Il borgo di Fratta aumenta sul lago, intervento sui cortili della frazione. Bof: “Interventi importanti di riqualificazione per un rilancio del nostro territorio”

Il Comune di Tarzo, aveva partecipato al bando “Investimento 2.1 Attrattività dei Borghi”, in particolare seguendo la Linea d’intervento B “Progetti locali per la Rigenerazione Culturale e Sociale”, istituito dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, per ottenere dei fondi finalizzati a promuovere progetti per la rigenerazione, valorizzazione e gestione del grande patrimonio di storia, arte, cultura e tradizioni presenti nei piccoli centri italiani.

Ogni borgo doveva presentare un progetto che avrebbe realizzato una volta ottenuti i fondi, e Tarzo si è focalizzato sul Borgo antico di Fratta ottenendo 1 milione e 586 mila euro. Per le sue caratteristiche morfologiche, ambientali ed architettoniche, infatti, questo borgo, risulta un’attrazione turistica, culturale e sportiva.

La scelta è nata da 3 indicatori in parte critici e in parte promettenti ritenuti funzionali alla realizzabilità e alla sostenibilità futura del progetto: l’80% degli edifici storici sono inutilizzati, una disponibilità immobiliare, quindi, peculiare e a basso costo; la presenza di un lago, un’unicità territoriale che comporta un’alta qualità ambientale ed esperienziale; è un’attrattiva turistica, culturale e sportiva, un contesto quindi predisposto al turismo slow-nature; non per ultimo, il sistema dei cortili.

Una rete di spazi semipubblici, ancora oggi caratterizzati dalla relazione urbana e sociale, storicamente di vita funzionale, prossimamente di eventi tematici a rivitalizzare e ripopolare il borgo. Fratta è un borgo denso che, proprio per la sua struttura urbana, si è difeso e mantenuto integro nel tempo. Sono presenti dei cortili “privati” (interni alle corti agricole) ma la maggioranza sono “aperti” (tra le case). In totale 12 cortili su una superficie di 28.000 mq con una via centrale e una sessantina di edifici.

Quello che manca oggi a Fratta è il suo antico rapporto di vicinanza con il lago, rapporto da ritrovare con interventi visibili di attrattività ed al tempo stesso chirurgici di paesaggio. È proprio sul ripensamento generale di questa idea di spazio ibrido e fluido dei cortili, dove la sfera del privato si fonde con quella del pubblico, che viene imperniata la strategia di potenziamento delle infrastrutture culturali del borgo, sia come spazi che come attività. Una strategia basata non solo sull’idea di un borgo-turistico, ma innanzitutto di borgo come spazio vivo in cui il tematismo dei cortili liquidi è il vero asse portante della rigenerazione.

Ad essi si aggiunge un nuovo spazio cortilizio d’acqua, come segno di connessione tra il borgo e il lago, un traino per uno sviluppo ambientale e culturale innovativo. L’obiettivo è quello di creare un nuovo spazio al confine tra natura (lago) e borgo ospitando eventi culturali. Un grande cortile in uno spazio in cui legno-acqua-design definiscono un nuovo paesaggio locale.

1.000 mq complessivi di cui 600 calpestabili che aprono un nuovo cortile del borgo in riva al lago, o meglio dentro il lago, realizzando una passerella che lo unisce all’anello di bordo lago. Passerella realizzata con elementi componibili in bio-plastica riciclata (non visibili) creando un sistema galleggiante e rivestita superficialmente con tavole in legno di Vaia (da abeti da schianto delle Dolomiti, come memoria e monito sul cambiamento climatico in atto) che fungono da pavimentazione.

“Come anticipato ai cittadini – afferma il sindaco di Tarzo Gianangelo Bof – c’è ancora molto da fare’. Questo è un importante bando al quale abbiamo partecipato ad inizio anno che va nella direzione di quanto promesso ai nostri cittadini: interventi importanti di riqualificazione e attrazione per un rilancio del nostro territorio. Ringrazio tutti coloro i quali hanno lavorato per questo risultato”.

In sintesi, il progetto è composto da 11 interventi su 4 linee d’azione e 7 di questi interventi verranno completati entro il 2024. Ha un quadro economico complessivo pari a 1.586 milioni di euro, l’88% dell’investimento contribuisce al traguardo M1C3-16 (06/2025). Prevede un contributo climatico (Reg. UE 2021/241) pari al 44% dell’investimento ed ha, complessivamente, 7 partner (2 pubblici 3 associazioni 2 privati).

(Foto: archivio Qdpnews.it).
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