Una vasta operazione di controllo a tutela della legalità e della sicurezza nei luoghi di lavoro è stata condotta su tutto il territorio provinciale dai Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro (NIL) di Treviso, supportati dall’Arma territoriale.
Il bilancio complessivo delle verifiche ha portato alla sospensione immediata di 5 attività, alla scoperta di altrettanti lavoratori completamente “in nero” e a sanzioni e ammende per un totale superiore ai 190 mila euro. L’azione ispettiva è nata con l’obiettivo prioritario di contrastare il fenomeno del caporalato, verificare la regolare occupazione della manodopera e garantire il rispetto delle normative a tutela della salute dei lavoratori, concentrandosi principalmente sull’edilizia ma estendendosi anche ad attività commerciali e servizi alla persona.
I provvedimenti più severi hanno interessato in primo luogo il settore delle costruzioni. A Mogliano Veneto, durante un sopralluogo in un cantiere edile, i militari hanno disposto la sospensione immediata per due distinte ditte. Entrambe impiegavano manodopera irregolare, per un totale di tre lavoratori extracomunitari privi di contratto. A carico di una delle due imprese è stata contestata inoltre la totale assenza del Piano Operativo di Sicurezza (POS), documento essenziale per tutelare l’incolumità delle maestranze durante le lavorazioni. Un analogo provvedimento di stop all’attività è scattato a Riese Pio X nei confronti di un’altra ditta edile, dove il titolare impiegava i propri operai in lavorazioni in quota senza aver predisposto alcuna misura idonea a prevenire il rischio di cadute verso il vuoto.
Le irregolarità non hanno risparmiato il settore del benessere e della ristorazione. A Montebelluna è stata infatti sospesa l’attività di un centro benessere a gestione cinese all’interno del quale è stata individuata una massaggiatrice priva di contratto e risultata irregolare sul territorio nazionale. A Caerano di San Marco, invece, un controllo in un ristorante etnico ha fatto emergere la presenza di un cameriere impiegato in nero: anche in questo caso l’esercizio è stato chiuso temporaneamente e potrà riaprire solo a seguito della completa regolarizzazione del dipendente.
L’ondata di controlli, che ha toccato anche Conegliano, Castelfranco Veneto e Vazzola, ha consentito infine di accertare numerose e diffuse criticità sul fronte della prevenzione infortuni, con 15 persone sanzionate per inadempienze legate alla sicurezza aziendale. Tra le violazioni maggiormente contestate dagli ispettori figurano il mancato conseguimento della patente a crediti, la totale assenza di corsi di formazione per i dipendenti e l’omessa designazione degli addetti alla gestione delle emergenze.
(Autore: Simone Masetto)
(Foto: Carabinieri)
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