Capriolo sbranato – con ogni probabilità da un lupo – nella zona di Arfanta, frazione di Tarzo: ieri mercoledì mattina un abitante ha trovato la carcassa dell’animale in una strada interna che conduce verso la località.
Come ha confermato lo stesso Comune di Tarzo, il giorno precedente il corpo dell’animale non c’era, segno di come il capriolo sia stato quindi sbranato la scorsa notte da un lupo. Era un po’ di tempo che non si verificavano in loco dei simili fatti.
Un fatto di tutt’altro tenore si è invece verificato nel Bellunese: a inizio settimana, gli operatori del Centro Recupero Animali Selvatici (CRAS) di Belluno, ente gestito da Veneto Agricoltura, hanno salvato un cucciolo di capriolo che, durante lo sfalcio di un prato nelle vicinanze di Borgo Valbelluna, era stato erroneamente ferito.
La situazione è parsa da subito piuttosto critica, a causa delle lesioni profonde e potenzialmente letali presentate dal piccolo, ma la tempestività della segnalazione e il celere soccorso della Polizia provinciale di Belluno sono risultati determinanti.
Il cucciolo è stato condotto nell’ambulatorio del CRAS di Belluno, dove il personale veterinario di Veneto Agricoltura ha trattato in maniera risolutiva le ferite: il cucciolo ha reagito positivamente alle prime cure e ha ripreso ad alimentarsi, mostrando grande grinta e voglia di vivere. Tuttavia, per una completa guarigione, sarà ancora necessario del tempo.
Di conseguenza, i veterinari hanno predisposto un percorso di recupero ad hoc, che il capriolo seguirà all’interno del CRAS, fino alla fine dello svezzamento. Durante questo periodo, il cucciolo sarà accudito con uno specifico protocollo anti-imprinting, per evitare che sviluppi fenomeni di confidenza con l’uomo e possa così, una volta autonomo, tornare libero nel suo habitat naturale.
Veneto Agricoltura ha ricordato che i piccoli caprioli non sono gli unici animali a subire i danni degli sfalci estivi, perché anche ricci e leprotti tendono spesso a nascondersi tra l’erba alta. Pertanto, prima di ogni taglio, è consigliato fare un controllo accurato dei prati.
(Autore: Arianna Ceschin)
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