Premio Giorgio Lago Juniores, vincono tre veneti. Dai campioni dello sport a Stefani: “La vostra penna per una società consapevole”

I giornalisti del futuro scrivono di sport, e incontrano i campioni di ieri e oggi. Alla cerimonia finale del Premio Giorgio Lago Juniores, oggi giovedì a Treviso, sono stati assegnati i riconoscimenti per la decima edizione del concorso intitolato al celebre direttore de Il Gazzettino ed editorialista del Gruppo L’Espresso, per gli studenti delle classi quinte degli Istituti superiori del Veneto e del Friuli Venezia Giulia.

Il commento del presidente della Regione Veneto Alberto Stefani

A conquistare il podio tre giovani veneti: primo posto per Martina Faccio, del Liceo Brocchi di Bassano del Grappa.

Primo posto per Martina Faccio, del Liceo Brocchi di Bassano del Grappa

Seguono Sara Perin, del Liceo Duca degli Abruzzi di Treviso, al secondo posto, e Riccardo Antonello, del Liceo Giorgione di Castelfranco Veneto, al terzo.

Secondo posto per Sara Perin, del Liceo Duca degli Abruzzi di Treviso
Terzo posto per Riccardo Antonello, del Liceo Giorgione di Castelfranco Veneto

Una menzione speciale è stata assegnata a Sofia Masiero, dello stesso istituto castellano.

Menzione speciale per Sofia Masiero, del Liceo Giorgione di Castelfranco Veneto

Simeoni, Galtarossa, Bortuzzo: parlano i campioni dello sport

Le parole dei loro testi si sono intrecciate in un dialogo suggestivo con tre icone dello sport olimpico e paralimpico.

I campioni dello sport Sara Simeoni, Rossano Galtarossa, Manuel Bortuzzo, in dialogo con Giancarlo Padovan

Sara Simeoni, campionessa del salto in alto, Rossano Galtarossa, canottiere, e Manuel Bortuzzo, nuotatore, si sono confrontati sul legame tra sport, pace e informazione, mettendo in risalto l’importanza della responsabilità, della credibilità personale e dell’autorevolezza del giornalismo nelle grandi competizioni sportive e non solo.

Sara Simeoni, protagonista della storia olimpica italiana nel salto in alto

La loro testimonianza è stata vivamente apprezzata dai partecipanti, che hanno ritrovato campioni di vita e sport capaci di andare oltre il risultato agonistico e di trasmettere valori profondi, come la resilienza e l’impegno quotidiano. Un invito, per i prossimi giornalisti, a raccontare lo sport con sensibilità, rigore e consapevolezza, riuscendo a restituire le emozioni delle competizioni e unendo generazioni diverse nel segno di una passione comune.

L’appello di Stefani ai giornalisti del futuro

Ampio il parterre di rappresentanti istituzionali: c’erano il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani, il sindaco di Treviso Mario Conte, il prefetto Angelo Sidoti, il vescovo Michele Tomasi, gli assessori comunali di Treviso Maria Teresa de Gregorio e Gloria Sernagiotto, e gli ex consiglieri comunale di Castelfranco Veneto Guido Rizzo e Maria Gomierato.

In merito ai giornalisti di domani, che proprio con il premio Lago trovano una prima palestra per realizzare i loro sogni, Stefani ha auspicato “che possano trovare tante testate giornalistiche capaci di intercettare i loro talenti e soprattutto di far esprimere questi talenti che oggi hanno portato una grande energia a questo evento”.

“Sono assolutamente convinto – ha osservato – che sapranno fare una sana informazione, sapendo che l’utilizzo della loro penna giornalistica non debba essere fatto per far del male a qualcuno o per inventare notizie, ma per rendere i cittadini sempre più consapevoli. Una società informata è una società consapevole, una società consapevole è una società che guarda avanti”.

Il sindaco Conte e il vescovo Tomasi sono intervenuti per portare il saluto della Città e della Diocesi, sottolineando il valore della dimensione giornalistica nella società attuale, alla ricerca della verità dei fatti e alla cura delle persone.

Il premio

Anche quest’anno la qualità del concorso si è attestata molto alta, come ha confermato il giornalista Sergio Frigo, a nome della giuria del premio, illustrando le motivazioni dei riconoscimenti.

Sergio Frigo illustra le motivazioni dei riconoscimenti

I tre vincitori hanno ricevuto delle borse di studio, destinate a supportare gli studi universitari, del valore di 1.000 euro (primo classificato), 750 euro (secondo classificato) e 500 euro (terzo classificato). Alle loro scuole, rappresentate dai dirigenti scolastici e dai docenti, è stato consegnato un premio ex aequo di 1.000 euro ciascuna, destinato ad incentivare i progetti formativi in ambito giornalistico.

I dati sulle partecipazioni di questa edizione non lasciano dubbi sull’attrazione che ancora oggi, nonostante la profonda trasformazione che coinvolge i professionisti dell’informazione, il mondo del giornalismo esercita sui giovani: dal 2023 al 2026 la partecipazione al Premio promosso dall’Associazione Amici di Giorgio Lago è più che raddoppiata, passando da 30 a 67 studenti in gara, mentre gli istituti di provenienza sono cresciuti da 14 nel 2021 a 26 nel 2026. Diversi vincitori delle precedenti edizioni oggi collaborano stabilmente con le testate giornalistiche del Nordest, e tra loro vi è anche chi è già riuscito ad iscriversi come pubblicista all’Ordine dei Giornalisti.

Foto di gruppo con i vincitori delle precedenti edizioni

Alcuni di loro, proprio per questo percorso professionale – che si è unito a quello accademico – sono saliti sul palco come testimonial: Beatrice Zabotti, Nancy Galdi (edizione 2022), Caterina Munari (2024), Caterina Zanella, Lorenzo Torresan (2025).

Al termine della mattinata, la vice presidente dell’Ordine veneto, Elena Magro, e il direttore della Scuola di giornalismo “Dino Buzzati” Tiziano Graziottin, hanno annunciato la novità dell’opportunità, per i vincitori di questa edizione, di essere ammessi gratuitamente al corso di formazione per i collaboratori delle testate giornalistiche.

Il Premio, realizzato dall’Associazione Amici di Giorgio Lago, ha visto la collaborazione con il Comune di Treviso, il Centro Studi Regionali Giorgio Lago dell’Università degli Studi di Padova, Banca Prealpi SanBiagio e Tao Technologies. È patrocinato da Regione del Veneto, Province di Belluno, Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona e Vicenza, Comuni di Castelfranco Veneto e Jesolo, Università degli Studi di Padova e Ordine dei Giornalisti del Veneto.

Il commento di Renato Barbisan (Banca Prealpi SanBiagio)

“Si conferma anche per quest’anno l’impegno di Banca Prealpi SanBiagio nel sostenere il premio Giorgio Lago Juniores e soprattutto nell’occasione del decennale del premio – ha commentato Renato Barbisan, direttore della filiale di Treviso di Banca Prealpi SanBiagio -. Siamo felici di vedere la partecipazione elevata di questi ragazzi. L’iniziativa ha coinvolto 26 scuole e molti ragazzi, che possono trovare con questa iniziativa cultura, istruzione, formazione e quindi la possibilità di crescere personalmente e professionalmente, che è una cosa importante anche per noi di Banca Prealpi SanBiagio: siamo un istituto di territorio e ci piace sostenere tutte queste iniziative. I giovani sono importanti anche per noi, bisogna ricercare, sviluppare i talenti e portarli verso le nostre industrie, le nostre realtà, e cercare di farli rimanere nel territorio”.

Al via l’edizione 2027 sulla fuga dei cervelli

Grande soddisfazione, infine, ha espresso Francesco Chiavacci Lago, figlio di Giorgio e vicepresidente dell’Associazione, per questa decima edizione: “Questi 10 anni abbiamo deciso di investire nei giovani – ha spiegato – in particolare dal 2023 ne abbiamo incontrati moltissimi anche nelle scuole, cosa che non veniva fatta prima. Quest’anno i numeri sono quasi raddoppiati: 67 partecipanti da 26 istituti superiori di tutto il Nord-est, ma soprattutto abbiamo incontrato più di 2000 studenti nelle scuole. Il tema era molto interessante perché era ‘Olimpiadi: sfida di pace’, con le Olimpiadi in Veneto e purtroppo la situazione delle guerre a livello internazionale”.

Il commento di Francesco Chiavacci Lago, figlio di Giorgio e vicepresidente dell’Associazione Amici di Giorgio Lago

“Per l’anno prossimo – conclude – altro tema scottante: la fuga dei cervelli, e non solo dei cervelli, anche delle braccia, che sta aumentando negli ultimi anni in tutta Italia verso l’estero, ma anche da Nord-est, verso anche altre regioni italiane. Cercheremo di capire, anche con degli esperti dell’Università di Padova, cosa si sta facendo in Veneto per trattenere questi ragazzi e capire meglio con loro perché vanno via”.

(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
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