno Dario, ipovedenti, in cammino per abbattere le differenze sensoriali: 80 km in solitaria a Gran Canaria in 4 giorni

Marina Amianti ha 33 anni ed è originaria di Susegana. È affetta da albinismo di tipo 2 dalla nascita, una malattia rara e non degenerativa che le causa anche problemi alla vista.  

Nella sua vita non si è mai arresa, lottando contro la sua malattia e facendo una vita quanto più normale possibile. Nel 2019 conosce Dario Sorgato, 43enne di Sant’Angelo di Piove di Sacco (Padova), affetto dalla sindrome di Usher, una patologia congenita che porta alla sordocecità.

I due si rincontrano nel 2020, si piacciono e decidono di tentare una piccola grande impresa: percorrere assieme il cammino di Gran Canaria, 80 chilometri attraverso l’isola che i due percorrono in solitaria dopo aver organizzato il tutto da soli e che concludono in soli 4 giorni.

Dario ha fondato nel 2011 NoisyVision Onlus, un’associazione che si occupa di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’inclusione sociale e le disabilità sensoriali, come spiega Marina: “Io ho conosciuto Dario a un evento della sua associazione. Abbiamo fatto un cammino assieme ad altre persone in Toscana. Questo viaggio ripercorreva antiche vie di transumanza e a fare compagnia al numeroso gruppo c’erano due asinelle”.

Dario non è nuovo a questo genere di imprese, infatti nel 2016 decide di scalare l’Everest arrivando fino al campo base.

“Per quanto riguarda il cammino di Gran Canaria – prosegue Marina – per me non è stato facile. A causa della mia malattia soffro il sole e non vedo la profondità e per questo mi aiutavo molto con il bastone tastando il terreno dove camminavo. Ho avuto dei momenti in cui non sapevo se ce la avrei fatta, ma poi vedevo Dario davanti a me sorridente che mi dava dei consigli e mi tranquillizzava. Mi sentivo protetta e ce l’abbiamo fatta”.

“La cosa più bella invece – continua – è stata proprio essere riusciti a concludere il percorso. Noi non sapevamo cosa ci aspettasse perché è stato il primo cammino in solitaria insieme. Non avendo nessuna guida e nessun aiuto scopri il tragitto passo dopo passo”.

La filosofia dell’associazione di Dario è quella che le persone sono tutte uguali: “Per questo motivo – spiega lo stesso Dario – organizziamo questi cammini in cui partecipano persone con e senza disabilità visive. La cosa più difficile? È quella di coinvolgere persone normovedenti in queste iniziative”.

A detta di Marina la cosa bella che rimane dopo queste attività è proprio il fatto che “siamo tutti uguali, non si vede nessuna differenza nelle problematiche delle persone. Le persone iscritte a questa associazione arrivano da tutta Italia e molti anche dalla provincia di Treviso”.

Il cammino appena concluso per la coppia non è un traguardo, ma un nuovo punto di partenza: “Il prossimo obiettivo ancora non lo sappiamo – conclude Marina – , ma vorremmo fare un altro percorso insieme in qualche angolo di mondo”.

(Foto: per concessione di Marina Amianti).
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